LE RUBRICHE.

UNA PSICOANALISTA AL CINEMA. Lempatia oltre ogni diversit, di Simona Argentieri .

L'autrice  Medico psicoanalista, didatta dellAssociazione freudiana italiana (AIPsi) e internazionale (Ipa).

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Una storia concitata e surreale sulla capacit di riconoscere laltro, che  un atto damore verso il pubblico e di fede negli umani e nel potere comunicativo del cinema.

Nel filone inesauribile dei film di fantascienza, Spielberg occupa un posto davvero speciale.

Come abbiamo sottolineato in altre occasioni su queste pagine, da sempre la fantascienza  luogo di proiezione  cinematografico o letterario  delle nostre angosce rimosse, che parlando del futuro raccontano le paure inconsce del presente. Le variazioni tematiche non sono molte e per lo pi riflettono le ideologie collettive dellepoca: ammonitrici, persecutorie o punitive (come nel recente sgradevolissimo Bugonia, che non ho avuto voglia di recensire).

Steven Spielberg invece nel 1971, con Incontri ravvicinati del terzo tipo, propose al pubblico qualcosa di davvero diverso. Lasciando sullo sfondo la qualit spettacolare del grande cinema (nella quale  notoriamente maestro), scelse latmosfera sospesa, la qualit intima del contatto con ci che  sconosciuto, siglato dalla sequenza di solo cinque note che sono il ciao amichevole degli alieni, rimaste nella memoria collettiva. Non a caso volle come interprete uno dei pi sensibili registi europei: Franois Truffaut.

Poi, nel 1982, fu la volta di E.T., Lextra-terrestre: storia divertente e delicata di una straordinaria quanto improbabile amicizia tra un bambino statunitense e un bambino grigio e rugoso proveniente da un altro pianeta, capaci di intendersi nei sentimenti della curiosit, della nostalgia, della solidariet, senza provare n disgusto n paura per ci che  diverso. La libert creativa della fantasia, secondo Spielberg,  lo stupore senza preconcetti dellinfanzia.

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Un segreto impensabile.
Ora, con Disclosure Day, ci racconta di due giovani tra loro diversissimi: Margaret (Emily Blunt), una bella meteorologa che si esibisce in un canale TV di Kansas City per raccontare a modo suo i capricci del tempo; e Daniel (Josh OConnor), un brillante scienziato che ha scoperto i malvagi segreti di una agenzia governativa e coraggiosamente ha rubato dei misteriosi oggetti  niente di ingombrante, stanno tutti in una valigetta  che possono smascherare il governo corrotto.

Margaret e Daniel non lo sanno, ma sono predestinati ad allearsi in una magnifica impresa con un popolo alieno, che li segue e li istruisce a livello inconscio fin da quando erano piccoli per sconfiggere il male. Il cattivissimo Noah (Colin Firth), a capo di unorganizzazione che da decenni nasconde la verit alla gente e autorizza perversi esperimenti su alcuni extraterrestri rapiti,  mosso  pi che dalla brama di potere  dalla paura. Con gli occhi sbarrati e la bocca contratta,  terrorizzato dagli alieni e da tutto ci che non conosce. Non ha capito niente, ma  sicuro che tutti gli altri non debbano sapere.

Per farla breve, se gli alieni sono parti di noi, quelli di Spielberg, proprio come lui, sono gentili. Rapiscono i bambini, ma solo per poco, per istruirli e insegnare loro a comunicare. Per non spaventarli, al momento dellincontro scelgono lincanto sommesso della notte, camuffando le loro forme strane sotto le sembianze degli animali delle favole: un cervo maestoso, una piccola volpe, un uccellino dalle piume rosse. Cercano un linguaggio universale nella matematica o nella musica e i prescelti non sono eroi, ma persone perbene affidabili e fiduciose.
 
In questa epoca con molte paure e pochi sogni, nella quale i marziani sono ormai a portata di cosmonauti, materia da sfruttare pi che avventura, il regista ha detto serenamente che  sempre pi convinto che non possiamo essere lunico pianeta delluniverso che ospita forme di vita. Credo che sia sincero, ma proprio non me la sento di pronunciarmi in proposito. Temo per che le possibilit di salvezza del nostro pianeta sfruttato e malconcio siano ormai assai scarse, e tanto meno verranno da altri mondi. Se gli umani vogliono salvarsi, si devono arrangiare da soli.

Non direi che Spielberg cade nellingenuit di riporre le nostre ultime speranze di scongiurare le guerre, la violenza e gli irreversibili disastri climatici che stanno devastando la Terra in un intervento salvifico magico, che giunge da un altro universo. Gli extraterrestri non sono rappresentati come onnipotenti, hanno i loro guai. Non crede nelle favole; semmai, crede negli umani e nella vita. E questa storia surreale  un atto damore verso il suo pubblico e di fede nel cinema come strumento potenziale di comunicazione.


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La rivelazione globale.
La trama concitata di Disclosure Day ci trascina per oltre due ore (oggettivamente un po troppe); mentre la rivelazione finale del riscatto e della speranza  in effetti abbastanza spiccia: Margaret e Daniel, i buoni, si preparano a svelare i segreti troppo a lungo tenuti nascosti, in unimmagine grandiosa di video-schermi chi si propagano e fanno rimbalzare le immagini in ogni nazione e in ogni lingua.

Tutti  viene dichiarato  sono assetati di verit, bisognosi di credere e di essere creduti, e la parola chiave  empatia. Cos il film se la cava con la parola finale: Ascoltate.

Certo la sua visione benevola risulta troppo lontana dal nostro sguardo disincantato. Le scene migliori sono senza parole, come la sequenza giocosa del camion dei pompieri scampanellante e luccicante che arriva a salvare i nostri. Spielberg per non  certo un ingenuo.  un grande uomo di cinema, che  stato capace di regalarci film indimenticabili e tra loro diversissimi per impegno e spessore: da Duel a Losqualo, da I predatori dellarca perduta a Schindlers List, Prova a prendermi, War Horse,Il ponte delle spie...

Se dunque purtroppo non credo che lempatia salver il pianeta,  per vero il contrario: che ogni atteggiamento sospettoso, negativo, diffidente induce nellaltro ostilit.  un meccanismo psicologico basico, che si attiva di continuo: nei condomini come ai confini tra i popoli. Un cattivo affare per tutti, che tende a rinforzare s stesso e disperde energie e risorse.

Allora forse Spielberg ci dice che non conviene evacuare le nostre paure su extraterrestri o immigrati (egli stesso discende da nonni ebrei dellest, che hanno trovato negli Stati Uniti  allora si poteva  accoglienza e salvezza). Fin dallepoca di Freud, daltronde, sappiamo che la maturit e la crescita coincidono con la capacit di riconoscere laltro nella sua diversit senza odiarlo.


