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La mente e il filosofo. Uomini e topi (e uccelli), di Simone Gozzano.

L'autore Insegna filosofia della mente e metafisica allUniversit degli Studi dellAquila.

Ecco gli elementi di uno strano triangolo: esseri umani, uccelli e topi. Al centro di questo triangolo, il linguaggio umano. Il legame che connette questi elementi? Il canto e un gene, anzi un amminoacido. S, lo so, la situazione  piuttosto ingarbugliata. Mettiamo allora in fila le cose. Uno dei problemi pi affascinanti che ci troviamo a studiare  lorigine del nostro linguaggio.  cos potente, cos unico nel panorama del vivente che non pu che essere una sorta di sacro Graal della scienza, una specie di Everest della biologia. Cartesio, quando si trovava a riflettere su cosa rendesse cos straordinario il linguaggio, insisteva che se anche un pappagallo  in grado di imitarci, nondimeno, data la sua diversa disposizione degli organi, non  in grado di rispondere a tono a qualsiasi domanda. E quindi?

Il lavoro di Eric Jarvis, neurogenetista in forza al Laboratorio di neurogenetica della Rockefeller University,  partito dal canto degli uccelli. Animali dal cervello estremamente sofisticato  altro che cervello di gallina  presentano vocalizzazioni complesse, dettate da esigenze biologiche, che vanno dallaccoppiamento fino al combattimento, e possono modulare diverse decine di suoni per raggiungere i propri obiettivi. Il lavoro di Jarvis si  concentrato su un piccolo uccellino, il diamante mandarino, caratterizzato da un bel ciuffetto arancione in cima alla testa. La ragione per studiare il cervello di questo uccello  data dalla straordinaria similarit tra la sua circuiteria neuronale e la nostra relativamente alla gestione dei suoni.

Nel corso di diversi esperimenti, Jarvis e colleghi hanno alimentato gli uccelli con sostanze che lasciavano tracce nel cervello. Quindi, li hanno esposti al canto di un coro professionale, mai ascoltato prima, che gli uccelli erano in grado di imitare, un dato significativo di per s. Infine, sacrificandoli, erano in grado di osservare la circuiteria neuronale coinvolta nellapprendimento del nuovo canto, isolando cos i percorsi neuronali prevalenti. La speranza, ammette Jarvis,  poter sviluppare, tramite loro, terapie genetiche pi efficaci per le persone che hanno subito un ictus. Fino a qui umani e uccelli, e i topi?


Lattenzione degli studiosi, come riportato in un articolo uscito su Nature Communications a febbraio 2025, si  quindi concentrata su un particolare amminoacido, il quale  presente nella proteina NOVA1 sia nel cervello umano sia in quello di tutte le specie che vocalizzano in maniera significativa, come gli uccelli. La domanda era dunque: se sviluppiamo dei topi con questa proteina arricchita, svilupperanno maggiori vocalizzazioni anche loro? La risposta  un chiaro s.

La proteina canterina

Tramite manipolazione genetica, i topi con questa modifica sviluppavano vocalizzazioni significative sia nel richiamo materno che, successivamente, nelle fasi di richiamo per laccoppiamento. Unevidenza che certamente contribuisce a provare limportanza di questo amminoacido nello sviluppo delle vocalizzazioni. A questo occorre aggiungere un ulteriore dato. Durante la primavera, i neuroni degli uccelli si rigenerano in modo significativo. Lattivit di questa proteina assume quindi una valenza importante, essendo quella che garantisce la continuit canora, per dir cos. Nella nostra specie sappiamo che alcuni neuroni si rigenerano, in particolare quelli dellippocampo, ma nulla di pi. Questa  una differenza con la quale gli studiosi devono fare i conti, ma a unirci rimane la proteina canterina. Direte voi, e la mente?

Rispondo io: guardate gli LLM. Ci impressionano perch parlano, parlano a noi. E immediatamente pensiamo che pensino. Ora, capirete che scoprire i dettagli della struttura del cervello che sostiene il linguaggio sarebbe un colpo da novanta per comprendere la struttura della mente. E cos il triangolo diventa un cerchio chiuso.