DOSSIER. I vantaggi della vita da single, di Vronique Kohn.

LAUTRICE Vronique Kohn  psicologa e psicoterapeuta a
Castelnau-le-Lez (Hrault).
 
Sempre pi persone scelgono di non vivere in coppia. Una condizione spesso guardata con pregiudizio, ma che pu essere fonte di grande
appagamento, a patto di evitare alcune insidie.

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Florence si sveglia, sono le 8.45. Prepara il
caff, avvia la sua playlist di musica rock
e alza il volume delle casse.  il suo rituale
del sabato mattina. Nessuno le chiede di spegnere la radio per non sentire ancora una volta Kurt
Cobain cantare il ritornello di Come As You Are. Alle 10.30 Florence decide di fare qualche commissione prima che unamica le proponga di pranzare insieme. Florence  libera. Nessuno a cui rendere
conto, nessun programma da rispettare.  il suo
weekend e ha intenzione di goderselo.
Come Florence, secondo i dati ISTAT, in Italia i
single non vedovi sono circa 6,3 milioni e rappresentano pi o meno una famiglia su quattro. Una
frazione in costante aumento, al punto che fra i
non anziani  pressoch raddoppiata rispetto ai
primi anni Duemila. Ma come vivono ogni giorno la loro situazione questi single, sempre pi
numerosi? Dipende. Per alcuni  una
scelta. Per altri  la conseguenza di una
separazione, e in una circostanza simile
non  sempre facile ritrovarsi soli. Tuttavia, in entrambi i casi, come vivere al meglio la propria situazione in una societ
che valorizza la coppia e nella quale le persone sole sono spesso considerate un fallimento sentimentale?
Uno schema di pensiero ben radicato
Un giorno arriver il principe azzurro, e
vissero per sempre felici e contenti, troverai
laltra met della mela e altre considerazioni
sullanima gemella. A forza di sentire queste frasi
fin dalla pi tenera et, ci siamo convinti di dover
cercare lAmore con la A maiuscola. O meglio,
dovremmo dire, con la U maiuscola o la D maiuscola, 
a rappresentare Luomo o la donna speciali che riempiranno la nostra vita e colmeranno il nostro vuoto affettivo. Questa visione rimane ancora oggi ben radicata nelle nostre societ.
Secondo un sondaggio Ipsos condotto nel
2022 in Francia, il 67 per cento dei single intervistati afferma di aver recentemente sentito una
sorta di pressione a uscire dalla condizione di single. Alcuni finiscono persino per cadere in numerosi clich: il 40 per cento ritiene che la propria situazione sia fuori dalla norma, che sia meglio vivere in coppia per essere felici, e il 35 per cento ritiene che la costruzione di una vita appagante sia incompatibile con la cosiddetta singletudine. Nella mia attivit di consulenza nella zona di Montpellier (sono specializzata in relazioni sentimentali), constato effettivamente questa distribuzione. Tra le persone che vengono da me, alcune sono single e la maggior parte di loro dice di
provare un senso di vuoto affettivo opprimente.
Pensano di perdersi la vita di coppia e la passione
che procura. E vivono la propria condizione come una fase di transizione, una sala dattesa prima della prossima relazione
Cos, molti pazienti si sentono soli, persino incompleti, quando non vivono una relazione amorosa e non hanno nessuno con cui condividere la
quotidianit. Osservano chi li circonda e invidiano le persone che vivono in coppia, che immaginano radiose, appagate e immuni dalla solitudine.
Il senso di isolamento affonda ovviamente le
sue radici in una paura antica, il dolore della separazione. Fin dalla nascita, il neonato teme di essere separato dalla madre e lidea di ritrovarsi solo fa paura. Da qui potrebbe nascere quella
sensazione di mancanza e incompletezza provata 
da alcuni single. E dunque, per tutta la vita, cerchiamo di colmare quella mancanza originaria. A volte attraverso una relazione sentimentale.

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Ossessionati dallamore.
Ma chiunque cerchi di sviluppare una relazione essendo ossessionato dal trovare la persona ideale  quella che porr fine al suo senso di
mancanza e colmer definitivamente il suo bisogno damore  rischia di passare da una relazione allaltra senza mai essere soddisfatto. Secondo un sondaggio Ifop del 2022 condotto in Francia,
il 32 per cento dei single intervistati ha ammesso che al loro ultimo appuntamento si erano convinti che quellincontro avrebbe dovuto portare a una relazione seria. La pressione  tale che quasi due single su cinque continuano una relazione anche sapendo che non avr alcun futuro.
Cos, ogni incontro pu diventare fonte di delusione, fino al momento in cui ci rendiamo conto che questa incessante ricerca non fa altro che
allontanarci da ci a cui aspiriamo veramente. La
valorizzazione dellideale romantico ci spinge a
fuggire dalla realt e alimenta quella che potremmo chiamare lipnosi della mancanza damore.
Allora, come liberarsi da questa visione idealizzata dellamore? Come uscire dalla favola, dal mito del principe azzurro o dallimmagine della bella addormentata che aspetta pazientemente
che la sua met venga a svegliarla e a dare un senso alla sua esistenza?  davvero necessario essere in coppia per essere felici?

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La coppia fa bene alla salute
Secondo numerosi studi scientifici le coppie
sposate  su cui si concentra la maggior parte delle ricerche  sarebbero pi soddisfatte rispetto
alle persone single. Uno studio statunitense pubblicato sulla rivista Journal of Social and Personal Relationships conclude che lo status sentimentale influisce positivamente sul benessere
soggettivo: le persone sposate sarebbero pi felici di quelle che vivono in coppia senza essere sposate, che a loro volta sono pi felici dei single Vivere in coppia sarebbe anche associato
a migliori indicatori di salute fisica. Diversi studi
suggeriscono una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, livelli di cortisolo (lormone dello stress) inferiori alla media e persino una maggiore longevit. Gli effetti benefici riguardano anche la salute mentale, con una riduzione dello stress, dellansia e persino dei sintomi depressivi, come dimostra uno studio finlandese condotto da Jenna Grundstrm, ricercatrice in scienze sociali.
Ma perch la vita di coppia apporta cos tanti
benefici? Una relazione amorosa garantisce in linea di principio la vicinanza continua di una persona che ti ama sinceramente. La sua compagnia, le sue attenzioni, i suoi gesti affettuosi, il suo contatto e la sua vicinanza fisica, le sue parole dolci procurano una sensazione di benessere e stimolano il rilascio di alcuni ormoni. In particolare
la famosa dopamina, il neurotrasmettitore associato al piacere e alla ricerca di gratificazioni, ma anche lossitocina, talvolta chiamata ormone dellattaccamento, che rafforza il legame emotivo tra i coniugi. Queste molecole vengono rilasciate anche durante i contatti fisici, che non si limitano ai rapporti sessuali: le coccole, le carezze o altri gesti affettuosi svolgono un ruolo importante nel benessere. Nelle zone ricoperte di peli, le fibre nervose chiamate C-tattili o CT reagiscono in particolare alle carezze delicate e favoriscono il rilascio di ossitocina, a condizione che la
coppia sappia coltivare questi gesti affettuosi anche nella vita quotidiana.
Condividere la propria vita con qualcuno incoraggia anche alcuni comportamenti positivi, in particolare i comportamenti salutari, ovvero pratiche che contribuiscono a preservare o
migliorare la salute, come la riduzione del consumo di tabacco o alcolici quantificabile nelle coppie. Il matrimonio favorisce anche, in generale, il ricorso a cure preventive. Ci si ricorda a vicenda
di andare dal dentista, di prendere un appuntamento dal dermatologo e cos via. Uno studio statunitense pubblicato su Preventive Medicine
ha evidenziato che gli uomini sposati tendono a
sottoporsi a pi screening preventivi per il cancro
del colon-retto rispetto agli uomini non sposati
(61 per cento contro 52 per cento), mentre tra le
donne il tasso rimane simile, indipendentemente
dal fatto che siano sposate o meno. Si tratta certamente di comportamenti benefici, ma che rischiano comunque di limitare lautonomia dei coniugi che ne beneficiano.

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 ma meglio soli che male accompagnati.
Ci nonostante, gli studi sui benefici della coppia devono essere interpretati con cautela. Recentemente alcuni ricercatori hanno messo in discussione questi risultati, come la sociologa
Ann Byrne o la psicologa e docente dellUniversit della California a Santa Barbara Bella DePaulo. Secondo DePaulo, queste ricerche presentano importanti distorsioni metodologiche. In particolare, sottolinea la necessit di distinguere tra
diversi profili di single (divorziati, separati o single da sempre) e ricorda che la causalit rimane incerta:  il matrimonio a rendere pi felici o sono le persone gi pi felici a sposarsi di pi?
Inoltre diverse ricerche, tra cui quelle di Elizabeth Lawrence, dellUniversit del Nevada a Las Vegas, dimostrano che la qualit della relazione coniugale  determinante per il livello di felicit
dei coniugi. I partner poco felici nel loro matrimonio dichiarano di essere in cattive condizioni di salute due volte pi spesso di quelli molto felici e presentano un rischio di mortalit aggiuntivo di quasi il 40 per cento durante il periodo di
follow-up. Il loro stato di salute  paragonabile, se
non addirittura inferiore, a quello delle persone
divorziate, separate, vedove o mai sposate. Rosie Shrout, dellUniversit della British Columbia a Vancouver, in Canada, rivela che una cattiva comunicazione tra i partner aumenta il rischio 
di ammalarsi, perch il sistema immunitario perde efficacia. Le ferite guariscono meno bene, in senso letterale e figurato, quando la coppia non va pi daccordo.
 chiaro quindi che  meglio essere soli che in
cattiva compagnia. E se una relazione armoniosa
pu apportare alcuni benefici alla salute, ci non
significa che la coppia sia indispensabile. In realt, i fattori che favoriscono il benessere di coppia
possono essere sfruttati anche dai single.
Come stare bene in una vita da single?
Nel 2023, grazie alla risonanza magnetica, uno
studio pubblicato sulla rivista NeuroImage
condotto su quasi 40.000 partecipanti nel Regno Unito ha identificato cambiamenti morfologici cerebrali legati alla solitudine. I ricercatori
hanno osservato una riduzione del volume della corteccia prefrontale dorsomediale e della parte posteriore del solco temporale superiore, due regioni del cervello coinvolte nella teoria della
mente, ovvero la nostra capacit di capire le intenzioni degli altri e di adeguare le nostre previsioni sociali. Lipotesi avanzata  che senza interazioni regolari queste aree cerebrali siano meno
sollecitate, il che potrebbe portare a una riduzione della materia grigia nelle persone che vivono da sole. Soprattutto, la solitudine vissuta come un senso di isolamento  fortemente associata a una
salute mentale meno buona. Aumenta il rischio
di depressione, ansia e persino malattie cardiovascolari, che possono portare a morte prematura.
Questi effetti sono stati ampiamente documentati da John Cacioppo, psicologo e neuroscienziato dellUniversit di Chicago, che nel corso della sua carriera ha osservato quanto lisolamento sociale
influenzi profondamente il nostro funzionamento psicologico e fisiologico.
Il primo consiglio quindi : non rimanere soli. A questo proposito, ricordiamo una sfumatura importante: essere single non  necessariamente sinonimo di solitudine. Secondo lindagine pic
(tude des parcours individuels et conjugaux) condotta nel 2013 e nel 2014 nella Francia metropolitana, gran parte dei single (il 42 per cento) non vivono da soli (per esempio con i propri figli o con
un coinquilino). Allo stesso modo, essere single non significa assenza di relazioni intime
E questo  un bene, perch i legami sociali sono pi che benefici per la salute. Il team di Michael Resnick, dellUniversit del Minnesota, lo ha dimostrato, per esempio, per ladolescenza. I ricercatori hanno seguito pi di 12.000 adolescenti statunitensi per cinque anni, valutando regolarmente le loro emozioni e le loro relazioni sociali attraverso questionari. I ricercatori hanno cos
scoperto che relazioni di qualit si traducono in
un migliore stato psicologico: gli adolescenti si 
sentono meno depressi o ansiosi, hanno meno
pensieri suicidi e sono meno esposti alle dipendenze da sostanze psicoattive come lalcool o la marijuana. Cacioppo ha anche stabilito che il funzionamento delle reti cerebrali di controllo degli
impulsi  meno efficace nelle persone che si sentono sole. Queste ultime diventano quindi pi vulnerabili alle dipendenze, con un aumento del rischio di abuso di tabacco o alcool.
In alcune culture tradizionali, il villaggio o la
famiglia si uniscono per aiutare i membri in difficolt. Al contrario la vita occidentale, incentrata sullindividuo e sulla sua realizzazione personale, non favorisce legami affettivi solidi come
quelli che si creano quando si vive in famiglia.
Per sentirsi sostenuti nei momenti difficili,  consigliabile esaminare la propria rete di confidenti, identificare le persone su cui si pu davvero contare quando tutto va male. Se questa rete  insufficiente, pu essere utile cercare di ampliarla, coltivando relazioni profonde e non giudicanti.

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Uno stimolo per lautostima.
Lisa Walsh, ricercatrice in psicologia allUniversit della California a Los Angeles, si  interessata ai fattori che determinano la felicit dei single. Il suo team ha intervistato 4835 single statunitensi e ha identificato cinque variabili che influenzano il benessere: soddisfazione nelle amicizie, soddisfazione familiare, autostima, nevrosi (tendenza ad avere emozioni negative) ed estroversione. I risultati mostrano che i single pi soddisfatti delle loro relazioni e dotati di unalta autostima sono quelli che si dichiarano pi felici.
Anche le persone pi estroverse e meno nevrotiche hanno riferito un livello di benessere superiore, ma linfluenza di questi tratti della personalit sul benessere soggettivo  rimasta limitata.
Inoltre, uno studio canadese pubblicato su Social and Personality Psychology sottolinea che, tra i single, le relazioni amichevoli e lautostima sono strettamente correlate. Andare daccordo
con gli amici rafforza sia lautostima sia il senso di
appartenenza a un gruppo. Le amicizie sembrano quindi svolgere un ruolo simile a quello delle relazioni amorose, offrendo sostegno psicologico
e valorizzazione personale.
Essere single obbliga anche a prendere in mano la propria vita. Senza un partner che proponga attivit o progetti,  necessario coltivare la propria rete di amicizie, organizzare da soli il proprio
tempo libero e coltivare i propri interessi. A differenza di una relazione in cui il partner pu in alcuni casi prendere decisioni al posto nostro, il single impara a scegliere i propri progetti e ad agire
secondo i propri obiettivi personali e i propri desideri, rafforzando cos la propria autostima e il senso di controllo sulla propria vita. Inoltre, lassenza di un partner offre maggiori opportunit di
concentrarsi su s stessi. Secondo Russell Long e
James Averill, ricercatori in psicologia dellUniversit del Massachusetts, la solitudine  talvolta benefica quando  scelta, perch permette di conoscere meglio s stessi, di essere autosufficienti e di essere indulgenti verso le proprie debolezze
e necessit. Offre anche il tempo per dedicarsi ad
attivit sportive o creative, che contribuiscono al
benessere fisico e mentale.

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Single per scelta.
Per vivere meglio la propria singletudine, 
fondamentale smettere di creare problemi dove
non ce ne sono. La presunta mancanza damore
 spesso legata allisolamento e alla convinzione
ripetuta che essere single sia sinonimo di solitudine, che finir male e che sia preferibile stare in coppia. La ricerca assoluta della completezza attraverso un altro deve cessare.
E, va detto, la singletudine scelta  fondamentalmente diversa da quella subita. Una persona che si ostina a voler stare in coppia a tutti i costi, che si aggrappa a questo obiettivo, rischia
di non godersi appieno le proprie esperienze di
vita. Sognando incessantemente il partner ideale si finisce per scontrarsi con un obiettivo irraggiungibile, il che rafforza il senso di mancanza e trasforma la situazione in un vero e proprio
dramma: Ieri mi  mancato lamore, mi manca adesso e se mi mancher domani finir da solo/a. Menelaos Apostolou, ricercatore in psicologia, ha pubblicato nel 2024 i risultati di un
ampio studio condotto su oltre 6000 partecipanti provenienti da 12 paesi, con lobiettivo di confrontare il benessere soggettivo delle persone in coppia e dei single, sia che si tratti di una scelta volontaria o di una situazione imposta. Le sue
conclusioni indicano che, in generale, le persone
che vivono in coppia si dichiarano pi felici, anche se questa tendenza non  assoluta: alcuni individui rimangono infelici allinterno di relazioni disfunzionali o malsane. Ma ,tra i single, quelli
che vivono pienamente la propria condizione,
senza cercare ossessivamente un partner, riferiscono un benessere soggettivo nettamente superiore a quello dei single involontari.
In definitiva, il miglior principio dazione consiste nellaccettare la situazione in cui ci si trova e concentrarsi soprattutto sul presente e sul percorso che si sta compiendo, piuttosto che su
quello che resta da percorrere. E, su questo punto, buone notizie: Geoff MacDonald, in uno studio pubblicato nel 2022, dimostra che i single sono sempre pi soddisfatti della loro condizione col passare del tempo, soprattutto dopo i quarantanni. Quindi, forse basta soltanto aspettare il momento giusto?