di Giulia Prete LUCCA Una pianta pu cambiarti la vita.
Pu farlo quando sei bambino, aprendoti una finestra sul mondo, oppure pu diventare una piccola risposta alle grandi sfide del presente.
Ne  convinto Mario Mariani, noto vivaista e giardiniere, fondatore del vivaio Central Park di Galliate, che sar ospite a Murabilia con l'evento "25 piante che mi hanno cambiato la vita". Lo abbiamo incontrato ieri, mentre stava allestendo il suo giardino sulle Mura.
E ha lanciato un messaggio chiaro: il verde non  un elemento secondario, soprattutto nelle citt. E' una necessit. Da quanto tempo viene a Murabilia? "Sar almeno la nona volta che allestisco qui uno dei miei giardini.
Ma saranno almeno 12-13 anni che vengo alla manifestazione". Che tipo di giardino sta allestendo? "Si chiama Sfogliando:  realizzato con dei vasi-cubi realizzati con la stampa 3D e con un cemento speciale.
Sono stati disegnati dall'architetto Cucinella.
Visto il tema di quest'anno sar un giardino completamente fatto di foglie e spine, che permettono alla pianta di ridurre la perdita d'acqua.
Era questo il concetto che volevamo raccontare". Collegandomi al suo evento, c' una pianta che ha cambiato la sua vita? "S, in realt tantissime.
Da bambino ero gi appassionato: mia nonna mi portava nell'orto e mi faceva vedere le piante.
La prima pianta per la quale ricordo di aver messo da parte dei soldi per comprarla  stata l'ortensia quercifoglia.
Ai tempi era praticamente sconosciuta.
Quella pianta mi ha cambiato la vita perch mi ha fatto scoprire che non esiste soltanto 'l'ortensia'. Ne esistono di tanti colori, tante specie che provengono da posti diversi.
Per un bambino questo apre la mente: ti fa sognare di viaggiare, di vedere il mondo". Negli anni ha notato un cambiamento nel modo in cui le persone si avvicinano alle piante? "S, moltissimo.
La gente ha paura, in generale non si sente tranquilla, e quindi torna sui propri passi, verso quello che  certo e che d sicurezza.
Il mondo, le guerre, tutta questa situazione di insicurezza generale che viviamo quotidianamente si riflette anche nelle scelte del giardino.
Alla fine si torna verso ci che  sicuro". I giovani, invece, si stanno avvicinando di pi alle piante? "S, rispetto a qualche anno fa si sono avvicinati parecchio.
Sono attratti soprattutto da piante particolari, molto fotografiche, diciamo 'instagrammabili': piante geometriche, strane, strutturate.
E spesso sono piante da appartamento.
Anche i terrari funzionano molto". Secondo lei il cambiamento climatico sta costringendo vivaisti e appassionati a rivedere le proprie certezze? "Le certezze non ci sono pi. Non siamo ancora arrivati a un vero cambiamento della produzione, per gli estremi climatici ci sono sempre.
Se arriva un meno nove in inverno, magari anche soltanto per un giorno, pu azzerare qualsiasi tentativo di coltivare piante pi mediterranee o meno rustiche.
Lo stesso vale per l'estate, con temperature sempre pi estreme.
Qui a Lucca, per esempio, vedo piante che qualche anno fa non potevano essere coltivate all'esterno e che oggi sono presenti nei giardini". Quest'estate si  parlato molto dell'importanza di avere citt pi verdi.
Lei cosa ne pensa? "Assolutamente s, soprattutto nelle citt grandi.
Ormai  indispensabile aumentare il verde.
Eppure capita che gli alberi vengano abbattuti per paura che diventino pericolosi.
In alcuni casi bisogna certamente intervenire, ma bisogna anche ripiantare.
Il problema  che molto spesso vengono piantate e poi abbandonate a loro stesse.
La manutenzione  un aspetto che non rientra ancora abbastanza nella mentalit di chi si occupa di verde pubblico.
Il verde, anche nelle case, viene considerato una cosa secondaria.
Ma non lo  affatto".

