Il complesso dell'attuale Mercato del Carmine infatti  nato sulla struttura del convento dei Carmelitani Scalzi che lo hanno retto fino agli inizi del Novecento.
Le origini risalgono a circa l'anno mille e del 1342 le principali fasi di ampliamento e modifica della struttura conventuale, quando i Carmelitani ricevettero dal vescovo Guglielmo II la chiesa di S. Pier Cigoli e nel 1460, quando sovvenzioni pubbliche attestano il rinnovato impegno dei religiosi ad ampliare il convento.
L'area del Carmine era collegata a piazza Anfiteatro dove si teneva il mercato delle vettovaglie (dal latino vittglia, prodotti necessari alla sussistenza di una comunit di persone) e sar proprio la famosa piazza ovale a segnare il destino del convento.
Dopo la soppressione degli ordini religiosi, nel 1866, il convento sembrava destinato ad ospitare varie funzioni pubbliche, la Pretura, l'accettazione dei soldati di leva e un mercato coperto dei cereali.
Ma nel 1932, per motivi igienico-sanitari, vista la necessit di un luogo riparato da venti, pioggia e calore del sole, si decise di spostare il mercato verso una struttura coperta, nel complesso del Carmine, ridisegnata per ospitare il nuovo mercato cittadino.
Al posto delle ampie e splendide navate della chiesa e nel chiostro conventuale trovarono posto 31 negozi, 200 banchi di vendita, 30 banchi per il pesce e 6 magazzini all'ingresso.
Il campanile della chiesa divent una torre con orologio, e lo  ancora oggi e il chiostro coperto con una struttura leggera che ne consentiva l'utilizzo per tutto l'anno proteggendo l'attivit del mercato dalle intemperie.
I lavori si completarono solo nel 1936. Nel 1952 il bene torn nelle mani del Comune e il mercato si mantenne fiorente fino al 1974, quando il mercato settimanale, che si svolgeva nelle vie adiacenti e nella piazza del Carmine fu spostato nei pi ampi spazi di via dei Bacchettoni, poi a piazzale don Baroni, lungo via dei Borghi, sede storica dei mercati stagionali della tradizione.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
