di Luigi Caroppo Un visionario come solo gli imprenditori pratesi sanno esserlo.
Uno scommettitore con il destino, cos forte e convinto da lavorare, molto spesso, lontano alla zona confortevole della vita.
Innamorato dell'essere grande nell'azienda di famiglia e nelle passioni.
Lui  Enrico Befani, uomo del tessile, presidentissimo della Fiorentina.
Il Re degli stracci a Prato, il proprietario della societ viola che per la prima volta port lo scudetto a Firenze.
Lui nella storia delle due citt, nella bacheca viola dei Numeri Uno.
Dieci anni d'oro che hanno lasciato traccia nel modo di trasferire il fare impresa ad una societ di calcio: di fatto un rivoluzionario.
Concreto, efficace, audace.
Port l'eccellenza dell'impresa, il fiuto per gli affari, la spregiudicatezza 'calcolata' nelle stanze della societ del pallone.
Ditta a Prato, villa a Poggio Imperiale: un uomo affascinante e amabile, deciso perch per diventare re se si scende a compromessi  solo per vantaggio proprio.
Capace di stare tra gli operai nella struttura avveniristica, per quegli anni, di via Valentini a Prato come di trattare oltreoceano con uomini d'affari o di dialogare con gli altri presidentissimi dell'Italia del calcio.
Insomma Enrico Befani, oltre che Re degli stracci, come il titolo del bellissimo film documentario, scritto e diretto da Tommaso Santi da un'idea di Sandro Ciardi,  stato a pieno titolo un re Viola: primo Scudetto (nel 1955/56) centrando il secondo posto nel campionato di Serie A in quattro occasioni ed arrivando in finale di Coppa dei Campioni (contro il Real Madrid stellare). Nella stagione 1960-61 la Fiorentina conquista la Coppa delle Coppe, battendo nella doppia finale gli scozzesi del Rangers di Glasgow. Al termine di quella stagione Befani cap che le cose (gli equilibri di potere) erano cambiate, che la piazza premeva e lasci la presidenza.
Mor a Prato nell'ottobre del 1968, nella primavera successiva la Fiorentina conquistava il suo secondo e ultimo scudetto.
Lasciava un'impresa modello, un esempio, l'eccellenza nel solco del coraggio imprenditoriale che in quegli anni spesso confinava con il rischio.
Ne erano passati di anni da quella lunga giornata fiorentina in cui fu votato il nuovo direttivo viola.
"Era notte fonda, le 2.30 del 24 dicembre 1951, quando nella sede di via de' Saponai termin lo scrutinio dei voti" ricorda il Museo Viola.
L'assemblea dei soci, chiamata ad eleggere il nuovo consiglio direttivo della Fiorentina, nomin consiglieri: Enrico Befani (361 voti), Emilio Kraft (361), Emilio Pallavicino (353), Giorgio Murray (349), Mario Pizziolo (338), Antonio Boni (323), Bruno Zavagli (284). "Alla riunione d'insediamento (sabato 29 dicembre 1951), il Consiglio elesse all'unanimit Befani presidente" ricorda ancora il Museo.
Enrico Befani, in pochi anni, "trasform la Fiorentina in una societ d'avanguardia, definendo responsabilit e ruoli e segnando la fine del dilettantismo artigianale con cui era stato gestito fino ad allora il club" si ricorda ancora.
Era la sua esperienza di capitano d'impresa applicata al calcio nella variante della sua passione viola.
Enrico Befani: il Re degli stracci, il Re della Fiorentina rivoluzionata.
   RIPRODUZIONE RISERVATA.

