E' entrato centinaia di volte nelle case degli italiani, senza bussare.
Lo ha fatto con Giumbolo, bombetta e cravattino sempre indosso.
Con Salomone, il pirata Pacioccone, e la sua ciurma per la pubblicit dell'Amarena Fabbri.
Con il Mastro Nocciolo, uno degli gnometti altoatesini che selezionano le migliori nocciole per la crema Loacker. Ogni volta ha saputo strappare un sorriso, creando attesa e alimentando l'immaginario di intere generazioni.
In questo modo  stato ricordato Guido De Maria, disegnatore, pubblicitario, autore televisivo, regista di spot e caroselli scomparso il 31 agosto, a 93 anni.
Ieri pomeriggio, presso il Terracielo di Modena, si  tenuto il funerale, alla presenza di familiari, istituzioni e tanti che lo conoscevano come il mito di "SuperGulp!". Una circostanza che poteva essere segnata solo dalla tristezza della scomparsa  diventata un'occasione per riportare alla memoria aneddoti, episodi e momenti segnati dalla leggerezza con cui De Maria sapeva affrontare la vita. "In occasione del primo d'aprile, nel 1993, abbiamo concepito il giornale in modo strano: si apriva al contrario, alla giapponese, da destra verso sinistra: questo ha mandato nei matti tutti i collezionisti, non sapevano come tenerlo in mano.
E' stata un'idea di Guido", ha ricordato Marcello Parmeggiani (Targi), che ha lavorato a Comics insieme a De Maria per due anni, all'inizio degli anni Novanta. "Quando venne a Modena il fumettista argentino Quino, creatore di Mafalda, eravamo andati insieme alla villa della famiglia Panini.
L'atmosfera era speciale.
Quino si ferm un attimo, e disse: "Sembra di essere in un film di Fellini"". Anche l'intervento di Beppe Cottafavi, editor e direttore della casa editrice digitale Il Dondolo, ha riportato l'attenzione su Comics, "un giornalino che  stato l'ultimo presidio del fumetto in Italia.
Abbiamo avuto il privilegio di lavorare con lui, ci ha insegnato mille cose". De Maria sapeva divertire il pubblico di telespettatori con i personaggi di "SuperGulp!", ma l'ironia non mancava neppure nelle occasioni in cui era lui stesso a prendere la parola, travolgendo i presenti con la propria simpatia, come ricorda Fausto Ferri, storico responsabile di allestimenti alla Galleria Civica di Modena: "Dovevamo predisporre gli spazi, collocare tutte le opere, preparare i filmati.
Non riuscivamo a completare il lavoro perch Guido era l e ci faceva sganasciare dalle risate.
Nella notte precedente all'inaugurazione abbiamo finito l'allestimento". Di questa mostra, ospitata alla Palazzina dei Giardini, Ferri non si  mai potuto dimenticare.
L'artista Wainer Vaccari ha definito la casa di De Maria un teatro, "un palcoscenico, in cui la vita  un po' pi originale,  un copione, tutto accade nella libert". Si entra, si fa un passo.
In alto  appesa la scritta "Soffitto a cassettoni del Settecento". Il primo pensiero degli ospiti: "Qui abita una persona piena di cultura". Dopo un istante si vedono tanti vecchi cassettoni che pendono verso il basso.
Durante le celebrazioni,  emersa la personalit creativa del Maestro. "Ho lavorato per l'edizione Panini quando ero ragazzo, negli anni '70. Lui veniva spesso a trovarci, l'ho conosciuto l", ha aggiunto Vaccari.
Per alcuni  stato un amico, per altri anche un fratello e un padre, come per Riccardo Benini, ideatore e direttore del Festival della Comicit che durante il funerale ha preso la parola, commosso: "Porter sempre con me oltre 40 anni di insegnamenti, anche di vita". Nel cuore, oltre a una figura di riferimento in ambito lavorativo, restano le parole: "Guido ha convinto l'organizzazione di un noto riconoscimento nazionale a dare il premio a un giornalista che parlava male di lui.
Ho chiesto a De Maria perch lo avesse fatto.
Mi ha risposto: "La miglior vendetta  la generosit. Non parler pi male di me". E' accaduto proprio questo". Anche il fumettista Claudio Varetto ha parlato di "Guido, un pap adottivo": "L'ho conosciuto da ragazzo, ma ci siamo frequentati soprattutto negli ultimi 25 anni.
Di lui non scorder la capacit di far vedere la sua ironia e il suo spirito, capace di racchiudere il meglio dell'individualit". Un saluto al grande maestro lo hanno portato in tanti, un addio con la propria presenza.
La moglie di Francesco Guccini, il direttore marketing di Loacker Hans Peter Dejakum. E poi Silver: "Gli devo l'avermi fatto da punto di riferimento.
Gi alla mia giovane et invidiavo la sua famiglia, il fatto che avesse una moglie cos e una figlia a cui voleva molto bene.
Grazie a lui, attraverso "SuperGulp!", ho conosciuto doppiatori, Cinecitt, e tanto altro". A nome dei familiari  intervenuta Annalisa De Maria, cercando una parola che potesse essere sintesi del rapporto con il padre: "Sono sempre stata fiera di portare il suo cognome, di raccontare agli altri quello che aveva fatto il mio pap, di studiare, cucinare con lui.
Di portarlo fuori con i miei amici, che erano diventati i suoi, di ascoltarlo nelle barzellette".l.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
