LO SCENARIO.
Quanto accaduto ad agosto a Lipsia non  solo un affare tra Germania e Russia.
L'attacco ibrido all'aeroporto per cui Berlino ha accusato Mosca segna un passaggio fondamentale anche nei rapporti tra il Cremlino e l'Unione europea.
E ieri la stessa Ursula von der Leyen, in conferenza stampa con il segretario generale della Nato Mark Rutte, ha messo in chiaro quale sia la posizione di Bruxelles. "Lipsia segna una nuova escalation sul territorio dell'Ue", ha detto la presidente della Commissione, e "gli europei si trovano di fronte alla dura verit che questa  la nuova normalit". Una normalit fatta di una guerra che si combatte in Ucraina, di una tensione ormai endemica, di sospetti, di un pericolo che riguarda tutto il Vecchio Continente (ieri sera la polizia danese ha rivelato di aver sventato sabotaggi russi contro alcune aziende del Paese). E von der Leyen ha lanciato un monito a tutti i 27 Stati membri: "Dobbiamo essere pronti a rispondere meglio e pi rapidamente all'irresponsabilit della Russia".
L'ALLERTA.
L'escalation, a questo punto,  evidente.
Vladimir Putin, dopo le accuse tedesche e la decisione del governo di chiudere il centro "Casa Russia" a Berlino e il consolato russo a Bonn, ha definito le mosse del cancelliere Friedrich Merz "un grave errore". Il ministero degli Esteri russo ha convocato l'incaricato d'affari tedesco a Mosca, Bernd Finke.
Il viceministro degli Esteri, Alexander Grushko, ha tenuto a precisare che sul tavolo non vi sarebbe la rottura delle relazioni tra i due Paesi.
Ma l'ex presidente Dmitry Medvedev, oltre a definire la politica tedesca "neonazista" e "russofoba", ha detto che la Germania meriterebbe "un attacco diretto" contro tutte le fabbriche che producono materiale bellico per l'Ucraina insieme ad "altri luoghi a Berlino".
La tensione  alta e lo ha confermato anche la presa di posizione di Rutte. "Se la Russia pensa che noi saremo spaventati dalle minacce o se smetteremo di aiutare l'Ucraina, si sbaglia" ha detto il segretario generale della Nato, sottolineando come l'Alleanza stia lavorando per migliorare la prontezza delle sue forze armate di fronte a tutte le minacce.
L'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato militare della Nato, sul social X ha evidenziato che "Lipsia non  un caso isolato e distogliere lo sguardo non fa altro che premiare l'aggressore". Proprio in queste ore, sempre in Germania, si indaga su altri attacchi a due infrastrutture elettriche: una nel Brandeburgo e una a Colonia.
E su questo secondo episodio, le autorit locali hanno parlato di un sabotaggio ad opera di movimenti di estrema sinistra o di uno Stato terzo.
Mentre le indagini su Lipsia hanno aperto altri capitoli di questo intricato "affaire".
Ieri i media tedeschi hanno riferito che sono stati identificati due sospetti per i droni ritrovati nello scalo: un russo con passaporto lettone e un bielorusso con passaporto russo.
E quest'ultimo sarebbe entrato nell'area Schengen grazie a un visto italiano ottenuto a Minsk. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato una verifica per capire come sia stato rilasciato quel documento.
Dalla Germania hanno detto che il bielorusso non sarebbe in ogni caso passato attraverso il territorio italiano.
Ma intanto, all'interno dell'Ue, si  aperto il dibattito sulla necessit di un ulteriore giro di vite nel rilascio dei visti.
La richiesta di una stretta per i cittadini bielorussi e russi  da tempo in cima all'agenda dei Paesi baltici e della Polonia.
Ieri,  intervenuta anche l'Alta rappresentante Kaja Kallas, che ha detto che la notizia, qualora accertata, "dimostrerebbe molto chiaramente che i visti sono uno strumento utilizzato da coloro che cercano di danneggiare l'Ue".
LA COMPATTEZZA.
Dalla riunione informale dei ministri degli Esteri Ue di Wicklow in Irlanda, sia Kallas che i rappresentanti degli Stati membri hanno concordato sulla necessit di mostrarsi compatti di fronte alle nuove tensioni con la Russia.
Bruxelles sta predisponendo un nuovo pacchetto di sanzioni che vedr arrivare fino a 1.600 il numero di persone ed entit sottoposte a sanzioni.
Proprio sul loro rinnovo, Kallas si  rivolta ai governi europei con un avvertimento: "Vedendo questi attacchi ibridi in tutta Europa, penso che possano dare una svegliata ai Paesi che forse non si sono dimostrati cos determinati". Mentre sul sostegno a Kiev, Bruxelles ha confermato l'impegno per uno scudo antimissile europeo e la richiesta ucraina di una nuova tranche di aiuti per coprire le spese per la difesa, a partire da quelli che serviranno per acquistare gli intercettori per i Patriot.
Lorenzo Vita.
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