di Roberto Davide Papini Si dice che il buongiorno si vede dal mattino, ma non sempre  cos. Non lo  stato per la Fiorentina degli anni '40 che vince il suo primo trofeo il 16 giugno 1940 (la finale di coppa Italia si gioca pochi giorni dopo l'entrata in guerra dell'Italia), ma poi sar ovviamente segnata dalla tragedia bellica e il club viola comincer a ripartire faticosamente nell'autunno 1944, dopo la Liberazione di agosto, verso gli entusiasmanti anni '50. Tra i tanti personaggi di quel periodo, un nome su tutti  quello di Romeo Menti, splendida ala destra nel successo viola in Coppa Italia e poi passato al Grande Torino, condividendone il destino della sciagura di Superga.
Era talmente attaccato a Firenze e alla squadra viola che dopo lo schianto contro la basilica, il 4 maggio 1949, il suo cadavere fu riconosciuto per primo grazie al distintivo dei gigliati nel bavero della giacca.
Facendo un passo indietro, torniamo a quel primo trofeo che  giusto celebrare in questo centenario.
La Fiorentina  appena tornata in Serie A e rischia subito di retrocedere, salvandosi solo per differenza reti.
In Coppa Italia, invece, la squadra allenata da Galluzzi vola.
E' la squadra del portiere Griffanti, del gi citato Romeo Menti e poi Piccardi, Bigogno, Baldini, Frigo.
Dopo aver travolto (7-1) il Cavagnaro, i viola eliminano il Milano (1-1 a Milano, 5-0 a Firenze), battono 4-1 la Lazio e 3-0 la Juve in due gare giocate a nel capoluogo toscano per sorteggio.
Sempre a Firenze supera il Genova in finale con rete di Celoria.
Ad assistere a quella finale c' un giovane Ferruccio Valcareggi che nella stagione successiva passa in viola dalla Triestina e che scriver pagine importanti nella storia gigliata come calciatore e come allenatore.
In quest'ultima veste, tinta d'azzurro, sar protagonista del successo agli Europei e del secondo posto ai Mondiali del Messico.
Nel 1940-41 i viola colgono un ottimo quarto posto a pari punti con il Milano, dopo aver a lungo duellato per lo scudetto con il Bologna (che vince il titolo) e l'Ambrosiana Inter. Intanto, la guerra va avanti e dopo il 1942-43 il campionato nazionale si ferma e ripartir (diviso in due gironi) a conflitto finito.
Anche alcuni ex viola sono vittime della criminale follia nazifascista.
Bruno Neri (il calciatore che rifiut di fare il saluto fascista prima di un'amichevole) mor come partigiano in un conflitto a fuoco nel 1944. Vittorio Staccione fu perseguitato e deportato nel lager di Mauthausen dove mor nel marzo del 1945. Armando Frigo, divenuto ufficiale dell'esercito, dopo l'8 settembre 1943 si oppone ai tedeschi e viene fucilato.
Venendo alle note liete di questi anni '40 in viola, ci sono l'esordio di Egisto Pandolfini (ottimo centrocampista, poi straordinario talent scout) l'11 novembre 1945 e poi i primi passi del mitico “blocco viola”, una linea difensiva che viene impostata dal tecnico Luigi Ferrero a partire da Augusto Magli.
Perfezionato con l'arrivo di altri giocatori, il “blocco viola” sar fondamentale per la vittoria del primo scudetto nel 1955-56.    RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
