Segretario Roberto Rinaldi, un voto al dialogo tra la UIL e il Comune di Modena in questo mandato, quale e perch? "Diciamo che non sono il massimo nell'assegnare voti, dico per che con l'attuale Giunta siamo partiti con l'impostazione di dare un grande valore alla contrattazione sociale che per  andata man mano scemando, fino ad arrivare ad essere solo informati il giorno prima, di scelte importanti che riguardavano l'aumento delle tariffe, come ad esempio quella dei rifiuti; pertanto chiediamo al Comune di recuperare i rapporti". La UIL ha spesso chiesto un alleggerimento della pressione fiscale locale.
Quali sono oggi le tre tasse o imposte comunali che incidono maggiormente? "La pressione fiscale nel nostro Paese, ma anche in Emilia Romagna ed a Modena  oggettivamente alta.
Irpef, Addizionali regionali e comunali incidono in modo importante nelle buste paga di lavoratori e pensionati.
Noi pensiamo che sia arrivato il momento di abbassarle a partire dai Comuni ai quali chiediamo di fare di pi nella lotta all'evasione tributaria e fiscale". Il trasporto pubblico  uno dei temi pi discussi: costi, puntualit, collegamenti con le aree industriali.
Cosa non sta funzionando e quali interventi ? "Il Trasporto Pubblico Locale negli ultimi anni ha pagato lo scotto di una gestione poco collegiale della societ Seta, che registra anche forte tensione con le rappresentanze dei lavoratori, che chiedono maggiore coinvolgimento ed una contrattazione di secondo livello degna del nome.
Inoltre la mancata programmazione puntuale rispetto alle reali esigenze dei cittadini, dell'agenzia della mobilit di Modena AMO, ha complicato il servizio.
Ora, a seguito delle forti pressioni che abbiamo messo in campo qualcosa si sta muovendo, ma la strada  ancora lunga.
Poi vorremmo capire che ruolo vuol giocare Modena in un'eventuale societ unica dei trasporti regionale". La sicurezza sul lavoro continua a essere un'emergenza.
Al di l delle norme, cosa manca oggi sul territorio modenese per ridurre davvero gli infortuni? La UIL ha indicato questo come uno dei temi prioritari. "Sul tema c' ancora tanto da fare nonostante l'interesse della Provincia e del Comune di Modena per debellare il problema.
Purtroppo manca un'azione collegiale forte da parte delle Associazioni datoriali, soprattutto quelle che rappresentano i "padroncini", sottoscrivono i protocolli con noi ma poi non li fanno rispettare.
Serve pi formazione ed informazione ai datori di lavoro cos come ai lavoratori di oggi e quelli del futuro, infatti vogliamo partire al pi presto con una campagna nelle scuole.
Servono pi controlli ". Casa, affitti e costo della vita stanno diventando un problema anche per chi ha un lavoro stabile.
Modena rischia di diventare una citt sempre meno accessibile? "Questo problema sta colpendo tutte le grandi e medie citt ed  figlio, come ci diciamo da tempo, di mancate regole che frenino il proliferarsi di alloggi turistici ed affitti brevi.
La Regione Emilia Romagna ed il Comune di Modena si stanno muovendo, ma c' ancora tanto da fare per limitare la logica dell'affitto breve a discapito di quello a sfondo residenziale.
Fermo restando la politica di promuovere il canone concordato, abbiamo chiesto di stanziare somme dal bilancio comunale di Modena per sgravare gli affitti degli studenti e dei lavoratori con ISEE basso, ma avremmo voluto chiedere ad esempio anche un taglio della Tariffa Corrispettiva Puntuale agli studenti ed ai lavoratori fuorisede da poco arrivati a Modena, per accoglierli e non farli "scappare", ma non c' stata data la possibilit di discuterne". Le imprese faticano a trovare personale, molti giovani faticano a trovare un lavoro stabile e ben retribuito.
Dove si rompe questo equilibrio? "Sicuramente uno degli elementi  relativo alle retribuzioni non in linea con il reale costo della vita e per ci serve alimentare una politica salariale che potenzi quella legata ai contratti collettivi nazionali, quindi la contrattazione di filiera pu essere determinante.
Poi c' un tema molto pi complesso che riguarda la visione del lavoro delle nuove generazioni con la quale bisogna fare i conti: i giovani chiedono e pretendono stabilit contrattuale, per potersi costruire una vita normale, ma chiedono anche un giusto rapporto vita lavoro; tutto ci dovrebbe stimolare i datori di lavoro nel cambiare approccio nell'organizzazione del lavoro". Sul fronte della scuola e dei servizi educativi, quali le priorit? "La scuola pubblica  stata fortemente indebolita con l'avvento della precariet. I ragazzi hanno bisogno di iniziare e terminare l'anno scolastico con gli stessi docenti, ma  quasi impossibile e ci penalizza il rapporto tra gli stessi.
Gli asili a Modena hanno standard medio alti, il problema resta ancora il costo di accesso nella fascia 0-3 anni soprattutto per il ceto medio, attendiamo la regione ma il Comune pu e deve dare risposte.
L'edilizia merita pi attenzione, le scuole devono essere vivibili tutto l'anno, visto il caldo si faccia presto nell'adeguare gli ambienti". Sanit territoriale e liste d'attesa sono tra le principali preoccupazioni dei cittadini.
Che ruolo dovrebbe avere un Comune in una materia che  soprattutto regionale? "La sanit deve restare a trazione pubblica ed  per questo che la programmazione territoriale deve essere sempre pi vicina ai cittadini, per questo serve il rispetto del turn over sia tra i medici di medicina generale che di operatori, infermieri e dottori nelle strutture.
Un ruolo fondamentale lo giocher la tele medicina, che va potenziata e pu essere d'aiuto anche nell'abbattimento delle liste d'attesa". Modena continua ad attrarre investimenti e occupazione, ma crescono i lavoratori poveri.
E' un paradosso? "La discontinuit e la precariet del lavoro sono il cancro da estirpare.
Il territorio modenese attrae in quanto  composto da un tessuto imprenditoriale importante, lungimirante, capace di prevedere le sfide future ed affrontarle.
Serve per una maggiore sinergia nel tutelare le aziende sane (ovvero quelle che rispettano la qualit del lavoro) da quelle che fanno dumping". Intelligenza artificiale e digitalizzazione stanno cambiando il lavoro.
Quali professioni rischiano di pi e come ci si prepara ? "L'ultimo rapporto INAPP (Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche) prospetta che i lavoratori potenzialmente sostituibili a medio/breve termine sono quelli delle attivit finanziarie, dei servizi di informazione e comunicazione e quelli dell'amministrazione pubblica.
Poi per c' un tema che riguarda quelli dell'industria in senso stretto.
Per noi non c' pi tempo da perdere per andare a normare l'ingresso dell'IA nel mondo del lavoro, ed  per questo che al XIX Congresso Nazionale della UIL tenutosi lo scorso luglio, abbiamo lanciato la Carta di Padova, dieci focus tematici condivisi ed approvato con gli Atenei, che ci accompagner in questa sfida ardua". C' poi il tema della legalit negli appalti, dei contratti e della qualit del lavoro.
La corsa al risparmio rischia di compromettere diritti e sicurezza? "Avevamo lavorato per anni ed eravamo riusciti a far legiferare norme che evitassero i sub appalti a cascata.
Purtroppo  stato stravolto tutto ma non ci fermiamo per ribadire il principio, per noi gli appalti non devono essere opportunit di dumping e mezzo di infiltrazioni malavitose.
Con il Comune di Modena stiamo lavorando ad un protocollo ma registriamo un'ostruzione da parte di qualche associazione datoriale". Se domani il sindaco le dicesse: "Possiamo realizzare una sola proposta della UIL", quale sceglierebbe senza esitazione? "Abbassare le tasse e le tariffe ai cittadini, facendole pagare a tutti andando a recuperare i soldi dai "furbetti del fisco"". Qual  il tema sul quale, secondo lei, l'amministrazione comunale ha ascoltato di pi il sindacato? E su quale, invece,  stata pi distante? "Sul tema delle politiche abitative, di quelle dell'istruzione e sulla battaglia sulla sicurezza sul lavoro registriamo buoni livelli di ascolto.
Siamo distanti sulla concertazione sui temi delle tariffe e gestione del servizio dei rifiuti; ma in generale il Comune non ci ha coinvolto minimamente nella discussione sulle risorse in assestamento di bilancio e questo per noi  un fatto grave che mina il ruolo del sindacato confederale in sede di contrattazione sociale". Guardando ai prossimi 5 anni: qual  la sfida che decider il futuro di Modena? "Noi da tempo sosteniamo che Modena deve ragionare da Citt metropolitana perch 712mila abitanti ed un tessuto imprenditoriale di questo tipo la rendono tale.
Per questo dovr affermare la centralit del territorio in tutte le sedi decisionali, regionali, nazionali, europee, senza aver nessuna subalternit ad esempio nei confronti del comune capoluogo di Regione, per essere destinataria di risorse economiche che servano a migliorare il welfare sociale delle persone a 360 gradi, a partire dalla garanzia di maggiori sicurezze, politiche abitative accessibili, migliore mobilit e politiche sanitarie e socio assistenziali di qualit. In caso contrario molte persone lasceranno il territorio per andare all'estero, o verso il sud, dove il potere d'acquisto  ben diverso". l
