paolo marcolin.
Idee.
Citt di soglie, di memorie divise e riconciliazioni possibili, Gorizia dal 2 al 4 ottobre 2026 diventer il centro di Frontiere - Dove i mondi si incontrano'. Il nuovo festival raccoglie l'eredit ideale di GO! 2025 e la rilancia come progetto culturale di lungo periodo, nel solco di quella esperienza borderless che ha riunito Gorizia e Nova Gorica in una storica connessione europea.
A promuoverlo  il Gruppo NEM Nordest Multimedia (che edita il Messaggero Veneto), insieme al Piccolo e a Editori Laterza, Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, Comune di Gorizia e Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con il coinvolgimento di GECT GO, Cassa Rurale FVG e delle Universit di Udine, Trieste e Nova Gorica.
Raccontare Gorizia, oggi, significa misurarsi con una citt che  stata frontiera politica, culturale e sentimentale, ma anche laboratorio anticipatore di convivenze possibili.
Terra di passaggi, lingue, culture e identit che per secoli hanno dialogato, la citt isontina porta nella propria geografia una domanda che riguarda tutti: come trasformare il confine da linea di separazione a spazio di relazione.
Da qui l'ambizione della manifestazione: fare della frontiera non un tema da celebrare retoricamente, bens uno strumento per capire il nostro tempo.
Perch la frontiera, qui, non  soltanto una linea tracciata sulle carte.
E' una condizione dello sguardo.
Pu separare, certo, ma anche mettere in relazione.
E' da questa ambivalenza che nasce il disegno di Frontiere: un cartellone di incontri e lezioni magistrali, cui si affiancheranno percorsi artistici e azioni urbane.
La cultura esce cos dai luoghi deputati e torna a essere esperienza urbana, cammino, incontro ravvicinato con le pietre, le piazze, le vetrine, le botteghe.
Non una rievocazione nostalgica, dunque, ma una rilettura contemporanea dell'identit multiculturale goriziana, affidata ai linguaggi del teatro, della musica, della danza, del cinema, della fotografia e del sapere artigianale.
Il festival sceglie dunque Gorizia non come semplice scenario, ma come materia viva del proprio discorso.
Dopo l'anno della Capitale europea della cultura borderless, la citt isontina diventa il luogo da cui tornare a interrogare alcune delle coppie che ordinano, e spesso irrigidiscono, il nostro modo di leggere il mondo: Oriente e Oriente, giovani e adulti, universo finito e infinito, maschile e femminile, bello e brutto, intelligenza naturale e artificiale.
Una serie di Dialoghi per provare a sottrarre le parole alla semplificazione e restituire profondit alle fratture del presente.
La formula dei binomi non cerca la contrapposizione facile, ma la tensione feconda: quella zona intermedia in cui le categorie smettono di essere slogan e tornano a diventare domande.
Anche il coinvolgimento degli atenei di Trieste, Udine e Nova Gorica conferma la volont di fare del festival un luogo di formazione e confronto, capace di parlare alle nuove generazioni e di intrecciare saperi diversi.
Frontiere nasce cos come festival di idee, ma anche come gesto civile: invita Goriz.
ia a non archiviare GO! 2025 come una parentesi riuscita, bens a farne l'inizio di una nuova stagione di centralit culturale.
E' il passaggio, non scontato, dall'evento alla continuit: dalla celebrazione di un anno speciale alla costruzione di una pratica stabile di dialogo.
Attorno a questi nodi, il festival Frontiere costruir un mosaico pi ampio di questioni storiche, filosofiche, scientifiche, linguistiche ed estetiche: un modo per mostrare che ogni confine, se interrogato con intelligenza, pu diventare non il punto in cui il mondo finisce, ma quello in cui ricomincia a essere pensato.
Agli incontri si affianca il progetto Crossroads, ideato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, che guider il pubblico dal Teatro Comunale Giuseppe Verdi alle strade del centro storico, dove far riaffiorare atmosfere, luoghi e memorie della citt tra Ottocento e Novecento.
Il pubblico sar condotto lungo un itinerario che partir dal settecentesco Monte di Piet, storica sede della Fondazione CariGo, per attraversare Piazza Vittoria, via Rastello, via delle Monache, via Mazzini e via Garibaldi, fino al Teatro Verdi, proseguendo poi lungo corso Verdi e via Oberdan in un cerchio urbano che ricondurr al punto di partenza.
Artisti, attori, artigiani e performer vestiranno idealmente i panni di "pifferai magici", accompagnando i partecipanti attraverso i luoghi-simbolo di una citt che torna a farsi racconto.
Cos, tra pensiero e cammino, tra lezioni magistrali e apparizioni urbane, Frontiere prova a restituire a Gorizia la sua vocazione pi autentica: non quella di citt posta alla fine di qualcosa, ma di luogo in cui mondi diversi continuano a incontrarsi, a interrogarsi e, forse, anche a riconoscersi.
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il territorio coinvolto.
La cultura esce.
dai luoghi deputati.
e torna ad essere incontro con.
le piazze e le persone.
Il Castello di Gorizia in uno scatto dall'alto
