i Silvia SannaSassari Il caldo non molla la presa e il calendario cammina velocemente: poco pi di 10 giorni e le scuole riapriranno in tutta l'Italia.
Una ripartenza che coincider con l'arrivo della sesta ondata di afa in questa estate bollente con temperature superiori ai 35 gradi in molte regioni.
Una situazione che preoccupa, perch le scuole italiane - con pochissime eccezioni - non sono attrezzate per garantire a studenti e professori un clima confortevole: secondo una recente indagine 9 istituti su 10 sono privi di impianti di condizionamento.
La prospettiva di trascorrere cinque/sei ore all'interno di aule bollenti ha spinto alcuni rappresentanti sindacali e dirigenti scolastici a chiedere un rinvio della ripresa delle lezioni.
Un'ipotesi che per non appare percorribile, almeno non per quest'anno.
Il problema per esiste ed  destinato a riproporsi.
Ne  consapevole il ministero dell'Istruzione che per garantire "condizioni di benessere nelle scuole per studenti e professori", ha avviato una serie di iniziative per il breve e medio periodo.Ministro Valditara, la scuola riparte ma  ancora piena estate.
Come si affronta l'emergenza caldo negli istituti, la maggior parte dei quali non sono attrezzati?"Come promesso, abbiamo approvato il decreto che prevede lo stanziamento di 20 milioni di euro a favore delle istituzioni scolastiche, fondi che potranno essere utilizzati per acquistare apparecchi e dispositivi per il raffrescamento".Come saranno assegnate le risorse?"Sulla base delle richieste che arriveranno dagli enti locali: sono loro a conoscere le specifiche situazioni e dunque sapranno come utilizzare i contributi assegnati".Venti milioni da distribuire subito per tamponare l'emergenza, nella speranza che le richieste e i successivi stanziamenti abbiano tempi rapidi.
Ma poi?"Questo  solo il primo passo, perch il Ministero sta lavorando a un piano pi ampio di investimenti per l'efficientamento energetico nelle scuole con interventi infrastrutturali.
Il governo c' e garantisce il suo impegno.
Ma gli enti territoriali, Comuni, Province e Citt metropolitane devono contribuire agli interventi necessari, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze".A proposito di competenze, negli ultimi tempi si parla spesso della possibilit di modificare il calendario scolastico, proprio alla luce del cambiamento climatico.
A chi spetta farlo?"Le Regioni a possono intervenire sul calendario scolastico, eventualmente posticipando la data di ripresa delle lezioni o della chiusura dell'anno scolastico.
Possono modificare anche le pause destinate alle vacanze.
Da questo punto di vista c' autonomia, a patto che qualunque modifica rispetti la regola base".Quale regola? "Qualunque modifica del calendario deve garantire almeno 200 giorni di lezione.
Questo  l'unico paletto invalicabile di cui chi decidesse di intervenire dovr tenere conto". l
