LIVORNO "La scelta di confermare la possibilit edificatoria sull'area di via Goito, non deve essere considerata come una decisione irreversibile.
La previsione urbanistica inserita nel Piano Operativo Comunale, costituisce infatti una scelta dell'Amministrazione Comunale che pu, attraverso gli strumenti previsti dalla normativa urbanistica e patrimoniale, essere modificata, qualora emergano soluzioni alternative ritenute di maggiore interesse pubblico". Lo sostiene il Comitato Orti Urbani di via Goito, che ieri ha replicato alle dichiarazioni dell'imprenditore Stefano Frangerini che ha comprato all'asta l'area verde di via Goito, per la quale ha annunciato pubblicamente che "qui sar costruito un quartiere green". E ha replicato anche al Sindaco Salvetti che marted ha annunciato che "in via Goito l'impronta edificatoria sull'area sar di appena l'1,83% (1125 mq.) e l'80% del terreno acquistato da Frangerini, dovr passare subito nella disponibilit del Comune, che sar il garante del verde". Per il Comitato "dalla documentazione ricavabile dal Piano Operativo Comunale, le superfici edificatorie saranno superiori a quelle prospettate dal Sindaco e l'impatto dei cantieri non sar minimo, a meno che chi costruir non far uso di elicotteri per non interferire con le superfici verdi". Il Comitato Orti Urbani, attraverso Giovanno Ceralo, ha perci fatto questa proposta: "Si ritiene possibile un confronto con la societ Frangerini per verificare la possibilit di una permuta di aree, o di diritti edificatori, individuandone una alternativa dove trasferire la capacit edificatoria di via Goito". Lo stesso Frangerini luned aveva risposto a 'La Nazione' sull'opzione del trasferimento degli indici edificatori: " Solo alle stesse condizioni di via Goito (che  classificata come l'area di completamento'), con i medesimi strumenti attuabili e le medesime previsioni economiche". Prima di elencare le opzioni alternative, Ceraolo ha ricordato che "c' stato un precedente, pur nella diversit delle situazioni, per gli immobili che dovevano essere costruiti in piazza Logo Pio.
L'Amministrazione si accord con Consabit, individuando un'altra soluzione". Di qui le proposte per via Goito: "In via delle Case Rosse c' un rudere crollato nel giardino del Parco di Villa Mimbelli per 930 mq. lordi su due livelli; la sostituzione e costruzione ex novo dove c' un capannone di 1400 mq. all'ex deposito bus Atl vicino al viale Italia; l'immobile denominato Casa Firenze, di propriet pubblica, inutilizzato su una superficie coperta di due piani, inserita in un lotto di circa 2.500 mq". Monica Dolciotti.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
