LIVORNO Che l'erba del vicino sia sempre pi verde non  certo un segreto, a Livorno per  un concetto che si tende ad esasperare, l'idea diffusa  che in citt non ci siano possibilit che si parli di divertimento o lavoro poco importa, la conclusione  sempre quella: a Livorno non c' niente da fare.
Ma sar vero? Per scoprirlo abbiamo intervistato Federico Boggia uno dei soci fondatori di Binatomy, una startup che ha scelto la citt dei 4 Mori come casa e base.
I pi giovani forse avranno gi sentito parlare di questa realt che si distingue un po' per come  nata ma forse per gli standard livornesi per il focus del suo lavoro.
Come  nata Binatomy e di cosa vi occupate precisamente? "La nostra attivit  nata da un'esperienza comune probabilmente a tanti giovani che si approcciano al mondo del lavoro tradizionale, ci eravamo stancati di lavorare come dipendenti, con la pandemia avevamo assaggiato le gioie dello smart working e quando tutto  tornato alla normalit noi abbiamo deciso che non volevamo tornare indietro.
Inizialmente il nostro lavoro era quello di un'agenzia di marketing ma grazie ai risultati ottenuti orami due anni fa siamo riusciti ad aprire la nostra Srl e da quel momento ci occupiamo di sviluppo software". Quel' il vostro progetto di punta? "E' una piattaforma chiamata Bink interamente dedicata alle partite iva, aiuta con la gestione fiscale, nell'attrarre nuovi clienti e offre tutti quei servizi gestionali che solitamente sono un'esclusiva delle app americane". Come mai avete deciso di restare a Livorno? "Attualmente da Binatomy siamo in 6, tre sono livornesi, io e gli altri due siamo stati adottati.
Sono umbro, ho studiato a Pisa ma il mio primo lavoro l'ho avuto qua e mi sono innamorato della citt". Livorno per potrebbe non essere la realt ideale per un'azienda di questo tipo, giusto? "Ci sono delle difficolt chiaramente, ma pi che a Livorno in se e per s sono legate all'Italia, ci teniamo a far capire ai giovani che la nostra  un'esperienza replicabile.
Il grande limite di Livorno  il tessuto economico industriale in decadenza ormai da anni, ma ha anche un grande punto di forza che  invece il suo tessuto sociale.
Da un po' di tempo siamo entrati in Cna e abbiamo iniziato a fare rete, abbiamo incontrato tanti giovani con la stessa volont di fare qualcosa.
Alle nuove generazioni dico: si pu fare". Greta Ercolano    RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
