bruno Oliveti.
Il confronto.
Si accende il dibattito, dopo il forum organizzato nella redazione del Messaggero Veneto di Pordenone, sulla richiesta di 11 Comuni del Veneto orientale di passare al Friuli Venezia Giulia.
L'europarlamentare.
In primis la voce dell'europarlamentare, ex sindaco e gi presidente della Provincia di Pordenone, Alessandro Ciriani (Fdi). Che risponde al consigliere regionale Nicola Conficoni. "La richiesta dei Comuni", sottolinea, " l'opportunit per un'eventuale revisione dei confini non sulla base di un presunto spirito di annessione o secessione, ma per assicurare un'ordinata, equa e reciprocamente profittevole gestione dei servizi pubblici.
Significa anche trovare soluzioni per aumentare la rappresentativit dei cittadini garantendo a ognuno servizi adeguati e, quanto pi possibile, di prossimit. Mi pare che da certe latitudini politiche si tenti di guastare la "neutralit" della discussione, che dovrebbe avere un consenso assolutamente trasversale, caricandolo di potenziali conseguenze politiche che io non vedo.
Si tratterebbe di un riordino territoriale che andrebbe valutato esclusivamente sul piano tecnico: quanti vantaggi e quanti svantaggi comporta? Se il saldo  per i primi, non c' altra ragione di discutere".
La maggioranza in Regione.
"Esistono legami storici, culturali e amministrativi", afferma Andrea Cabibbo, capogruppo di Fi in consiglio regionale, "che attraversano il confine e raccontano gi una storia di stretta connessione tra i Comuni della provincia di Pordenone e della parte orientale del Veneto.
Esiste, soprattutto, un elemento chiave: lo statuto speciale della nostra Regione, con le maggiori competenze e opportunit che ne derivano.
S all'ipotesi del passaggio, a patto che il percorso segua una traiettoria contraddistinta dal senso di responsabilit: non deve essere un'operazione contro il Veneto, ma un confronto tra territori e istituzioni che hanno rapporti e interessi comuni.
Il percorso deve partire dal dialogo con il Veneto e dalla volont dei cittadini".
Quanto ai consiglieri regionali leghisti, Simone Polesello non ha "una posizione preconcetta, favorevole o contraria.
Ritengo sia un tema che debba partire dall'ascolto dei territori coinvolti nell'ambito di un dialogo con il Veneto". Lucia Buna ha invece voluto "approfondire il tema con l'assessore alla Cooperazione interregionale della Regione Veneto, Marco Zecchinato.
Mi ha confermato l'istituzione di un tavolo di lavoro per il Veneto orientale per comprendere e sostenere le comunit di confine che guardano con interesse alle agevolazioni e ai contributi di cui godono i cittadini del Fvg. La volont del Veneto, dunque, non  quella di "lasciar partire" questi territori, ma di affrontare concretamente le disparit. Il confronto, comunque, va fatto nei consigli regionali".
I consiglieri di opposizione.
All'interno del Pd, c' apertura da parte del consigliere Andrea Carli, "Ben venga il "ritorno" dei Comuni del Veneto orientale nella nuova Provincia di Pordenone", dice, "ma solo se servir a incrementare il peso politico del Friuli occidentale.
Parlo di ritorno perch quel territorio  sempre stato omogeneo al Pordenonese.
Il tema riguarda una situazione storico-culturale ed economica.
Sotto quest'ultimo punto di vista sono evidenti i vantaggi che il Portogruarese avrebbe passando al Fvg, basta confrontare gli ultimi assestamenti di bilancio: 160 milioni di euro per il Veneto, 1,2 miliardi per la nostra Regione, che vanta un bilancio da circa 8 miliardi l'anno a fronte di un Pil di 44. Ma la nuova Provincia con l'inclusione di un territorio cos importante dovrebbe attrezzarsi e compattarsi per offrire servizi strategici efficaci, vedi raccolta rifiuti e gestione del servizio idrico.
I nuovi Comuni dovranno avere voce in capitolo e noi pordenonesi, grazie a loro, smettere di essere i "fratelli poveri" in regione, a livello politico".
Chiude, invece, Fausto Tomasello: "La proposta rilanciata da Fdi  l'ennesimo spot estivo privo di una reale visione programmatoria.
Cos si specula e si vendono facili illusioni per puro calcolo elettorale sul disagio dei cittadini e degli amministratori del Portogruarese". Il segretario provinciale del Pd giudica "sbagliato far credere che si possono risolvere squilibri territoriali complessi spostando un confine sulla carta geografica", spiegando che "questo significa ignorare l'impatto reale che un'operazione simile avrebbe sui nostri servizi locali, sulla nostra sanit e sul bilancio regionale.
Il Friuli occidentale sta gi affrontando forti criticit nell'erogazione dei servizi essenziali: aggiungere oltre 92 mila residenti e milioni di presenze turistiche senza un piano finanziario e strutturale solido rischia di far crollare la tenuta del sistema.
Il Pd di Pordenone chiede alla giunta Fedriga di fare chiarezza e di smettere di usare il territorio pordenonese come merce di scambio propagandistico".
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Alessandro Ciriani.
Le condizioni di Cabibbo.
"S a questa ipotesi.
a patto che segua.
un dialogo condiviso.
secondo la volont.
dei cittadini"
