di Alma Martina Poggi LA SPEZIA 'Nel fango e in curva per sempre con noi Sebone'. Sono le parole scritte a caratteri cubitali e arancioni sul retro della panda nera parcheggiata sullo spiazzo.
Sul cofano invece c' il numero di quel ragazzo che dei rally, anche a bordo di quella macchina, in campagna, era un campione.
Ma trecentotrentatr  la cifra che si legge anche sulla moto da cross di color arancione fluo.
E' il suo rombo a rompere il silenzio che regna sul piazzale intitolato a Papa Giovanni XXIII.
E il fragore, insieme al fumo arancione, si alza al cielo unito a decine di palloncini bianchi che portano ognuno una firma, ognuno un personale messaggio: "Ciao Seba, guardaci da lass". A lanciare quelle missive al cielo sono stati in tantissimi ieri pomeriggio, tutti riuniti sul colle dei cappuccini: ragazze e ragazzi giovanissimi che, insieme alle loro famiglie, hanno raggiunto la cattedrale di Cristo Re per dare un ultimo saluto al loro Sebastiano.
A officiare la messa, davanti ai sindaci dei comuni della Spezia, di Ricc del Golfo e di Portovenere, a tutte le autorit civili e militari, e di fronte a quella chiesa cos gremita, sono stati don Luca Palei e don Pier Carlo Medinelli.
"E' un momento davvero doloroso quello di oggi - commenta Medinelli - ma in mezzo a questo grande dolore per il nostro Seba  possibile rintracciare anche tanta bellezza: quella della vostra unione e partecipazione per lui qui". S, perch nel pomeriggio di ieri, in quel piazzale e in quella grande chiesa dalla forma insolita c'erano pi comunit, tutte riunite nel nome e nel ricordo di Sebastiano Piaggi.
C'erano tutti, e tra gli amici, c'erano anche coloro che hanno condiviso con lui il ferragosto e quel maledetto gommone dal quale Sebastiano  scivolato gi. Hanno riempito la cattedrale, arrivando ad assieparsi fino al suo perimetro, a quelle sue mura circolari che, come in un abbraccio ideale, stringevano a centro quel feretro su cui c'era la maglia e il casco arancione di Sebastiano.
Proprio come se abbracciassero l'intera famiglia di Sebastiano, da sempre stretta in un dolore dignitoso.
Il sole brucia sullo spiazzo in cima alla collina, e lo fa come i ricordi.
Ed  proprio nelle parole di don Medinelli che trovano spazio i ricordi personali di don Pier Carlo, lui che la famiglia Piaggi la conosce personalmente:"Conservo tanti ricordi molto belli, insieme a tutti voi e insieme a Sebastiano, che rammento presente proprio qua, durante i lavori alla nostra cattedrale". Il ricordo personale lascia poi spazio alla liturgia: "Chiediamo al Signore che ci aiuti a trovare la speranza.
In momenti come questo anche il richiamo alla Provvidenza non  cos semplice e facile.
Ma la Chiesa ci chiama alla Comunione, quella dei Santi.
E se noi, qui sulla terra, siamo santi ma po' zoppicanti, Seba invece  Santo davvero ora.
Seba vive, continua a farlo, e noi lo dobbiamo sentire vicino a noi e presente nella realt di Ges Cristo.
Perch la promessa, per tutti,  quella della Resurrezione, il Dio della misericordia ci introduce alla Vita eterna". Sebastiano vive:  presente in tutti quei ragazzi che ieri pomeriggio erano vestiti di t-shirt nere e di ricordi.
Sebastiano vive nell'affetto della sua famiglia e dei suoi due fratelli.
Sebastiano vive nell'amore e nelle parole di Solidea, la sua mamma.
Hasta la vista, Seba: ora non  pi solo il nome della tua pagina social, ma una promessa.
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