AREZZO Due colpi fotocopia messi a segno nel giro di quarantotto ore, ma entrambi finiti con l'arresto dei responsabili e con il recupero dell'intero bottino.
L'allarme “finti carabinieri” torna a spaventare Arezzo e la sua provincia, lasciando dietro di s una scia di rabbia e paura, ma anche la risposta immediata e decisa delle forze dell'ordine.
In manette sono finiti  due uomini stranieri  ritenuti gli autori di due distinti raggiri ai danni di anziani, messi in atto con un copione ormai tristemente noto ma sempre pericoloso.
L'episodio pi recente si  consumato il 1  settembre nella zona di Palazzo del Pero, dove si  sfiorata la tragedia sfociando nella violenza.
La vicenda ha preso il via con una chiamata alla centrale operativa della Polizia: una donna ha dato l'allarme segnalando che la sorella anziana era al telefono con uno sconosciuto che si spacciava per un appartenente ai Carabinieri.
La scusa inventata dal truffatore era la solita: una presunta rapina avvenuta poco prima e la necessit di controllare se i gioielli e i contanti custoditi nell'abitazione della donna facessero parte della refurtiva.
Con questo pretesto, l'anziana era stata convinta a raccogliere tutti i suoi preziosi per consegnarli a un collega che si sarebbe presentato da l a poco a casa.
Grazie alla segnalazione tempestiva della sorella, gli uomini della Squadra Mobile sono scattati immediatamente, appostandosi nei pressi dell'abitazione della vittima.
Pochi minuti dopo, un diciottenne straniero si  presentato alla porta qualificandosi come carabiniere.
Di fronte al primo rifiuto dell'anziana di consegnare i propri ricordi di una vita, il giovane, guidato al telefono da un complice, ha alzato il tiro arrivando a minacciare apertamente la donna.
Spaventata e sola, la vittima ha ceduto consegnando 400 grammi di monili d'oro, per un valore di circa 48mila euro.
Ma appena uscito  con il bottino il ragazzo si  trovato di fronte i poliziotti: ne  nata una breve ma concitata colluttazione, durante la quale il diciottenne ha tentato invano di scappare  prima di essere bloccato e ammanettato.
Per lui l'accusa  di rapina impropria e truffa aggravata.
L'oro  stato interamente recuperato e restituito all'anziana proprietaria.
Un finale identico a quello registrato soltanto il giorno prima, il 31 agosto, quando le pattuglie della Volante avevano fermato un altro truffatore, un uomo di nazionalit tunisina e irregolare sul territorio nazionale.
In quel caso il colpo era stato messo a segno ai danni di un altro anziano aretino, convinto con lo stesso inganno dal “finto maresciallo” a consegnare denaro e gioielli presenti in casa per fantomatici accertamenti da svolgere in caserma.
La vittima aveva consegnato all'uomo ben 20mila euro in contanti e altri 25mila euro in monili d'oro, tra anelli, bracciali e collane.
Soltanto dopo che il sedicente ufficiale si era allontanato, l'uomo aveva capito di essere stato raggirato e aveva chiamato il 112 fornendo una descrizione dettagliata del truffatore.
I poliziotti, setacciando la zona, lo avevano individuato a pochi metri di distanza dall'abitazione con lo zaino ancora pieno zeppo della refurtiva.
Arrestato per truffa e denunciato per soggiorno irregolare, l'uomo  stato sottoposto all'obbligo di dimora a seguito del giudizio per direttissima, mentre l'intero malloppo  tornato nelle mani del legittimo proprietario.
Due storie a lieto fine grazie alla prontezza della Polizia, ma che riaccendono i riflettori su un fenomeno criminale che prende di mira le persone pi fragili.
Dalla Questura arriva l'ennesimo appello ai cittadini: nessuna forza dell'ordine manda personale a domicilio per ritirare soldi o gioielli.
In caso di dubbi o chiamate sospette, il consiglio  quello di riagganciare subito e chiamare il numero unico di emergenza.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
