di Marta Ottaviani ROMA Una guerra che si basa sulla strategia della paura.
Shavik Shuster (foto sotto), giornalista televisivo attivo in Russia e in Ucraina,  spiega perch l'Italia e l'Europa debbano rafforzare i meccanismi di deterrenza.
Di ricomposizione dei rapporti con la Russia, infatti, si potr parlare solo nel lungo termine.
Shavik Shuster, il caso di Lipsia segna una nuova fase della guerra ibrida russa contro l'Europa o  qualcosa che abbiamo gi visto? E qual  l'obiettivo? "Non credo sia una nuova fase.
La Russia porta avanti da tempo una strategia della paura rivolta soprattutto alle popolazioni dei Paesi che sostengono l'Ucraina.
L'obiettivo  influenzare l'opinione pubblica e, in prospettiva, il voto: se in Europa avanzassero forze politiche meno disponibili ad aiutare Kiev, per Putin sarebbe una vittoria.
Episodi come quello di Lipsia possono ripetersi, ma li vedo all'interno di questa strategia generale di intimidazione". Estonia, Lettonia e Lituania sono in prima linea.
Che futuro vede per le Repubbliche baltiche? "Rimarranno sotto forte pressione.
La Lituania vive anche la tensione legata a Kaliningrad e alla vicinanza a Vilnius della centrale nucleare bielorussa; Estonia e Lettonia sono da tempo esposte alle minacce russe.
Ma nei Baltici  molto difficile che la paura produca un cambiamento politico filorusso: quelle societ ricordano bene cosa abbia significato il dominio sovietico.
Per questo Mosca deve usare strumenti diversi da quelli impiegati nell'Europa occidentale.
La strategia russa della paura  molto segmentata". Se episodi come quello di Lipsia si moltiplicassero, l'Europa riuscirebbe a esercitare una deterrenza credibile? "Spero che Lipsia resti un episodio grave ma isolato.
Non  semplice colpire con droni un aeroporto europeo e credo che le difese verranno rafforzate.
Il rischio maggiore riguarda le basi e gli aeroporti attraverso cui transitano gli armamenti destinati all'Ucraina: l possiamo aspettarci tentativi di sabotaggio o azioni terroristiche.
Non credo, per, che la Russia possa paralizzare l'Europa inducendo la popolazione ad avere paura di volare". E l'Italia quanto  esposta? "Non credo sia tra i Paesi pi esposti, ma vedo un'Italia attenta.
Le scelte compiute sul fronte della difesa, anche contro droni e minacce aeree, mostrano che Roma sa che episodi simili possono accadere e che avrebbero un forte impatto sull'opinione pubblica.
La parola giusta non  paura:  attenzione". Nei prossimi cinque anni quale scenario vede nei rapporti fra Russia ed Europa? "Cinque anni sono un orizzonte impossibile: non sappiamo chi guider Russia, Stati Uniti, Francia, Germania o Italia.
Normalizzare i rapporti sar comunque difficile e potrebbe servire una o due generazioni per avere una Russia realmente pacifica.
Oggi bisogna essere molto attenti: dietro Mosca ci sono Cina, Iran e Corea del Nord. L'Europa deve soprattutto diventare pi forte e trasmettere sicurezza ai propri cittadini.
Nei Baltici e in parte della Scandinavia questa consapevolezza esiste gi; la “vecchia Europa” deve ancora maturarla".    RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
