FIRENZE I cimiteri monumentali della citt diventano teatri ideali per far risuonare i versi del presente e del passato.
Dal 8 al 30 settembre, torna la ventiquattresima edizione di 'Voci Lontane, Voci Sorelle', storica rassegna che abbatte il confine tra chi parla e chi ascolta, tra la memoria muta dei luoghi e la parola viva del presente.
Il cuore evocativo del festival batte proprio nei luoghi del riposo e della memoria, vissuti come stazioni d'ascolto a cielo aperto.
L'apertura, infatti,  al Cimitero degli Allori, l'8 settembre (ore 17,30) con 'La poesia del lavoro': lettura collettiva dei versi di Thierry Metz, il poeta-operaio francese che ha cantato la fatica e i cantieri, guidata da Francesco Vignoli e accompagnata dalla musica di Cristina Abati.
Il secondo rito tra le lapidi si terr il 23 settembre (17,30): omaggio per il centenario della grande poetessa Ingeborg Bachmann prender forma attraverso una lettura corale immersa nella suggestione del Cimitero delle Porte Sante, a San Miniato al Monte.
Accanto al raccoglimento dei luoghi della memoria, la rassegna intreccia le sue geografie itineranti tra alcune istituzioni culturali della citt. La Biblioteca delle Oblate ospiter i laboratori sul mestiere della traduzione (9 settembre), il dialogo transatlantico tra Kimiko Hahn e Stefano Dal Bianco (10 settembre) e l'approfondimento critico sulla Bachmann (16 settembre). Il Museo Novecento ospiter l'incontro tra parola e arte visiva l'11 settembre, mentre il Gabinetto Vieusseux accoglier (il 14 settembre) un vertice tra lirica e filosofia.
Tra la riscrittura di Baudelaire alla Libreria Malaparte (24 settembre) e lo sguardo rivolto alle nuove generazioni, il festival vuole riaffermare la vocazione di Firenze quale capitale d'ascolto universale.
Gli appuntamenti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti (dettagli e informazioni su www.vocilontane.it). B.B.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
