giuseppe beltrame.
Malborghetto.
Hammerack nel dialetto locale di Malborghetto significa "fienile del martello", un nome che richiama le sue origini quattrocentesche, quando la struttura era nata come maglio idraulico ed era al centro di una rete d'affari legata alla forgiatura dei metalli.
Seicento anni dopo l'edificio ha cambiato funzione, ma ha ritrovato il sapore antico che la rendeva un simbolo celebre anche oltre confine.
I numeri parlano chiaro, il resort di lusso di Alessandro Pedone, che lo ha rilevato a febbraio 2024, va a gonfie vele e attira infatti numerosi turisti anche da fuori regione.
Pedone, come valuta i risultati della stagione estiva?
L'andamento e  stato eccezionale, abbiamo per ulteriori margini di crescita.
Siamo stati praticamente sold out per tutto agosto e per met luglio, mantenendo percentuali importanti anche negli altri periodi.
Settembre e i primi giorni di ottobre registrano gi un'occupazione intorno al 60%. Chiuderemo la stagione estiva il 18 ottobre e riapriremo il 4 dicembre per l'inizio di quella invernale.
Quali sono i prossimi progetti?
Abbiamo in cantiere un ampliamento, gi studiato ed esecutivo.
La prossima fase prevede l'apertura anche alle famiglie, con 21 nuove camere progettate specificamente per le loro esigenze.
Su un altro terreno di propriet costruiremo una piscina coperta di oltre 30 metri, in parte prolungata all'esterno, e una nuova grande area fitness. I lavori dovrebbero durare circa un anno e mezzo.
Quali le caratteristiche dell'hotel?
Hammerack  oggi un boutique hotel Adults Only a cinque stelle con 21 camere.
Le dimensioni contenute ci consentono di seguire personalmente ogni ospite.
La struttura  architettonicamente unica e ospita una Spa con due saune e un bagno turco.
Una sauna pu accogliere fino a 50 persone e ospita rituali Aufguss condotti da maestri specializzati.
Disponiamo inoltre di tre sale massaggi, una palestra Technogym e un'offerta gastronomica guidata da uno chef con esperienze in tre ristoranti stellati.
Tra gli elementi pi caratteristici vi  anche un grande orologio con un carillon composto da 23 campane, che suonano melodie di Mozart, accompagnate da quattro pupi animati che rappresentano i francesi in fuga, cacciati dagli Asburgo.
Come convivono storia e modernit?
Abbiamo rispettato l'anima e la memoria dell'edificio, preservandone gli elementi architettonici pi significativi e inserendo molta arte (tra cui De Chirico, Warhol, Fontana, Dal ma anche Ceschia e Celiberti) tecnologia, comfort e servizi contemporanei con discrezione.
Da dove provengono i vostri ospiti?
Nella stagione estiva i clienti sono arrivati per il 51% dall'Italia (41% friulani, 16% veneti, 13% lombardi) e per il 49% dall'estero. (23% austriaci, 16% tedeschi, 7% inglesi, 6% croati e 6% sloveni). La componente internazionale pu crescere ancora: dobbiamo promuovere maggiormente il Tarvisiano, presentandolo come il cuore di un'esperienza alpina transfrontaliera.
Come si pu sviluppare il turismo montano regionale?
Credo profondamente nel Tarvisiano, un territorio baciato dal Signore.
In pochi chilometri possiamo fare colazione in Italia, pranzare in Slovenia, cenare in Austria e tornare a dormire in Italia.
Abbiamo una ciclovia straordinaria, che permette di raggiungere Grado e rientrare in treno, e tre comprensori sciistici internazionali: Tarvisio, Pramollo-Nassfeld e Kranjska Gora.
Dobbiamo investire in accoglienza a quattro e cinque stelle, personale formato, collegamenti, sentieri e ciclovie ben mantenuti, esperienze organizzate e promozione internazionale.
Soprattutto, occorre fare sistema: una singola struttura non pu rimanere una cattedrale nel deserto.
Come valuta l'azione della Regione?
Condivido pienamente la direzione intrapresa dall'Assessore Bini, che sostiene gli investimenti e lo sviluppo delle strutture ricettive.
Il Friuli-Venezia Giulia  piccolo ma unico e non deve inseguire il turismo di massa: deve far comprendere che il nostro territorio rappresenta un lusso.
L'alta fascia da questo punto di vista non significa ostentazione, ma servizi, tranquillit, attenzione e possibilit di vivere pienamente il territorio.
La Regione sta facendo la propria parte; ora anche gli imprenditori devono investire e collaborare.
&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
Sopra una veduta esterna dell'Hammerack a Malborghetto, sotto la suite di lusso Julius Kugy.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
