PSICOTERAPIA. Curare con la realt virtuale, di Janosch Deeg.


LAUTORE Janosch Deeg  dottore di ricerca in fisica e giornalista
scientifico. Vive a Heidelberg.

...
La terapia basata sulla RV funziona contro ansia, dipendenze e disturbo da stress post-traumatico. E potrebbe diventare parte integrante della
psicoterapia anche per altri problemi psichici.

...
 
La terapia basata sulla RV funziona contro ansia, dipendenze e disturbo da stress post-traumatico. E potrebbe diventare parte integrante della psicoterapia anche per altri problemi psichici

Lambiente mi d una certa impressione di degrado. Sulle pareti qualcuno ha scribacchiato con un pennarello, come nella toilette di una stazione. Per esempio si vede una scritta FCK NZS. Un cartello dice che ci sarebbe posto per sette persone. Poi la porta si chiude automaticamente. Non divento nervoso. Lo scenario successivo: sono su una scala a chiocciola accanto alla parete esterna di una ex fabbrica, il cielo  nuvoloso. Guardo in basso, il terreno dista almeno una decina di metri. E anche stavolta resto tranquillo.

Non ho vissuto queste due esperienze nella vita reale: ero in visita allAmbulatorio universitario di psicoterapia per gli adulti a Heidelberg e indossavo un visore da realt virtuale (RV). Christina Timm, capo psicoterapeuta, mi spiega che qui in futuro si useranno simili scenari per fare affrontare ai pazienti le loro fobie in modo graduale e controllato.  dimostrato che col tempo lesposizione ripetuta e la sopportazione dellansia riducono la paura.

Alcune persone, per esempio, si spaventano negli spazi ristretti e chiusi:  la cosiddetta claustrofobia. Possono essere colte dal panico non appena si trovano in ascensore e le porte si chiudono.  la situazione che ho vissuto nel primo scenario di RV. Nel secondo mi trovavo sulla scala antincendio accanto alla parete esterna delledificio che ospita lambulatorio: un ambiente virtuale per chi soffre di acrofobia, la paura delle altezze.


I video sono stati registrati dal tecnico dellistituto, Olaf Papendieck, con una videocamera 3D. In un altro dei suoi filmati ci si immagina di essere in un ascensore che invece pu ospitare solo cinque persone, ossia  pi piccolo. Si tratta di unesposizione con un maggiore livello di difficolt, spiegano Papendieck e Timm. E hanno in mente di rendere la situazione ancora pi impegnativa, per esempio con un video tridimensionale in cui si va a quattro zampe in un tubo stretto. Visto che non ho paura n degli spazi angusti n delle altezze, sono riuscito a sopportare entrambe le dimostrazioni in modo relativamente rilassato. Ma la situazione potrebbe essere destinata a cambiare.

La Terapia di esposizione alla realt virtuale (VRET)  lintervento psicoterapeutico con la RV pi diffuso. Gli utenti indossano un visore per realt virtuale con cui si immergono in un mondo tridimensionale computerizzato. Nel frattempo il terapeuta segue la situazione virtuale su uno schermo e d indicazioni al soggetto. Nei sistemi avanzati pu perfino intervenire in tempo reale nellevento virtuale e adattare la situazione in base alle esigenze del paziente.

... 
Il primo passo.

Ormai ci sono prove a sufficienza dellutilit della VRET per i disturbi dansia, per esempio fobie specifiche e ansie sociali. Secondo unanalisi della letteratura scientifica eseguita nel 2025, la VRET ha unefficacia paragonabile a quella di unesposizione reale. Gli autori per osservano che il numero di studi  ancora troppo basso perch si possano trarre conclusioni sul metodo pi adatto per ciascun paziente.

Alla luce della situazione riscontrata con gli studi, le linee guida di livello pi alto sulla terapia dei disturbi dansia consigliano la terapia con RV in casi concreti per fobie specifiche, soprattutto se per motivi di tempo o costi un confronto nella vita reale  impraticabile. Quanto alla fobia sociale, lesposizione con RV  disponibile, ma solo se accompagna una psicoterapia standard.

In Germania una delle prime strutture a offrire la RV a scopi psicoterapeutici  stata la Clinica specializzata Johannesbad, nella regione dellHochsauerland. Le esposizioni tradizionali richiedono moltissime risorse, ma sono lapproccio terapeutico pi efficace per un disturbo dansia, spiega Sabrina Perick, vicedirettrice della psicologia clinica. Perci cinque anni fa si  deciso di acquistare i visori da RV. Per i pazienti esporsi alla situazione che provoca ansia rappresenta una soglia molto alta, ma nel mondo virtuale per molti il primo passo  un po pi facile.

La clinica collabora con un fornitore commerciale di servizi di RV terapeutica: Da un lato si pu accedere a una biblioteca di scenari, dallaltro si possono anche ideare ambienti personalizzati, riferisce Perick. Oltre a spazi angusti o altezze vertiginose, per esempio, ci sono immagini di ragni o dellinterno di un aereo. Inoltre sono state rappresentate situazioni in cui ci si trova in una sala riunioni di fronte a un gruppo. Sono concepite per chi soffre di fobia sociale e, per esempio, teme gli sguardi e i giudizi degli altri. Si  osservati attivamente dalle persone. Il solo fatto di sopportare questa situazione  il primo passo, spiega la psicologa.


...
Ambienti su misura.

A volte per le ansie sono cos specifiche che servono ambienti virtuali su misura per ciascuno. Cera per esempio un autotrasportatore che, in seguito a un incidente, aveva paura di guidare. Cos il fornitore ha realizzato appositamente per lui alcuni video tridimensionali nella cabina di un camion, racconta Perick.

A Heidelberg in linea di principio si usa solo questo approccio. Abbiamo deciso consapevolmente di creare scenari su misura, racconta Christina Timm:  un metodo pi costoso, ma pi preciso. Inoltre prevedo che con i nostri pazienti entreremo nella vita reale in situazioni che scatenano lansia, e al tempo stesso le riprenderemo con una videocamera 3D, aggiunge Timm. In seguito la situazione si potr visualizzare nello spazio virtuale ogni volta che si vorr, e in questo modo si prover a superare gradualmente lansia. Quindi vogliamo abbinare le esposizioni reali a quelle virtuali.

Nella clinica specializzata, nella regione dellHochsauerland, le esperienze con la VRET sono state quasi sempre positive. Allinizio, racconta Perick, cera qualche riserva nei confronti di questa tecnologia. Raramente per ho sentito qualcuno che, dopo la terapia con la RV, abbia detto di non averne tratto beneficio. Adesso si vorrebbe estendere il metodo anche ad altre malattie: in particolare il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e le dipendenze.

Nel frattempo sono stati eseguiti alcuni studi secondo i quali una terapia virtuale potrebbe essere utile in questi casi, cos come in altri. Un team guidato da Niclas Braun, del reparto di psichiatria e psicoterapia della Clinica universitaria di Bonn, diretto da Alexandra Philipsen, nella sua revisione sistematica ha rilevato indizi di efficacia soprattutto per disturbi dansia, PTSD e varie dipendenze, ma anche per il training cognitivo basato sulla RV in caso di demenza e per il training delle competenze sociali per i disturbi nello spettro dellautismo.

Una delle revisioni pi recenti, pubblicata sulla rivista specializzata Nature, cita inoltre la depressione, i disturbi dellalimentazione e le psicosi. Per queste ultime si espongono i soggetti a situazioni sociali nel mondo virtuale e li si incoraggia a correggere le proprie convinzioni sbagliate sugli altri. Cos chi soffre di paranoia impara gradualmente che le altre persone non sono poi cos minacciose.

Inoltre, con laiuto della cosiddetta terapia AVATAR si punta a curare, per esempio, le allucinazioni acustiche, a loro volta frequenti in chi  affetto da psicosi. In questo caso i pazienti producono una rappresentazione virtuale della loro voce interiore, con cui poi possono dialogare.

...
Le prime applicazioni militari.

Chi  affetto da PTSD si immerge in un ambiente virtuale molto simile alla sua esperienza traumatica. Nel frattempo il paziente descrive al terapeuta levento come se lo stesse rivivendo, compresi pensieri, emozioni e impressioni sensoriali. Questo processo somiglia alla terapia standard per il PTSD con lesposizione immaginaria. Come nel caso dei disturbi dansia, anche qui il confronto ripetuto porta a ridurre gradualmente la paura e le reazioni di stress.

I traumi che provocano un PTSD possono essere per esempio esperienze di guerra, incidenti, attentati o violenze sessuali. Gi oggi negli Stati Uniti la terapia basata sulla RV si usa spesso con i veterani dellesercito. Un pioniere in questo campo  lo psicologo clinico Albert Skip Rizzo, direttore del programma Medical Virtual Reality presso la University of Southern California. Nel 2015, in unintervista per un podcast con lAmerican Psychological Association, ha raccontato come avesse avuto inizio il suo sviluppo a partire dal 2003. Allepoca, negli Stati Uniti erano sempre pi numerosi i veterani che tornavano dallIraq traumatizzati. Cos lesercito cercava terapie innovative per facilitare alle persone colpite laccesso a una cura. Gi allora conosceva bene la realt virtuale perch usava questa tecnologia a scopi di addestramento. Al tempo stesso i primi studi stavano dando risultati clinici promettenti. In seguito lesercito degli Stati Uniti ha finanziato gran parte della ricerca di base per le applicazioni della RV nel contesto terapeutico.

Un mercato in Afghanistan, voci in una lingua straniera, in lontananza volano degli elicotteri. Poi unesplosione. Si diffonde il panico, la gente grida, un neonato piange. Dallaltra parte della strada unauto brucia, a terra giacciono due feriti. Questo scenario proviene da BraveMind, unapplicazione di RV ideata dal team di Rizzo. Lo psicologo spiega che  stata perfezionata man mano in base al feedback di clinici e pazienti.

Oltre a essere visivamente realistiche, le simulazioni contengono anche rumori autentici. Inoltre si possono aggiungere odori, come di gasolio, rifiuti marci o gomma bruciata. E tenendo in mano, per esempio, una finta mitragliatrice mentre pattugliano le strade, i pazienti percepiscono anche stimoli tattili. Cos i veterani sono riportati in modo specifico al loro trauma personale, per esempio lo scoppio di unautobomba in Afghanistan come quello sopra descritto.

... 
Visita alla foresta virtuale.

Nel frattempo il team di Rizzo ha esteso le applicazioni anche a contesti civili, per chi  sopravvissuto ad atti di terrorismo o incidenti, oppure per poliziotti o pompieri. Alcuni studi dimostrano che per il PTSD i procedimenti basati sulla RV possono essere efficaci quanto gli approcci terapeutici classici, anzi a volte perfino di pi, per esempio per chi soffre anche di depressione grave. La maggior parte delle persone addirittura preferisce la VRET rispetto alla semplice rappresentazione. E a volte con questo metodo rispondono perfino i pazienti che resistono alle altre terapie.

Immergersi nel mondo virtuale  utile ai pazienti anche solo per rilassarsi: Spesso chi soffre di PTSD  molto guardingo e teso perch si sente costantemente minacciato, spiega Sabrina Perick. E questo pu provocare numerosi problemi, come disturbi del sonno, difficolt di concentrazione e una maggiore irritabilit. Con la RV possiamo creare uno spazio sicuro, per esempio una radura in un bosco, dove i pazienti possono esercitarsi nel rilassamento.

Un ambiente simile  stato testato da un gruppo di lavoro diretto dalla dottoressa e ricercatrice Alva Franziska Ltt allOspedale universitario Charit di Berlino. Sappiamo che le esperienze nella natura sono benefiche, spiega, parlando poi di uno studio concluso di recente, non ancora pubblicato. Qui il team ha fatto entrare alcune persone affette da depressione o psicosi in una foresta pluviale virtuale. Oggi la gente ha sempre meno contatto con la natura, e quasi per niente se si trova in terapia psichiatrica in fase acuta, anche se  proprio quello il momento in cui ne avrebbe pi bisogno.

Le foreste virtuali sono state accolte con favore, continua Ltt, e molti elementi portano a ritenere che le sedute abbiano avuto un effetto positivo sulle condizioni psichiche dei pazienti.

In effetti, sullargomento ci sono gi alcune ricerche. Un lavoro di rassegna pubblicato nel 2018 ha attribuito alla visita nella foresta virtuale effetti positivi sul benessere fisico e mentale, anche se gli autori osservano che la natura reale  preferibile a quella virtuale. Inoltre, secondo una metanalisi di 18 studi in merito, i paesaggi simulati riducono il livello di stress.

In uno studio pilota Simon Riches, del Kings College di Londra, ha testato la RV nella terapia psichiatrica in fase acuta. Ciascuno di 42 soggetti affetti da psicosi o disturbi di personalit o dansia ha vissuto unemozionante sessione di RV lunga mezzora o poco pi. Per esempio si  trovato in un mondo sottomarino, oppure circondato da uno scenario di montagna incantevole. In seguito i partecipanti hanno definito queste esperienze piacevoli, rilassanti e utili. Nelle 12 settimane successive, nel reparto gli episodi di violenza sono calati della met rispetto alle 12 settimane precedenti. Per Alva Ltt si tratta di risultati molto promettenti.

 gi un po pi avanzato limpiego della RV per le tossicodipendenze. Anche nel mondo virtuale infatti si pu simulare un desiderio irresistibile (craving) di droghe:  stato dimostrato in particolare per alcool, nicotina e metanfetamina, come ha rivelato una ricerca sulla letteratura eseguita nel 2023 da Alva Ltt e due suoi colleghi.  noto che il craving svolge un ruolo cruciale nelle ricadute. Perci in una strategia terapeutica chi  affetto da una dipendenza deve affrontare ripetutamente la sua droga, per imparare a reagire diversamente da prima. Per esempio, un semplice bicchiere di vino  o addirittura solo una foto  in una sala da terapia  ben lontano da una situazione di vita reale. Un mondo virtuale pu essere molto pi realistico. Tuttavia mancano ancora studi randomizzati con cui esaminare lefficacia, gli effetti a lungo termine e i costi di questo approccio rispetto alle terapie tradizionali.

Il team di Ltt  al lavoro per cambiare la situazione. Nellambito di un progetto sovvenzionato, sotto la guida di Stefan Gutwinski, dellOspedale Charit di Berlino, e insieme con una startup, la dottoressa ha messo a punto esposizioni alla RV per alcolisti. Si cammina tra le viuzze. Poi compare una birreria. Sullinsegna luminosa c scritto Corvo Rosso, con accanto due boccali pieni. Attraverso la finestra si vede il bancone. Si entra. Altri ospiti bevono birra, dal posacenere davanti a s sale il fumo di una sigaretta. Come ambienti di RV finora abbiamo due bar e un salotto, racconta Ltt. Tutti sono dotati di stimoli alcolici personalizzabili. Nella sessione, per esempio, si pu mettere in primo piano la bevanda preferita. Crediamo che cos lesposizione diventi pi efficace, aggiunge Ltt. Su uno schermo pu seguire ci che vede il paziente, dove dirige lo sguardo. Ltt spiega cos il procedimento: Se mi accorgo che  a disagio, vedo cosa percepisce al momento e lo posso accompagnare in questa esperienza.

In uno studio pilota del 2024, il craving soggettivo durante e subito dopo la sessione di RV era pi forte di quello provato subito prima, prosegue Ltt. Spesso per questi risultati sono distorti, perch i pazienti tendono a dare le risposte che credono ci si aspetti da loro. Perci, in uno studio in corso con 60 volontari, il gruppo di lavoro sta valutando la forza del craving nel modo pi oggettivo possibile. Durante lesposizione alla RV rileviamo parametri fisiologici come la conduttivit elettrica cutanea, la frequenza cardiaca e la sua variabilit, il riflesso pupillare e la frequenza respiratoria. Cos si pu scoprire anche quali stimoli rappresentano i maggiori fattori di rischio per ciascun paziente, per esempio birra, vino, unaltra bevanda o perfino il bar stesso.

Allora in una sessione terapeutica si esporrebbe il paziente proprio a questi stimoli, in modo che il corpo e la mente vi si abituino. E gli si possono fornire strategie cognitive per simili situazioni critiche, spiega Ltt. Finora il feedback dei partecipanti  positivo. Per rendere lesperienza ancora pi realistica il team vuole inserire, oltre agli elementi visivi e uditivi, anche stimoli di altro tipo, ossia olfattivi e tattili. Ltt vede davvero un grande potenziale nelle applicazioni di RV per le dipendenze: Sono convinta che possano integrare efficacemente le strategie terapeutiche usate finora.

...
Un aiuto diagnostico.

Un campo di ricerca ancora relativamente nuovo per la RV  limpiego con lADHD. Questo disturbo si pu manifestare in modi molto diversi e finora non c un biomarcatore abbastanza affidabile da usare per la diagnosi. Perci Niclas Braun, direttore del gruppo di lavoro Virtual Reality Therapy and Medical Technology alla Clinica universitaria di Bonn, cerca di caratterizzare meglio lADHD con laiuto di ambienti virtuali. Una sala riunioni. Ci si trova nellultima fila. Davanti, sullo schermo compare un compito da risolvere. Al tempo stesso arrivano elementi di distrazione: si apre la porta, suona un cellulare e allimprovviso un uccello si schianta contro la finestra. Con questo ambiente valutiamo se i pazienti si comportano diversamente rispetto alle persone neurotipiche, spiega lo psicoterapeuta. Cio: si fanno distrarre pi facilmente? Dove va il loro sguardo? Quali sono le conseguenze per la loro concentrazione e impulsivit? A questo scopo gli esperti non solo valutano i risultati dei partecipanti nei compiti, ma esaminano anche i loro movimenti oculari e della testa. Inoltre rilevano lattivit di determinate aree cerebrali.

Lobiettivo  per prima cosa capire meglio che problema hanno effettivamente le persone affette da ADHD in simili situazioni, spiega Niclas Braun. Insieme con il suo team, con questo metodo ha gi scoperto che, rispetto ai volontari sani, chi soffre di ADHD e non assume farmaci per curarla compie pi errori nei compiti indicati, muove la testa pi spesso, ha tempi di reazione pi variabili e si fa distrarre pi rapidamente.

Inoltre Braun e i suoi colleghi, con laiuto dellapprendimento automatico, sono riusciti a prevedere con una precisione intorno all80 per cento se una persona fosse affetta da ADHD oppure no. In prospettiva, il nostro metodo potrebbe aiutare a caratterizzare meglio il disturbo e distinguerlo pi chiaramente da altri.

In una ricerca non ancora pubblicata, inoltre, il team di Braun ha esaminato la possibilit di usare un simile scenario di RV per distinguere tra le persone affette da ADHD e da depressione. Entrambi i gruppi infatti spesso soffrono di deficit cognitivi simili, spiega lo psicologo. Adesso vuole perfezionare il test neuropsicologico nella sala riunioni virtuale, per usarlo nellassistenza regolare ai pazienti. Cos si potrebbe caratterizzare pi precisamente lADHD e anche valutare landamento della patologia, quindi per esempio verificare se un farmaco migliora lattenzione.

E ci sono idee anche sul piano terapeutico: Abbiamo rilevato in tempo reale i movimenti oculari dei pazienti, dando loro un feedback non appena si distraevano dal compito, spiega Braun. In questo modo dovrebbero essere addestrati a capire da soli quando la loro attenzione sta calando. Lo studio per comprendeva solo una sessione di addestramento: non abbastanza per vedere un effetto. Braun spera che si possano fare progressi aumentando il numero di sessioni.

Torniamo allAmbulatorio universitario di psicoterapia a Heidelberg. Sono di nuovo in ascensore, premo un tasto sulla parete. Si sale. La porta si apre. Davanti a me grattacieli, passa un elicottero e si apre uno strapiombo. Devo camminare su unasse stretta alluscita dallascensore. So che niente di tutto questo  reale, eppure mi sento a disagio. Vado in equilibrio fino alla fine dellasse, mi fermo. Avanti? No, dice qualcosa dentro di me. Neanche per sogno! Devo costringermi ad abbandonare davvero lasse. Cado, e atterro sano e salvo, alleggerito, sullasfalto virtuale della metropoli simulata.

Questultimo scenario che ho provato non serve per affrontare la paura dellaltezza: sarebbe troppo estremo. Si rivolge invece a chi non ne soffre, per dimostrare quanto reale possa sembrare una paura in un mondo virtuale. Io stessa continuo a sorprendermi di quanto sia forte leffetto degli scenari della RV, commenta Alva Ltt. Anche sapendo che non  reale, sembra tutto molto autentico. E il corpo reagisce come se lo fosse davvero. O, come ha dichiarato Skip Rizzo ad ABCNews: Dalla RV ho imparato che il cervello si pu ingannare molto facilmente. Ci si trova nella storia, nel mondo. Non posso che confermarlo, e credo sia cos anche per molti pazienti che hanno provato la terapia con la RV.



