LE RUBRICHE.


Il parere della tartaruga. La disinformazione  la regola, di Vittorio Zambardino.


L'autore ha lavorato nel giornalismo politico, in quello sportivo e
si  occupato di digitale. Per 23 anni  stato nel Gruppo Espresso, ha lanciato Repubblica.it e diretto la Internet Company Kataweb.

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La sorveglianza di massa, volta alla lotta al falso, ha una sua giustificazione e andrebbe introdotta per il bene della democrazia.

Non so voi ma qui abbiamo la sensazione che, per quanto ci si documenti, la comprensione di ci che accade nei cieli del potere digitale resti precluso. E questa  la sensazione di chi bene o male segue le cronache dellindustria.

Figuriamoci qual  lo stato di consapevolezza per le persone che vivono tranquillamente la loro vita quotidiana. E hanno ragione loro, i disinteressati. Perch, a differenza di 30 o anche 20 anni fa, non c pi un fenomeno digitale emergente da capire e studiare. C la vita di ogni giorno, c, per chi voglia seguirla, la politica di potenza (o impotenza) dei governi.

Il digitale  ormai scomparso, ingoiato dal mondo che lo usa per tutti i suoi scopi pi abietti. Ottimismo messianico e previsioni catastrofiche si incrociano ogni giorno sotto i nostri occhi, a volte provenendo dalla stessa bocca o penna. Ecco che la parola cieli assume un suo significato a misurare la distanza dalle nostre vite e dalla nostra comprensione reale del mondo che conosciamo.

Il cielo per pu essere coperto di nubi. Sappiamo soltanto che c. Accettiamo che la nostra comprensione delle cose consista nel lucore del Sole coperto. Il guaio  che la luce della menzogna nuvolosa  diventata lunica che conosciamo.
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Una previsione pessimistica.
Stiamo tentando di fare una previsione molto pessimistica. Non sar sfuggito ai nostri lettori il labile patto fra le leader di governo e di opposizione perch nelle ormai gi avviate campagne elettorali non si usino le applicazioni di intelligenza artificiale per mostrificare, offendere, irridere lavversaria e gli avversari.

Tardiva resipiscenza. Militanti, simpatizzanti, semplici cittadini bombardano ogni giorno, ignorando le buone intenzioni dei vertici. I vertici invitano gli uccelli a rientrare al nido? Ci provino, ma la character assassination, per dirla in modo pulito,  ormai un costume di casa, labitudine dellottantenne annoiato e del tredicenne col telefono in mano. Oltre che dellindustria della propaganda.

Ah dimenticavo, adesso toglieremo i social ai ragazzini. Previsione: divieto senza alcuna efficacia perch, quando certe abitudini entrano nel tessuto della consuetudine, sono inestirpabili. E siamo a questo punto. Provate a guardare una partita di calcio o un film con un dodicenne: interromper la visione almeno dieci volte in unora per occuparsi daltro. Lattenzione continuativa  morta, per tutti, non solo per i ragazzi.

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Le guerre del fango e lintelligenza artificiale.
Ma torniamo alle guerre del fango tramite intelligenza artificiale. Le promesse di Meloni e Schlein sono state quasi un atto dovuto di fronte alla barbarie gi in atto, ma hanno tutto il sapore di una grida manzoniana.

Ed  perfettamente inutile insistere sullattrezzo, lintelligenza artificiale oggi, ma le fake distribuite a milioni gi da dieci anni a questa parte nelle campagne elettorali. Ci che conta sono le condotte che lattrezzo rende possibili.

Un recente studio europeo attribuisce alla Russia la spesa di 1,3 miliardi di euro allanno per alimentare la disinformazione. Non sappiamo se questa cifra sia esatta, ma siamo convinti che su questa scena di assassino non c n uno solo.

La disinformazione  la regola, non leccezione, di tutta linformazione che entra nei nostri occhi e nelle nostre orecchie. E non solo quella dei moscerini della menzogna, quegli account dei social intestati a persone di dubbia esistenza e che ogni giorno operano a migliaia, ma a volte anche quella prodotta da persone reali.

In un prossimo intervento sosterremo che la sorveglianza di massa, volta alla lotta al falso, ha una sua giustificazione e andrebbe introdotta per il bene della democrazia. Cominciate pure a indignarvi.


