LA SPEZIA Umberto Efeso, l'uomo che il 13 agosto di un anno fa uccise a coltellate la moglie Tiziana Vinci in una villa sulle alture spezzine,  "capace di intendere e di volere". Lo hanno messo nero su bianco le super consulenti incaricate dalla Corte d'Assise del tribunale spezzino di eseguire una perizia sull'uomo accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione, le psichiatre forensi Laura Ghiringhelli e Marina Carla Verga.
La relazione, depositata poche settimane fa, sar oggetto di discussione in Assise nell'udienza calendarizzata per luned 14 settembre.
Secondo le due professioniste - incaricate in tempi recenti per un altro caso che aveva scosso l'opinione pubblica, quello di Chiara Petrolini, la 22enne di Parma condannata in primo grado per aver ucciso e sepolto i suoi due figli - Umberto Efeso al momento dei fatti contestati dalla Procura spezzina non sarebbe stato affetto da alcuna patologia di natura psichiatrica tale da incidere con causalit rispetto a quanto accaduto.
Una conclusione cui le due psichiatre forensi sono arrivate dopo molteplici incontri avvenuti nel penitenziario di Sanremo: nella relazione e nelle conclusioni depositate in tribunale, si fa riferimento a una persona isolata, allo sbando, animata da rabbia.
Non solo.
Per le due consulenti nominate dalla presidente Marta Perazzo, l'imputato  da ritenersi in grado di sostenere e partecipare coscientemente al processo.
Un punto di svolta, quello costituito dalla perizia, sul quale non mancheranno di scontrarsi gli avvocati della difesa e delle parti civili: da una parte Andrea Buondonno, difensore dell'imputato, dall'altra Riccardo De Marco, Marco Evangelista e Antonietta De Fazio, che tutelano i sei figli, la madre e il fratello della vittima, Tiziana Vinci.
Quella del 14 settembre sar di fatto l'ultima udienza prima della discussione, gi fissata per il prossimo 5 ottobre.
Umberto Efeso, autotrasportatore di 58 anni, era stato denunciato dalla moglie per i suoi comportamenti e, per questo motivo, era stato raggiunto da un provvedimento di divieto di avvicinamento disposto dallo stesso tribunale spezzino nell'ambito del procedimento per stalking nei confronti della moglie.
Il 13 agosto 2025 il dramma, in una villa di un noto imprenditore situata sulle alture della Chiappa, con l'uomo che ha raggiunto la donna - assunta come governante - uccidendola con diverse coltellate.
L'uomo si era poi costituito dopo una breve fuga ai carabinieri della caserma di Ceparana.
Matteo Marcello    RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
