Latisana.
C' una parte di storia che prima di entrare nei libri si compone di eventi, persone, articoli di giornale e solo con il passare del tempo entra ufficialmente nei libri.
Ma da sempre c' anche una parte di storia che viene dimenticata, nascosta dietro a eventi di portata maggiore, o nel fango.
E' proprio il fango che ha segnato la storia raccontata a Latisana, ieri pomeriggio e in replica anche alle 20.30, alla ex stazione ippica nel primo evento dedicato al 60 anniversario delle alluvioni del Tagliamento intitolato "2 alluvioni tra storia, racconti e memoria".
Fango che  entrato ovunque, nelle case, nei muri, nei pensieri delle persone che c'erano e che non riescono a dimenticare quelle giornate in cui il fiume si  fatto grande e, contro ogni previsione, ha rotto per davvero l'argine.
A rendere ancora pi grande il dolore legato ai ricordi  il fatto che l'evento  avvenuto il 2 settembre 1965 ma si  ripetuto il 4 novembre del 1966. Non una, ma quindi due sono state le ferite che hanno squarciato una citt che si stava rimettendo in piedi dopo essere stata quasi completamente rasa al suolo nel 1944 da un bombardamento.
Quello che l'assessore Sandro Vignotto ha creato, a quattro mani con la giornalista Sara Del Sal, e portato in scena anche con l'attore Francesco Godina,  stato quindi un appuntamento legato alla memoria, che ha offerto una fotografia chiara di quelle che sono state le due alluvioni, avvalendosi anche delle cronache dei collaboratori del Messaggero Veneto dell'epoca, ma reso ancora pi vivo dai ricordi di coloro che a Latisana in quegli anni ci vivevano.
Era una citt che aveva molte sale cinematografiche, in cui i giovani si ritrovavano per passare le serate insieme, e quelli erano gli anni in cui il mondo intero stava cambiando.
Le radio passavano le hit dei Beatles e dei Rolling Stones mentre l'Italia ascoltava Jimmy Fontana con "Il mondo" o l'intramontabile "C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones".
Erano questi i giovani che si sono trovati in mezzo all'acqua.
Quanti giorni  durata? Lignano allora era stata isolata, e le merci per poter approvvigionare hotel e turisti erano costrette a viaggiare attraverso la laguna.
Dettagli, ricordi, episodi che si fanno racconto, da parte di testimoni come chi abitava tra Latisana e Latisanotta ovvero Arrigo Cicuttin, Enrico Fantin, Sandra Mattassi, Maria Luisa Command, Pietro Pitacco, Nino Orlandi, Daniela Casasola, dei pertegadesi Mario Morsanutto, Benigno Cortello, Giovanni Valvason e del lignanese Enea Fabris, oltre ai ricordi di Renato Glerean, che ha offerto una testimonianza dal comune di San Michele al Tagliamento.
La narrazione  stata inoltre arricchita da un racconto, inedito, sempre di Vignotto e Del Sal, che  stato affidato a uno straordinario Francesco Godina, che ha dato un'ulteriore prova del suo talento, rendendo viva una storia fresca e semplice, ma non scontata.
Due le repliche per un evento singolare, che ha ricordato la prima alluvione nel suo 61 anniversario, predisponendo un cammino che porter, a novembr.
e, al 60 anniversario della seconda.
Occhi lucidi e qualche sorriso tra gli spettatori che hanno a loro volta vissuto quell'epoca e stupore tra coloro che non la hanno mai sentita raccontare.
E' questa una delle missioni che sta portando avanti l'assessore Vignotto con la collaborazione del Comitato Alluvioni, quella di non lasciare che questa storia, che queste storie vengano dimenticate, perch sono parte di Latisana, una citt che dopo tutto questo tempo ancora non  stata messa totalmente in sicurezza.
E di questa parte della storia si parler nel prossimo appuntamento, mercoled 16 settembre con l'incontro "studi e progetti di mitigazione del rischio idraulico dal 1965 al 2026".
Gli eventi sono promossi dall'amministrazione comunale di Latisana, con un contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e con la media partnership di Mv80 Messaggero Veneto.
&#8212; s.d.s.
&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
L'assessore Sandro Vignotto con la giornalista Sara Del Sal.
Una pagina storica del Messaggero Veneto e sotto, a destra, presente il sindaco Sette.
Foto Petrussi
