IL COLLOQUIO.
dalla nostra inviata.
VENEZIA.
Nel Grande Giaffa, il film di Marco Santi che apre oggi la Settimana della Critica di Venezia, Barbara Chichiarelli ha un ruolo importante, in un film che lei stessa definisce addirittura "geniale". Storia di Giacomo Falta (Edoardo Pesce), un uomo ignorato da tutti, incapace di trovare il proprio posto nel mondo, " una parodia che fa il verso a un mondo, quello del teatro, che si prende molto sul serio.
E che denuncia come oggi la percezione del talento sia spesso frutto dell'allucinazione collettiva dei social. Da cui io mi tengo lontana". Il passaggio di Chichiarelli a Venezia, che segue quello al Festival di Locarno con Alberi erranti di Salvatore Mereu, annuncia un momento d'oro per l'attrice romana, che nella prossima stagione sar protagonista di quattro film per il cinema e torner nella serie Sky con Luca Argentero Avvocato Ligas (di cui all'inizio di novembre girer la seconda e terza stagione).
ADDETTI AI LAVORI.
"A cosa devo questo momento? Certo non al successo di M - Il figlio del secolo (la serie Sky dal romanzo di Scurati su Mussolini, ndr), il cui gradimento  stato purtroppo relegato agli addetti ai lavori.
Non ha avuto la visibilit che speravamo, per una serie di questioni anche politiche e per la complessit della serie.
Il momento fortunato  dovuto, credo, al lavoro.
E al mio carattere, al rispetto che nutro per i miei colleghi". Per ora, dice, "mi sento soddisfatta di quello che ho ottenuto, anche se vivo sempre e comunque con la sindrome dell'impostore".
IL PROGETTO.
E annuncia un nuovo progetto: "Il mio primo film da regista". Il film, spiega, si chiamer Best Before: alla sceneggiatura c' Anita Rivaroli (gi autroice del copione di Gloria!) e la storia "sar in parte autobiografica.
E' la fotografia di una donna italiana di 40 anni, atipica, che non ha intrapreso il percorso stabilito di moglie e madre.
E si comincia a fare due-tre domande su se stessa, confrontandosi con i limiti del carico emotivo che ti mette addosso la societ". Il titolo Best Before, spiega, "allude alla data di scadenza, che tutte noi sentiamo di avere". Non reciter, "sto valutando alcune colleghe e amiche", e certamente "non sar un film patetico sulle "pore donne che piangono" con Tracy Chapman sullo sfondo.
Poche donne in concorso a Venezia? Diciamo che non mancano le persone, n le idee, n le capacit. Ma purtroppo fatichiamo a imporci".
Ilaria Ravarino.
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