di Andrea Giannattasio FIRENZE Due Fiorentine al prezzo di una.
E' questo il regalo che il mercato ha consegnato a Fabio Grosso, che dopo aver reclamato una rosa pi profonda pu finalmente scegliere, cambiare e perfino ribaltare la squadra senza abbassarne troppo il livello.
Tredici innesti hanno ridisegnato da cima a fondo il gruppo, costruendo quel giusto mix di giovent ed esperienza che il tecnico aveva invocato.
E soprattutto hanno garantito un ricambio praticamente in ogni ruolo.
L'unica casella ancora scoperta  quella della mezzala destra, dove Ndour sar chiamato agli straordinari.
Ma con due sole competizioni da affrontare, campionato e Coppa Italia, e una finestra invernale che riaprir tra quattro mesi, l'"emergenza" appare gestibile.
La rivoluzione, del resto,  certificata dai numeri: appena dieci dei giocatori che avevano concluso la scorsa stagione sono sopravvissuti allo smantellamento estivo.
Ma  stato (anche) grazie alle mosse dell'area tecnica che adesso Grosso ha in mano la Fiorentina che voleva, una squadra A e una B da alternare sulla base di avversari e necessit. Nel 4-3-3 dei teorici titolari troverebbero posto De Gea in porta, Jimenez, Dragusin, Viery e Valdepenas in difesa, Ndour, Oulai e Atta in mediana oltre al tridente da sogno composto da Mastantuono, Beto e dall'ultimo arrivato Gonalves. Alle loro spalle un undici tutt'altro che di ripiego: Christensen tra i pali, Dodo, Pongracic, Ranieri e Joao Mario nella retroguardia (il portoghese non  un terzino sinistro ma all'occorrenza pu farlo), ancora Ndour, con Fagioli e Brescianini in mezzo e Gnonto, Pellegrino e Njie a rifinire l'attacco.
E non  finita: restano pure Lezzerini, confermato terzo portiere, Sottil (che non ha superato le visite mediche col Watford) e Parisi, atteso in gruppo a novembre dopo la rottura del crociato.
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