Tecnici viticoltori, amici della terra, banchieri, giornalisti dell'Arga, si sono ritrovati all'Azienda vitivinicola Rodaro, sesta generazione di instancabili vignaioli friulani, di Spessa di Cividale, che gestisce un'azienda di 68 ettari vitati, che produce bottiglie tra fermi, passiti, spumanti, autoctoni e internazionali, in suoli di pura ponca, antichi cloni varietali, uve di propriet, basse rese per ettaro, privilegiando la vendemmia manuale.
Paolo prima di raggiungere i giornalisti e tecnici, nella sua villa Romano Rodaro, aveva fatto un sopralluogo nei vigneti delle colline pi vocate per analizzare la situazione della vendemmia 2026. Tutto bene ma nei vigneti quasi due mesi di afa canicolare e di vento caldo, hanno prosciugato quel poco di acqua messa in serbo dalle viti per sopravvivere all'estate verso la vendemmia.
Il presidente della stampa agricola del Fvg, Morandini, ai lettori del Messaggero Veneto, evidenzia oltre alla foto degli interlocutori, che: "I raspi dello di Schioppettino espongono pochi acini completamente privi di contenuto, della polpa". "Per la prima volta", ammettono Paolo Rodaro e la moglie Lara "quest'anno l'intero raccolto di Schioppettino rimarr sulla pianta".
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
