LO SCENARIO.
ROMA Da "il mercato lo faccio io", alla presa di coscenza di non averlo fatto tutto, "ci manca qualcosa". E quel qualcosa, si sa,  l'esterno sinistro "fisico", che tanto Gasp ha cercato e desiderato, da un anno ormai.
Tony D'Amico non si presenta nella sala stampa di Trigoria da dominatore assoluto, non pensa a vendere fumo o prendersi meriti che ha, o a nascondere quelli che non ha.
E' onesto, chiaro, di poche parole.
Ma fa capire come il mercato della Roma sia cambiato in corsa ("questioni legate ai paletti del Ffp"), come certe trattative non si sono chiuse subito perch nel frattempo se ne portavano a casa altre.
Il mercato  fatto di attimi e gennaio c' la fase di riparazione.
Kon non  partito solo perch "non sono arrivate offerte, ma su di lui  stato fatto solo un sondaggio e Gasp non ha minacciato le dimissioni, non ha dato l'aut aut".
LA VECCHIA GUARDIA.
E un sondaggio a fine mercato  meglio che resti tale per non cadere in tentazioni: assecondare la partenza di Kon avrebbe messo a posto i bilanci ma non l'equilibrio della squadra e quello mentale di Gasperini.
Quindi alla fine, va bene cos. "Ci sono stati solo contatti informativi, nulla di ufficiale.
Ho letto che ci sarebbe stato un aut aut del mister,  una ricostruzione completamente fantasiosa.
Dissi prima della Fiorentina che sarebbe stato improbabile una cessione a una settimana dalla fine del mercato e cos  stato.
Di sondaggi se ne fanno tanti, anche noi, non vuol dire rifiutare.
E' stato immaginato qualcosa che non  successo". Tony sostiene che i suoi migliori acquisti siano stati i confermati della vecchia guardia, sui cui altri (Massara-Ranieri) avevano idee diverse: Pellegrini, Dybala, Mancini e Cristante.
Nell'elenco c'era pure Celik che poi, "ad accordo trovato, ha scelto la Juve", le parole del ds. Capita.
Poi  arrivato Molina, "che abbiamo chiuso mentre stavamo trattando Summerville e Castro". Quindi, ok per i due argentini, per l'olandese  stato perso l'attimo.
Attimo che non bastava per Leweling, "avevamo l'accordo con il calciatore e con lo Stoccarda, ma poi lui stesso ha avuto un ripensamento". Che la Roma ha incassato senza pi reagire.
Time scaduto.
D'Amico racconta di un gruppo di lavoro unito, di scelte condivise.
Non accetta che gli vengano ricordate certe intromissioni nelle principali trattative da parte di uomini di fiducia del tecnico. "Se cos fosse non sarei qui: il mercato lo faccio.
Chieder se  veramente cos, vorr dire che mi dovr togliere questo dubbio (lo dice con un briciolo di ironia, ndr). C' una propriet, una direzione sportiva e un allenatore.
In corsa  arrivato il Ceo e c' grande condivisione nelle uscite e nelle entrate.
Si  sempre usciti uniti in ogni decisione".
ASPETTANDO GENNAIO.
Poi, il racconto concitato degli ultimi giorni di mercato. "Avevamo individuato due-tre profili per noi giusti, quelli che erano i giocatori che pensavamo potessero sostenere il gruppo attuale.
Non siamo riusciti a chiudere le operazioni per vari motivi.
L'ultima, quella di Leweling, era praticamente chiusa, anche con il giocatore che ha avuto un ripensamento e poi ci siamo fermati.
C'erano altri giocatori, pronti per arrivare, ma non ci soddisfacevano.
Luiz Henrique? C'erano problemi bancari che non siamo riusciti a risolvere.
Comunque siamo uniti nelle idee, valuteremo a gennaio, oppure nel mercato degli svincolati". Che non  un granch. L'obiettivo  costruire una Roma che possa restare stabilmente in Champions. "Questa opportunit me l'hanno regalata i ragazzi e Gasperini, ma la squadra che  arrivata terza non  la mia.
Spero di averne fatto una che possa ambire allo stesso traguardo.
Abbiamo investito su ragazzi giovani, di prospettiva, abbiamo inserito giocatori di spessore, come De Roon e Balerdi, abbiamo avuto l'opportunit di fare un mercato di ringiovanimento, di prospettiva, di allargare quel gruppo storico che dicevo prima e di abbassare il monte ingaggi del quindici per cento.
Per la nostra idea di calcio fa la differenza.
I ragazzi giovani devono essere sostenuti da un gruppo di uomini forti come quello che abbiamo.
Non ci poniamo obiettivi su come raggiungere l'Inter, la Roma far la Roma e cercher di competere in tutte le competizioni.
Sar difficile ma stimolante per tutti".
Alessandro Angeloni.
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