Maria Balliana.
L'intervista.
"La passione  visionaria", scrisse Stendhal. Una verit che si legge nella storia di Paola Martini, "la signora del jazz" che da 25 anni  l'infaticabile organizzatrice di concerti, rassegne e festival in Friuli, nel segno di un genere musicale a cui ha dedicato tutta s stessa.
E che continua a farle immaginare nuovi progetti.
Sabato e domenica Martini sar a L'Aquila per la dodicesima edizione di "Jazz italiano per le Terre del Sisma", a cui ha partecipato fin dall'inizio come direttore di palco in mezzo ai tanti volontari che rendono possibile questa grande kermesse di musica e solidariet (300 artisti che si esibiscono in 20 luoghi storici del centro). Per L'Aquila Capitale della cultura italiana 2026 Paola  stata nominata codirettrice artistica dalla Federazione Il Jazz Italiano insieme con Maria Pia De Vito e Nicola Pisani.
Da una Capitale all'altra: il "Go!" di Gorizia Capitale europea nel 2025 - nel cui palinsesto si inseriva anche il festival "Jazz&Wine of Peace" del Circolo Controtempo, l'associazione di cui Martini  stata presidente dal 2005 al 2024 - l'ha spinta di slancio verso L'Aquila.
Perch una delle caratteristiche del suo modo di lavorare  proprio quella di intrecciare fili, di seguire indizi e intuizioni, di scovare tracce che la portino a immaginare nuove situazioni per far fiorire il jazz l dove e come non ti aspetti.
Cos, mentre si avvicina il festival aquilano, Paola gi pensa alla prossima Capitale, Pordenone: "Anche se le mie iniziative non andranno sotto il cappello di "Pordenone Capitale" perch Controtempo  associazione extraprovinciale", dice, "io sento la responsabilit, di operatrice culturale con un'esperienza pluridecennale in ambito musicale, di non tirarmi fuori dallo sforzo comune per esaltare le potenzialit del nostro territorio".
Dire "Paola Martini" oggi  come dire "jazz" e non solo a Sacile.
Come si diventa un punto di riferimento?
"Con la competenza, certo, che deriva dall'impegno e dall'esperienza, ma soprattutto con la passione che metti nelle cose che fai.
Il jazz  sempre stato la mia passione, l'ho sempre ascoltato, cominciando subito a frequentare i concerti, a seguire gli artisti.
Era inevitabile avvicinarsi a Controtempo che da Cormons ha contribuito a fare del Friuli Venezia Giulia una regione ricca e innovativa nel mondo del jazz. Ho avuto maestri straordinari come Fulvio Coceani, Mauro Bardusco, Claudio Corr, maestri che non ci sono pi e da cui ho imparato tanto.
Ascoltandoli, frequentandoli e stando al loro fianco ho acquisito il coraggio di mettermi in gioco, di pensare di organizzare qualcosa di diverso da "Jazz&Wine", il fiore all'occhiello di Controtempo.
Avevo in mente di "esportare" la cultura del jazz che aveva messo radici sul Collio e nel Goriziano e di trapiantarla nel mio territorio, a Sacile, ma con una nuova formula perch contesto e pubblico erano altri".
E cos nel 2005 nasce a Sacile.
"Il Volo del jazz"  una rassegna jazz con artisti internazionali in una cittadina di provincia: un azzardo o una sfida?
"Io volevo una cosa ben precisa: formare un pubblico abituandolo a proposte musicali di altissimo livello, educandolo all'ascolto della qualit artistica dei concerti ospitati nei grandi teatri delle capitali del mondo.
A differenza del festival che si concentra in poche giornate con un pubblico stabile, la formula della rassegna che si prolunga per alcuni mesi ti costringe a ricominciare a ogni concerto, cercando di convincere il pubblico a ritornare, ad avere fiducia.
Ecco, nei 21 anni del "Volo del jazz" abbiamo costruito la fiducia degli spettatori che oggi tornano perch garantiamo la qualit. E lo stupore di trovarsi sul palco sia le star sia i talenti emergenti che spesso sono autentiche sorprese.
Oggi Sacile attira appassionati non solo da tutta la regione, ma anche da fuori e perfino dall'Austria".
Non solo concerti, per: sia "Il Volo del Jazz", siail pi recente "Jazz River" nato a Polcenigo sono veri e propri progetti culturali...
"L'efficacia di un progetto, qualunque sia, si fonda su una visione ampia che valuta le caratteristiche di un territorio e le sue potenzialit e le innesta dentro una rete di collaborazioni, di idee, di sperimentazioni.
Tutto questo per non far calare dall'alto le proposte, ma per contestualizzarle e radicarle.
Cos "Il Volo del Jazz" si  arricchito di iniziative utili ad approfondire la cultura del jazz che  fatta di musica, ma anche di uomini e donne e delle loro storie, dei luoghi e delle epoche.
A Sacile la collaborazione con Fazioli  stata una scelta naturale che  andata definendosi e perfezionandosi anno dopo anno.
Il "Jazz River" di Polcenigo  stato pensato per promuovere il borgo come destinazione culturale e turistica del Pordenonese, ma poi si  andato ramificando verso Sud, a Sacile e quest'anno anche a Brugnera, guidato dal fiume Livenza, dal suo corso, dalla sua natura e storia".
Ha fatto parte del Cda del Teatro Rossetti di Trieste e dal 2024  entrata nel consiglio di amministrazione della Fondazione Friuli.
Qual  l'importanza di ricoprire ruoli di questo tipo?
"Sia quella di Trieste che questa di Udine sono esperienze che mi aiutano a conoscere la realt, in particolare culturale, della nostra regione: quali sono le associazioni e gli enti attivi, quali le loro proposte, quali i bisogni e le ricadute sul territorioConosco e imparo e la mia visione, verso il futuro e verso i giovani, si amplia".
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21.
anni di grandi concerti.
"Abbiamo formato.
il pubblico.
abituandolo.
a proposte.
di alto livello".
Paola Martini  l'anima.
del Volo del Jazz.
rassegna che si tiene a Sacile.
(Foto a destra di D'Agostino).
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
