DOSSIER. Il celibe involontario, di Mattia Maccarone.

LAUTORE Mattia Maccarone neurobiologo e giornalista scientifico,
collabora con quotidiani, periodici e aziende del settore tech in veste di autore e coordinatore. Il suo propulsore  alimentato da una curiosit innata che lo spinge sempre altrove. Ha un cane di
nome Oreste.

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Sono per lo pi maschi eterosessuali e per loro il celibato non  una scelta. Sono gli incel, che incolpano le donne e la societ per la loro condizione.

L obiettivo era nobile: creare un luogo di persone che, per motivi diversi, non si sentivano in grado di avere una
relazione sessuale o romantica. Era il 1997, Internet stava muovendo i primi passi come strumento di comunicazione di massa, e in quel di Toronto, in Canada, la blogger Alana apr un sito web e
dal nome Alanas Involuntary Celibacy Project.
Da una semplice raccolta di articoli di supporto
sul tema, il portale si trasform presto in un forum, e poi una comunit solida, per uomini e donne che si interrogavano sul perch non riuscissero a trovare un compagno o una compagna.
In poco tempo divenne un luogo di supporto
emotivo, che generava anche occasioni per conoscersi davvero e superare il problema del celibato involontario per cui era stato ideato, a tal
punto che una coppia nata grazie a un incontro
fortuito nel forum fin addirittura per sposarsi.

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Da neutro a famigerato.
Il blog ebbe successo anche perch si rivolgeva a tutti i generi e alle persone appartenenti alle minoranze sessuali, ai tempi molto pi isolate ed emarginate rispetto a oggi. Alana abbrevi poi il
termine involuntarily celibate in invcel, finch qualcuno sugger che la parola incel fosse ancora pi facile da pronunciare. Nessuno, agli albori del nuovo millennio, poteva pensare che
in pochi anni questo portale sarebbe diventato
un coacervo di sessismo, omofobia e razzismo,
con il termine incel che and presto a delineare
la condizione di maschi eterosessuali, prevalentemente bianchi, esclusi dal cosiddetto mercato delle relazioni (mating market).
Secondo gli studi disponibili, i maschi che si
definiscono incel hanno dai 15 ai 30 anni, con una
media intorno ai 20-25. Nei primi anni Duemila
il termine incel si diffuse rapidamente attraverso 
le prime comunit maschili on line tra pickup artist, ossia uomini che insegnano ai giovani come conquistare le donne, e le MRA (Mens Rights Activists), comunit di uomini che lottano per i
diritti dei maschi in opposizione al femminismo,
spiega Lilybeth Fontanesi, psicologa e ricercatrice presso lUniversit degli Studi Gabriele dAnnunzio di ChietiPescara.
In seguito, nel 2014, il termine incel divenne
famigerato con il massacro di Isla Vista, in California, compiuto dal ventiduenne Elliot Rodger.
Rodger frequentava forum on line come PUAHate e ForeverAlone; pochi minuti prima della strage lasci uno scritto di 107.000 parole intitolato Il mio mondo contorto: la storia di Elliot Rodger,
diventato il manifesto della sottocultura incel.
Solo di recente, per, anche grazie al successo
della serie Netflix Adolescence, il termine incel 
diventato popolare, mostrando una realt che era
ancora sconosciuta ai pi, ma che sembra essere
sempre meno un fenomeno di nicchia.

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Le radici del fenomeno,
Tecnicamente il termine incel  recente, ma
tutte le componenti di questa sottocultura esistono dalla fine degli anni sessanta, cio dallaffermazione della libert sessuale e dellemancipazione economica e sociale delle donne, spiega
Lorenzo Gasparrini, filosofo femminista e formatore. Quello che  successo pi di recente  legato allemersione dei movimenti transfemministi e intersezionali che si battono contro ogni forma
di discriminazione, e che hanno dimostrato come le lotte femministe non siano solo delle donne e non riguardino solo la sfera sentimentale
o sessuale. Contemporaneamente allemersione di questi strumenti di lotta sociale  partito il backlash maschile, ossia la risposta prepotente e violenta del sistema di potere patriarcale. La sottocultura incel  parte di questa reazione.
Secondo Gasparrini, inoltre, il fatto che la recente popolarit del fenomeno incel vada di pari passo con unaffermazione diffusa della destra pi estrema e con un liberismo economico molto pi invadente di prima, non  un caso. Si tratterebbe, infatti, del sistema di potere patriarcale che reagisce in diversi modi e a diversi livelli.
Il fenomeno incel sembra quindi fare leva sulle fragilit della mascolinit in un mondo che negli ultimi cinquantanni ha modificato la societ in termini di miglioramento dei diritti e di uguaglianza. Un percorso, questo, che  stato visto come responsabile di aver delegittimato la mascolinit, togliendo agli uomini (bianchi) potere e centralit. Cos la manosfera, che racchiude tutte quelle comunit caratterizzate da ideologie antifemministe e misogine che promuovono una mascolinit radicale, rappresenta un terreno fertile per le ideologie di estrema destra focalizzate su patriarcato, oggettificazione femminile, controllo, potere, razzismo
e suprematismo del maschio bianco.
Negli anni, il discorso intorno al significato e
alla condizione di essere incel si  trasformato da
unanalisi della sofferenza psicologica di un vasto
numero di giovani, a unideologia incentrata su
omofobia, sessismo, misoginia e razzismo, contro il femminismo, le donne e le disparit percepite nelle relazioni sessuali e romantiche, spiega Fontanesi.  un fenomeno che ha sempre pi
successo perch attraverso un linguaggio didascalico e ironico (ma comunque violento), evidenzia quelle che sono le differenze tra maschi e femmine, mettendo un accento forte sulle apparenti
disparit tra i due generi nelle relazioni.

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Il ruolo delle donne.
Nella maggior parte delle definizioni di incel che si trovano on line o sui quotidiani si legge spesso di un disprezzo nei confronti del genere femminile. Eppure, per chi ha approfondito
lo studio del fenomeno lostilit verso le donne
sembra essere solo indiretta. Nella sottocultura incel le donne hanno un valore cos basso che  visto come degradante rivolgersi direttamente contro di loro, spiega Gasparrini.
Secondo la sottocultura incel, infatti, la gerarchia maschile nella quale lincel si mette nel gradino pi basso sembra essere un vantaggio sociale per le donne perch  allineata in tutto e per
tutto con i loro desideri. Questa libert di scelta
delle donne che deriva dai movimenti femministi
 vista inoltre come lideologia che ha permesso
linstaurarsi della gerarchia maschile dove gli incel occupano appunto il gradino pi basso, e dove non c alcuna speranza di poter cambiare la propria posizione (blackpill).
Per questo motivo il patriarcato tradizionale  descritto come i bei tempi passati, perch impediva la libert di scelta del genere femminile assicurando a ciascun uomo il possesso di almeno una donna. Ricordiamoci infatti che il termine
incel significa celibe involontario e non vergine involontario: il problema non  il sesso, ma laccesso alla garanzia di propriet di un corpo femminile, spiega Gasparrini. La critica femminista al patriarcato libera lidentit maschile da tutta una serie di violentissime gabbie (per esempio sottoculture maschiliste come quella
incel) che sono di fatto un derivato del patriarcato stesso. Il problema  che, come succede sempre in tutto ci che deriva dal patriarcato, uno dei fondamenti della sottocultura incel  appunto la
sfiducia, la disistima e lattribuzione di minaccia
allidentit maschile data ai femminismi.

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Tratti comuni.
Gli studi italiani compiuti sul fenomeno mostrano che la religione e la provenienza non sono fattori che influenzano lappartenenza alla comunit incel, mentre studi internazionali evidenziano come le ideologie di destra siano pi comunemente associate alla condizione di incel/redpill.
In particolare, i nostri studi mostrano che  lestremismo in generale, sia di destra sia di sinistra, a essere associato alla condizione di incel/redpill. Nei nostri campioni vediamo inoltre che
queste persone hanno un titolo di studio, spesso anche una laurea triennale, ma non lavorano e non hanno unoccupazione, racconta Fontanesi.
Il senso di emarginazione e fallimento, quindi, 
non pervade solo laspetto delle relazioni romantiche, ma anche la frustrazione di non avere una vita soddisfacente negli altri ambiti. Per quanto riguarda altre caratteristiche riconducibili alla condizione di incel, la letteratura scientifica ha individuato alcuni tratti psicologici comuni.
Il primo  il vittimismo, intenso come linsieme di bisogno di riconoscimento e di mancanza di empatia. Il secondo tratto  la ruminazione aggressiva e depressiva, ossia il processo cognitivo caratterizzato dalla ripetizione persistente di
pensieri legati a rabbia, offese subite e desiderio
di vendetta (si veda il box in alto). Seguono la percezione del fallimento, legata allemarginazione sociale e lavorativa, e un forte rancore spesso associato al pensiero paranoico. Nei soggetti
pi fragili, poi, si associano sentimenti depressivi e sintomi di ansia che si possono manifestare con comportamenti autolesivi (idea del suicidio) o eterolesivi (violenza contro terzi).
Alcune pubblicazioni hanno inoltre rilevato che nelle comunit incel vi  unalta prevalenza di tratti autistici che potrebbe essere collegata allincapacit di instaurare relazioni soddisfacenti
a causa di deficit nelle strategie di comunicazione
e di regolazione emotiva, spiega Fontanesi.

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La forza del gruppo.
Per le persone che si definiscono incel, la propria comunit rappresenta la risposta solitamente cercata e desiderata. La cultura incel fa trovare gi pronta unidentit che si attanaglia perfettamente ai tuoi disagi, al male che stai sentendo, alle cose che non stai comprendendo. Il gruppo ti mostra che questa sottocultura  gi adottata da un numero notevole di altri maschi nella tua stessa situazione ed  quindi lelemento confortante
e identificativo che porta rassicurazione, spiega
Gasparrini. Il gruppo dimostra che ci che provi
 giusto, che  esattamente quello che devi provare, e ti permette di entrare in relazione con altri simili che soffrono come te. Se vogliamo chiamarlo cos, la sottocultura incel  una sorta di cameratismo della sofferenza.
Si tratta di una condizione di sofferenza e disagio che accomuna tutti questi ragazzi e che proprio per questo li unisce. Al di fuori della loro comunit, invece, gli incel vengono spesso sbeffeggiati, in particolare sui social network, e il termine incel viene solitamente usato come insulto.
Ognuno di noi pu contribuire evitando di diffondere meme, video, immagini di un certo tipo, usare un linguaggio violento e discriminatorio, ma soprattutto pu esercitare lempatia dialogando con chi si trova a vivere una condizione di solitudine o marginalit come spesso accade per incel e redpillati, spiega Lilybeth Fontanesi.
Non  certo un compito semplice, perch le relazioni sono paradossalmente rese pi complesse dalluso di semplificazioni, stereotipi, polarizzazioni (maschio = bene, donne = male), di cui spesso sono vittime anche le ragazze pi giovani, che
per sentirsi parte del gruppo decidono di accettare questa visione bianco/nero del mondo.

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Lalternativa.
Per riassumere, quindi, sembra che nella condizione di incel i giovani (ma non solo) vedano una vera e propria forma di identificazione personale che suggerisce un nuovo modo di vedere
le cose e il mondo.  la soluzione pi semplice ed
 la chiave vincente di tutte le sottoculture, dagli
incel, appunto, fino al terrapiattismo. Non si tratta di visioni distorte o di ignoranze, ma di sistemi di credenze perfettamente coerenti che rispondono a un disagio sociale con una realt nella
quale identificarsi, spiega Gasparrini. Sono sottoculture funzionanti e comode perch forniscono spiegazioni ai disagi, dimostrazioni di verit e identit che appagano il desiderio di appartenenza. Non si tratta di colmare carenze specifiche, ma di dare unidea del mondo, del futuro, della propria identit e del senso della propria vita coerente e applicabile. La sottocultura incel, insomma, ti dice perch sei brutto e non appetibile, ti dice di chi  la colpa di questa situazione e ti suggerisce che fare, non per uscire da questa situazione, ma per far crollare il sistema che ha prodotto
la sofferenza motivando la tua vita in questo atto
distruttivo, prosegue Gasparrini.
Ma c un modo di scardinare queste convinzioni? Dobbiamo uscire dal nostro castello fatto di ai miei tempi e capire che il mondo tecnologico in cui siamo immersi si evolve a una
velocit cento volte superiore al nostro modo di
pensare e percepire il mondo, e che questa tecnologia viene usata sotto linfluenza delle emozioni, degli impulsi incontrollabili e messa al servizio dei bisogni del momento, racconta Fontanesi.
Dobbiamo porre attenzione ai bisogni e fornire
strumenti per aiutare a capirli, a regolarli e a chiedere aiuto se necessario. Offrire alternative valide per i ragazzi e per il mondo, decisamente poco attraente, che gli abbiamo irresponsabilmente costruito attorno. Dobbiamo infondere un senso di
responsabilit e autodeterminazione, rispetto di
s stessi e degli altri. E poi  necessario impartire delle regole, costruendo lempatia senza reprimere o facendo leva esclusivamente sulle conseguenze negative.
Ma non solo. Quello che cambia la visione della propria identit  accorgersi che la sottocultura incel non combatte la gerarchia nella quale lincel si confina. Anzi, la ratifica. Va quindi proposta unalternativa efficace alla distruzione di quella identit, perch se non vedo unaltra identit possibile allora mi tengo stretta quella incel, non mi butto nel vuoto. Lidentit alternativa deve essere lontana dalla maschera maschile tradizionale e pu essere costruita con laiuto dei femminismi, non semplicemente applicandoli, ma
adattandoli a un immaginario ancora tutto da costruire, conclude Gasparrini.

