FIRENZE In Regione tiene ancora banco il caso del nuovo commissario Ars. La designazione arrivata nei giorni scorsi di Giovanni Grasso (nella foto), presidente dell'ordine degli infermieri di Arezzo, alla guida dell'Agenzia regionale di sanit ha causato pi di un mal di pancia fra i professionisti.
A restare sulla breccia sono le minoranze in consiglio regionale, ma anche i dieci Ordini dei medici toscani.
Che dopo aver disertato ieri un vertice col governatore Eugenio Giani, si rivolgono a lui con una lettera che ribadisce l'importanza di garantire la "piena autonomia" all'ente.
Secondo i dieci Ordini dalla "corretta distinzione e dal dialogo" fra il livello politico cui spettano gli indirizzi strategici della sanit, e l'ambito tecnico-scientifico che ha il compito di offrire analisi indipendenti.
I medici negano che pomo della discordia sia un'appartenenza a un diverso ordine professionale di Grasso, il punto  che realt di questo calibro, affermano i camici bianchi, "devono svolgere la loro funzione mantenendo indipendenza, autorevolezza e un profilo scientifico adeguato". I medici chiedono a Giani un momento distinto rispetto al tavolo con i sindacati.
"Nessun Aventino il nostro obiettivo  portare un contributo, nel rispetto dei diversi ruoli, al buon funzionamento del servizio sanitario". Intanto incommissione Sanit ieri  stato illustrato il budget di Ars che, proprio per bocca di Grasso, ricevendo parere favorevole a maggioranza.
Hanno votato a favore Pd, Casa Riformista, Avs e M5S, mentre ha espresso parere contrario Fratelli d'Italia.
Diego Petrucci, Jacopo Cellai, Enrico Tucci e Alessandro Tomasi (FdI) ha chiesto il rinvio del voto "visto che ad oggi non  chiaro cosa la Regione voglia fare di Ars, il luogo nevralgico della sanit toscana". Il segretario di FI, Marco Stella attacca: "Giani ha scelto Grasso perch vuole chiudere l'Agenzia regionale di sanit". Il consigliere Vannucci (Pd) ribadisce che l'approvazione dell'atto  indispensabile per garantirne il pieno funzionamento.
La proposta di delibera passer ora all'esame del Consiglio.

