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Scorpacciata contro il cattivo umore.

Mangiare qualcosa di gustoso scatena il rilascio di dopamina nella corteccia prefrontale, attivando cos il circuito della ricompensa e bloccando al tempo stesso i neuroni dello stress.

di Irene Campagna,

Piangere con un barattolo di gelato in
mano dopo una delusione damore; ordinare una pizza dopo una giornata di lavoro: in seguito a eventi stressanti, tutti
gli animali, esseri umani compresi, mettono in atto istintivamente comportamenti gratificanti in grado di ripristinare un certo benessere emotivo.
Uno dei pi comuni  lingestione di alimenti gustosi, altamente calorici o ricchi in zuccheri. I meccanismi neurologici alla base di questa fame emotiva erano finora poco chiari. Su Advanced
Science, ricercatori dellIstituto di Tecnologia Avanzata di Shenzhen spiegano le basi neurologiche di questo comportamento: un circuito, collegando la corteccia prefrontale allipotalamo, forma
un ponte tra circuiti dello stress e sistema della ricompensa.
Gli scienziati hanno utilizzato mappe
tridimensionali ad alta risoluzione e test
comportamentali, evidenziando come
lo stress cronico inducesse nei topi liperattivazione del nucleo paraventricolare dellipotalamo e producesse comportamenti simili allansia. Hanno quindi osservato come lingestione di alimenti
calorici invertiva queste anomalie. Tramite la registrazione in vivo dellattivit neurale, i ricercatori hanno scoperto
che mangiare qualcosa di gustoso scatenava il rilascio di dopamina nella corteccia prefrontale. La dopamina, quindi,
attivava i neuroni eccitatori del circuito della ricompensa che, a loro volta, comunicavano con dei neuroni inibitori
situati in prossimit del nucleo ipotalamico che, agendo come un freno, bloccavano i neuroni dello stress. Mangiare quando si  stressati, non  indice di una mancanza di volont, quindi, ma un meccanismo di sopravvivenza inciso nei circuiti neurali. La scoperta di questa rete fornisce una spiegazione strutturale delle modalit con cui strategie consolatorie edonistiche regolano lo stress.
I recettori dopaminergici e i neuroni inibitori potrebbero costituire nuovi bersagli per lo sviluppo di farmaci per trattare i disturbi del comportamento alimentare e dellansia.