"Troveremo il modo adeguato per ricordare in modo permanente i grandi modenesi della cultura e dell'arte che ci hanno lasciato in questi ultimi mesi". Franco Vaccari, Francesco Guccini, Giuliano Della Casa, Franco Fontana e, pochi giorni fa, Guido De Maria.
Perdite che, secondo il sindaco di Modena Massimo Mezzetti, sono dimostrazione di come le porte del Novecento si stiano chiudendo. "La nostra comunit non deve dimenticare, faremo in modo che la loro storia possa continuare ad incidere sul nostro futuro". Durante le esequie il primo cittadino ha annunciato l'intenzione di dare vita ad un progetto capace di tutelare e tramandare queste memorie, per lasciarle ai giovani di domani. "Invidio un po' la generazione di De Maria, in grado di prendersi poco sul serio, di essere autoironica, il che non significava essere sciocca, perch dietro l'ironia c'era la seriet della riflessione". Anche Giancarlo Muzzarelli, presidente della commissione "Politiche per la Salute e Politiche sociali" dell'Emilia-Romagna, ha ricordato il legame con il grande disegnatore e pubblicitario: "Era aperto, ma soprattutto aveva una fortissima umanit. Insegnava la forza di un sorriso e la capacit di guardare al futuro per il verso giusto.
Parlare di Guido significa farlo di una persona che hai iniziato ad apprezzare senza conoscerla.
Negli anni Settanta cominciavi a sorridere, compravi i fumetti".
