Quella stagione - parliamo del campionato 1981-1982 - , resta conficcata nel cuore di Firenze come una spina che non si pu sfilare, il racconto di uno scudetto svanito all'ultimo secondo e di un torto che ha cambiato per sempre la geografia della rivalit contro la Juventus. Dopo l'addio al calcio giocato, De Sisti torna a Firenze in veste di allenatore.
Non porta con s solo schemi, ma una profonda conoscenza dell'anima viola, con cui aveva gi vinto lo scudetto del 1969 da giocatore.
Il suo calcio  fluido, elegante, poggia sulla solidit difensiva e sulla genialit dei singoli.
Picchio rigenera l'ambiente e costruisce un gruppo granitico.
La squadra vola grazie ai gol di Francesco Graziani, alla spinta di Daniele Massaro e alla leadership di Daniel Bertoni.
Quando Giancarlo Antognoni, il capitano e luce della squadra, subisce il drammatico infortunio nello scontro con il portiere del Genoa Martina, sembra la fine di un sogno.
Ma  proprio qui che emerge la grandezza dell'allenatore: De Sisti compatta il gruppo, ridisegna l'assetto tattico e mantiene la Fiorentina in vetta alla classifica, lottando punto su punto contro la corazzata bianconera di Giovanni Trapattoni.
Il campionato si decide all'ultima giornata, con le due rivali appaiate a 44 punti.
La Fiorentina gioca a Cagliari, la Juventus a Catanzaro.
E' qui che la cronaca si fa leggenda popolare e ingiustizia manifesta.
Nell'immediato post-partita a Cagliari le sue parole furono chiare e inequivocabili: "Ci hanno tolto un gol regolarissimo.
Quello di Bertoni sul portiere Corti non era fallo, era un normale contrasto di gioco.
Dispiace veder sfumare il lavoro di un anno intero per una valutazione arbitrale cos palesemente errata.
C' tantissimo orgoglio per quello che i ragazzi hanno fatto in campo, ma il verdetto  duro da accettare perch non rispecchia i meriti". Gi, meriti enormi che nessuno potr mai cancellare, cos come il legame indissolubile tra Picchio e Firenze.
Ma quella erita sanguina ancora a distanza di anni, tanto che ha ribadito ancora oggi: "E' una delusione che brucia ancora.
Con il Var oggi avremmo vinto lo scudetto con “la pipa in bocca”, come si dice qui a Roma.
Il gol di Graziani non sarebbe mai stato annullato". Nonostante la medaglia d'argento e le lacrime dello spogliatoio di Cagliari, il lavoro di Giancarlo De Sisti rimane un monumento al calcio nobile.
Picchio ha saputo guidare una squadra ferita dall'assenza del suo capitano fino a un passo dal paradiso, proponendo un calcio pulito, specchio perfetto della sua personalit di gentiluomo della panchina.
Quella squadra non ha vinto trofei, ma ha conquistato l'immortalit, guidata da un allenatore che ha saputo farsi scudo e orgoglio di un intero popolo.
Nella stagione successiva guida la squadra al quinto posto, poi nel 1983-1984 al terzoe, vincendo il premio Guerin d'Oro come miglior allenatore della serie A. L'ultima stagione (1984-'85), si interroper a met del percorso, ma per troppa generosit, visto che dopo un guaio serio, volle tornare comunque.
Ma niente canceller quanto fatto da Picchio, in campo e in panchina.
Giampaolo Marchini.

