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ALTRE MENTI. La tavola degli abbracci, di Nicla Panciera.

L'autrice  Giornalista scientifica, si occupa di scienza e di salute. Ha scritto In piena libert e consapevolezza (con Margherita Hack) e Cervelli che contano (con Giorgio Vallortigara).

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I comportamenti amichevoli fanno parte di antiche strategie per mantenere la pace, che condividiamo con bonobo e scimpanz.

Il momento del pasto  spesso fonte di tensioni. Non accade solo alle tavolate di Natale, ma anche in natura tra i nostri parenti pi stretti, bonobo e scimpanz. Con una differenza sostanziale: prima che il cibo venga distribuito, questi primati si scambiano abbracci, baci, contatti genitali e si tengono per mano.

Non sono semplici manifestazioni daffetto, ma comportamenti di rassicurazione che aumentano la tolleranza reciproca quando arriva il momento di condividere le risorse.

Uno studio pubblicato recentemente su Proceedings of the Royal Society B e condotto su cinque gruppi di primati nei santuari del Congo e dello Zambia ha analizzato come questi contatti affiliativi contribuiscano a gestire la competizione per il cibo in contesti di forte tensione sociale.

I ricercatori dellUniversit di Durham hanno utilizzato un ingegnoso sistema: un richiamo attirava gli animali verso una mangiatoia che veniva riempita di arachidi solo dopo qualche minuto di attesa. Questo intervento serviva per creare una tensione sociale misurabile. Si  visto che chi si impegna in questi scambi affiliativi prima del pasto non solo ottiene un miglior accesso alle risorse, ma riesce a nutrirsi pacificamente insieme agli altri invece di lottare per il cibo.

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Gesti estremi.
Sono emerse anche differenze legate alla struttura sociale delle specie: tra bonobo, che hanno una societ matriarcale, la rassicurazione  pi frequente tra le femmine, pilastri delle coalizioni che spesso dominano laccesso al cibo.

Negli scimpanz, invece, i contatti coinvolgono maggiormente i maschi e rafforzano le alleanze mantenendo la stabilit del gruppo. In questa specie, poi, particolarmente significativi sono alcuni gesti estremi come mettere le mani nella bocca di un compagno.

Si tratta di un segnale di fiducia straordinario, se si pensa che gli scimpanz sono noti per staccare le dita agli avversari con i morsi durante i combattimenti. Lo studio sottolinea anche che queste strategie non sono fisse, ma variano in base al clima sociale del gruppo: nelle comunit pi tolleranti, il ricorso alla rassicurazione  un potente strumento flessibile che previene i conflitti, mentre nei gruppi pi dispotici questo meccanismo pu risultare meno efficace.

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La teoria della base sociale.
Se nei primati il contatto previene le zuffe e favorisce la tolleranza, negli esseri umani la socialit funge da regolatore biologico della vigilanza alle minacce.

In una ricerca pubblicata su Psychophysiology, un gruppo dellUniversit di Padova ha dimostrato lesistenza di uno scudo sociale monitorando il riflesso di trasalimento, la rapida contrazione muscolare automatica che segue un rumore improvviso, in condizioni di stress acuto. Affrontare una sfida da soli mantiene il sistema nervoso in uno stato di allerta faticoso e prolungato. Al contrario, la semplice vicinanza fisica di unaltra persona, anche sconosciuta, riduce automaticamente lattivazione nervosa, permettendo al cervello di condividere il carico dello stress.

Questi risultati trovano spiegazione nella cosiddetta teoria della base sociale, secondo la quale il cervello umano, e quello dei primati, considerano la connessione con gli altri come lo stato naturale di base. Stare soli  costoso in termini metabolici perch ci costringe a monitorare lambiente senza sosta.

I comportamenti amichevoli, come la ricerca del contatto fisico rassicurante o della presenza altrui, sono strumenti parte di un antico repertorio di strategie per mantenere la pace, emerso oltre sei milioni di anni fa nel nostro antenato comune.  quindi qualcosa di radicato nella nostra storia evolutiva per rendere le sfide della sopravvivenza meno gravose, non un vezzo ideologico o una scelta culturale.

