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Una carezza rilassante.

Le carezze sulla schiena di un neonato hanno un effetto calmante molto pi potente di quelle sul collo o sulla pancia; tutto merito dellazione di uno specifico gene.

di Martina Saporiti.

Accarezzare un neonato o una neonata sulla schiena  un gesto di cura diffuso in molte culture. Uno studio su Communications Biology, coordinato dal neuroscienziato Hiromasa Funato, della Toho University, a Tokyo, spiega cosa c dietro. I ricercatori hanno coinvolto
15 coppie mamme-figli, indagando se le carezze sulla schiena avessero lo stesso effetto di quelle date alla base del collo o sulla pancia: solo le prime hanno calmato i neonati, riducendone i movimenti di
testa e gambe.
Una risposta simile  stata osservata nei topi. Le femmine leccano i propri cuccioli sulla schiena, una coccola fondamentale per lo sviluppo: replicando il gesto con morbide spazzole, gli
scienziati hanno osservato riduzione del
battito cardiaco e rilassamento dellattivit muscolare, e favorito il passaggio a uno stato simile al sonno non-REM. Curiosamente, leffetto calmante non sembra dipendere dallossitocina, lormone
associato al legame affettivo, i cui livelli non cambiavano durante gli esperimenti. Ma cosa lo determina, allora?
Parte della risposta  nel gene Cacna1b che codifica per una subunit di un canale del calcio necessario alle cellule per comunicare tra loro. In topolini cresciuti senza mamme, seppur in buone
condizioni, le carezze non calmavano, mentre lespressione del gene nei neuroni dellipotalamo era ridotta a circa la met. Pure dimezzando artificialmente lattivit di Cacna1b in topolini allevati
normalmente leffetto tranquillante svaniva. Non stiamo dicendo che questa risposta calmante dipenda da un solo gene, non  cos  ha sottolineato Funato - dimostriamo per che una forma molto comune di cura come il contatto fisico pu produrre cambiamenti concreti a
livello molecolare nel cervello in sviluppo. Vorremmo che questo lavoro aiutasse a considerare il tocco di chi accudisce un bambino, qualcosa che raramente viene misurato con parametri quantitativi, come un vero segnale proveniente dallambiente esterno capace di contribuire alla costruzione del cervello.