Quale visione politica serve a Udine? La questione non riguarda le decisioni dei singoli assessorati, quanto la possibilit di ricondurre le diverse politiche a un progetto complessivo.
Ogni assessorato opera secondo competenze e priorit specifiche, necessarie al funzionamento dell'amministrazione.
Una visione d'insieme nasce dalla loro capacit di convergere verso obiettivi comuni.
Solo quando urbanistica, mobilit, cultura, sicurezza, sviluppo economico e politiche sociali diventano parti di un medesimo disegno possiamo parlare propriamente di una strategia per la citt.
Non si tratta, dunque, di scegliere tra interventi  pi verde, meno parcheggi, una diversa organizzazione degli spazi urbani  ma di definire l'orizzonte entro cui quelle scelte acquistano senso.
La domanda  pi generale: quale citt vogliamo che Udine diventi nei prossimi dieci o vent'anni? Quale ruolo dovr svolgere nel Friuli-Venezia Giulia e nel rapporto con l'Europa centrale? Quali trasformazioni economiche, tecnologiche e sociali dobbiamo prepararci ad affrontare?
E' una difficolt che riguarda oggi molte amministrazioni, chiamate a operare con risorse spesso limitate.
Le coalizioni politicamente eterogenee devono inoltre confrontarsi con sensibilit e priorit differenti.
Ci pu riguardare anche amministratori capaci e competenti, chiamati a ricondurre una pluralit di orientamenti politici entro una visione comune: la mediazione costituisce una virt della democrazia e permette di rappresentare interessi diversi; la sfida consiste nel trasformarla in una strategia di lungo periodo.
Occorre allora intendersi su che cosa significhi davvero "visione" e perch debba riguardare anche, e soprattutto, lo sviluppo economico del territorio.
Amministrare significa far funzionare la citt. Governare significa darle una direzione coerente d'insieme.
Una visione politica  un'idea di citt che si traduce in una strategia capace di integrare sviluppo economico, innovazione tecnologica, scuola, formazione, sicurezza, sanit, politiche sociali, ambiente e cultura.
Senza questo orizzonte, anche gli interventi pi condivisibili rischiano di rimanere episodi isolati.
Una citt non  la somma delle sue opere.
E' il disegno che le tiene insieme.
Per Udine la dimensione economica  particolarmente importante.
La citt e il suo territorio costituiscono uno dei principali motori economici del Friuli-Venezia Giulia, all'interno di un'area che dispone di una forte identit storica e culturale e che deve interrogarsi sulla propria collocazione strategica futura.
I dati economici confermano questa centralit. Il territorio corrispondente alla provincia di Udine genera circa 18 miliardi di euro di valore aggiunto.
Il Friuli-Venezia Giulia presenta inoltre una marcata specializzazione industriale: secondo elaborazioni dell'Ufficio Studi di Confindustria Udine su dati ISTAT ed Eurostat, nel 2024 l'industria genera il 23,5% del valore aggiunto regionale, contro il 19% della media italiana.
Su queste basi, e sapendo cogliere nuove opportunit, Udine pu costruire una st.
rategia che guardi oltre i confini comunali.
La sua posizione geografica, la presenza dell'Universit, il sistema produttivo, la vicinanza con l'Austria e la Slovenia, la cultura e la qualit del territorio costituiscono gli elementi di un progetto pi ampio: fare della citt uno degli snodi tra il Friuli e lo spazio mitteleuropeo, investendo nell'innovazione, nella qualit della vita e nella capacit di raccontare una nuova idea di citt.
Servir dunque un programma definito e condiviso, capace di chiarire fin dall'inizio l'idea di citt e di indicare alcune priorit verificabili nel tempo.
Uno dei principali centri economici della regione deve certamente amministrare bene l'ordinario, ma pu anche ambire a qualcosa di pi: dotarsi di una strategia di lungo periodo e costruire attorno ad essa un confronto pubblico.
E' da qui che potrebbe ripartire il dibattito sul futuro di Udine.
Filosofo.
Universit di Udine
