L'arsenale della Russia non si misura soltanto conteggiando missili e carri armati.
E' fatto anche di droni, hacker, sabotatori, navi, segnali radio, propaganda e agenti reclutati sul web e persino insospettabili pacchi recapitati a domicilio.
E' la guerra che non ha una trincea ben definita e armi che ancora devono essere testate e sperimentate su un campo che per non  quello di una battaglia convenzionale.
Il drone trovato a Lipsia, caricato di esplosivo,  l'ultimo esempio di un'escalation fatta di molti imprevisti: Berlino lo ha attribuito a un'operazione russa e lo considera parte della campagna ibrida di Mosca.
Ma prima dei droni in Europa sono arrivati i pacchi incendiari, con ordigni preparati per prendere fuoco durante il trasporto.
Eurojust ha ricostruito una rete di sospetti e l'impiego di esecutori reclutati online.
E' la prima arma: persone comuni trasformate in sabotatori per una sola missione.
Non sono spie o militari, ma persone pagate per una singola missione.
Il reclutamento passa dai social e dai servizi di messaggistica e il compenso  di poche migliaia di euro.
Un sistema, gi monitorato da Eurojust, che tiene gli organizzatori a distanza e rende pi difficile attribuire l'operazione a Mosca.
In pi ci sono gli incendi e i danneggiamenti, gi comparsi in diversi Paesi europei e spesso diretti contro aziende, trasporti e infrastrutture legate all'Ucraina.
La seconda arma  il cyberattacco.
DALLE RETI AL GPS.
L'Ue ha accusato il sedicesimo Centro del Fsb di controllare gruppi informatici impegnati contro reti governative e infrastrutture critiche europee.
Il bersaglio  sempre diverso e pu essere talvolta un ministero o un aeroporto, ma anche una rete energetica, la rete ferroviaria o un'industria.
La terza arma  la guerra elettronica.
Il disturbo e lo spoofing dei segnali Gps sono gi stati documentati soprattutto nel Baltico, con conseguenze anche sul traffico civile.
La quarta  quella che si estende via mare, dove i controlli sono ancora pi complicati: cavi per internet, energia e comunicazioni sono infrastrutture esposte e difficili da sorvegliare.
La Nato ha creato Baltic Sentry proprio per aumentare la protezione nel Baltico.
Ma qui comincia la parte meno visibile dell'arsenale russo, cio quella delle capacit potenziali.
I generali che studiano questa nuova forma di guerra considerano possibile un uso pi sistematico di droni navali, mezzi subacquei e navi della cosiddetta flotta ombra per sorvegliare o avvicinarsi alle infrastrutture.
Il problema  che un'operazione del genere potrebbe essere condotta senza ricorrere a una nave militare.
L'altro terreno, se cos si pu dire,  quello dello Spazio: satelliti e sistemi di comunicazione possono essere osservati, disturbati o attaccati e su questo Mosca ha sviluppato grandi capacit che testa continuamente.
Poi c' l'informazione, un'arma gi utilizzata su larga scala.
L'obiettivo non  soltanto diffondere notizie false, ma condizionare elezioni, alimentare divisioni e indebolire il sostegno all'Ucraina.
Il punto non  che Mosca stia per usare tutte queste armi insieme.
E' che dispone di strumenti sempre diversi e pu scegliere di volta in volta quello pi difficile da attribuire e meno costoso da impiegare.
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