FIRENZE "Gli studenti in difficolt hanno bisogno di un rapporto basato sulla fiducia che si crea solo con il tempo.
Con il precariato questo viene cancellato". A parlare  Luisa Salvestroni, 52 anni, da otto in prima linea nelle aule scolastiche come insegnante di sostegno.
Fa parte di quel grande esercito dei precari, 2200 per la precisione, che ogni anno viene mandato in un istituto diverso.
Una 'fetta' di personale che quest'anno a Firenze vale il 60% del totale.
Salvestroni, quanti contratti ha cambiato? "All'inizio con le supplenze anche 30 incarichi l'anno.
Poi, entrata in graduatoria, ho cambiato una scuola superiore l'anno". Che cosa significa non sapere fino a quando si avr un lavoro e sopratutto dove? "Frustrazioni su pi ambiti.
In quello personale: toglie prospettive e impedisce progetti.
Influisce sulla serenit della persona… questo si ripercuote anche in ambito educativo" Proprio nel sostegno, dove c' un rapporto particolare con gli studenti.
"E' il punto centrale del problema.
Ai ragazzi i cambiamenti creano delle difficolt enormi.
E' un danno a tutti gli effetti.
Sono studenti particolari e c' bisogno di creare un rapporto basato sulla fiducia". Cos viene meno? "S, perch la fiducia si costruisce solo con la continuit. Per fare davvero le cose insieme c' bisogno di progettualit e programmazioni che vadano ben oltre un anno.
Per il ragazzo trovarsi un'altra insegnante vuol dire iniziare sempre da capo". E per l'insegnante? Quanto incide il precariato sulla possibilit di organizzarsi una vita normale? "Non permette di prendersi cura della propria vita.
Si vive nella costante incertezza, rimandando progetti, scelte, spese". Dal punto di vista economico? "C' una perdita netta.
Non si maturano gli adeguamenti.
E sopratutto sono preclusi tanti ruoli e progetti interni alle scuole". Qual  il momento pi difficile dell'anno per un insegnante precario? "L'estate, ci sono le procedure burocratiche specifiche, si crea l'ossessione di guardare il sito dell'Usr dove escono gli incarichi, guardare se esistono corsi che danno qualche punto in graduatoria". Gabriele Manfrin.

