giuseppe beltrame.
Il reportage.
Quando la tegola cade a poco meno di due metri da noi,  accompagnata da parole esplicite di chi l'ha lanciata per colpirci: "Fatevi i ca... vostri". Siamo tra l'ex Macello comunale di Udine e l'ex Frigorifero del Friuli in via Sabbadini, a trenta metri dalla sede cittadina della Regione.
Qui da tempo alcuni cittadini segnalano la presenza di persone che alloggiano all'interno delle palazzine di grandi dimensioni dismesse e pericolanti, molte delle quali coinvolte nella compravendita di sostanze stupefacenti.
In loco, appunto.
Lo spaccio avviene anche alla luce del sole, "ma soprattutto la notte, accompagnato da grida e frequenti alterchi", confermano i cittadini.
Il luogo.
La memoria di molti torna al primo luglio, quando la maxi operazione antidroga dei carabinieri nell'area industriale dismessa dell'ex Safau port a 15 arresti.
L'area, estesa su 72.000 metri quadri, era presidiata da vedette giorno e notte e frequentata da clienti provenienti da tutta la regione. "Da quel giorno lo spaccio si  spostato in buona parte qui", sostengono numerosi abitanti della zona.
Qualcuno aggiunge che vi sia una divisone in citt, "vai in un posto o nell'altro sulla base del tipo di sostanza che cerchi", spiegano.
Basta lanciare una domanda nel bar di fronte all'ex Macello per scatenare la reazione dei condmini delle palazzine che sorgono tra la Regione e piazzale Cella, cuore pulsante del traffico cittadino. "Il Comune deve intervenire, ci sentiamo abbandonati a noi stessi", sono le parole pi soft che nella concitazione generale registriamo.
Lo spazio.
La zona interessata dall'occupazione abusiva sorge tra il parcheggio a pagamento da 106 posti situato alla destra dell'ex Macello e un cantiere, dove sono in corso lavori di costruzione.
Al centro, quindi, di una delle aree a maggiore densit abitativa di tutto il territorio comunale.
Vi si accede attraverso un passaggio nella recinzione di facile entrata, a pochi metri dal termine degli stalli del posteggio e attraverso cui passano "anche le biciclette di alcuni "visitatori"". Al di l ci si trova in un'area degradata e popolata da figure sfuggenti, che alla nostra vista si rifugiano tra le mura delle strutture dismesse.
Intorno ci sono sacchi della spazzatura ammonticchiati al fianco di pile di lamiere arrugginite, per terra rimasugli di cibarie, succhi di frutta, vetri, sedie abbandonate negli spazi verdi e spazzatura disseminata ovunque.
La natura, dove pu, si  riconquistata i suoi spazi, le piante corrono sui muri e i tetti sembrano poter crollare da un momento all'altro.
I pareri.
"Ci vive almeno una decina di persone", ci confermano i cittadini, che li conoscono volto per volto.
A tratti si vede sbucare da un vetro rotto di una finestra o in fondo a un viale una testa, che si rintana poi subito all'interno.
Intorno  tutto un vociare lontano tra le mura, poi all'improvviso dall'alto dell'ex Frigorifero arriva la tegola.
Un lancio teso, ben calibrato, accompagnato dalle urla di chi non vuole farsi vedere.
Alziamo lo sguardo e li scorgiamo, sono in due, un uomo e una donna, lui pi in alto sul tetto e lei in quello che un tempo doveva essere il secondo piano.
Corrono tra i moncherini di cornicioni e tetti, da cui pendono ferraglie e strutture di rinforzo del cemento armato.
Gli alloggi di fortuna in cui vivono probabilmente si trovano a poca distanza tra lamiere e calcinacci.
Proseguendo in avanti e costeggiando le strutture diroccate si arriva fino all'alto muro che separa l'area dell'ex Macello da via della Roggia, parallela di via Sabbadini.
Non si vedono per negli spazi aperti resti di fuochi accesi, n raccogliamo lamentele per l'odore di fumo da parte di chi risiede tutt'intorno. "Vivono all'interno giorno e notte, a quel che sembra hanno sbloccato anche il contatore dell'acqua perch si fanno le docce", concludono i nostri interlocutori, "probabilmente le dosi che vendono sono disseminate in giro e nascoste negli anfratti delle strutture".
&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
A sinistra, in alto l'ex Macello.
e, in basso, il palazzo che affaccia su via Sabbadini.
A destra, un uomo nell'area.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
