Complice la furia dei venti sbuffati dalla dimora del dio Eolo, l'arcipelago delle Eolie (isoleeolie.me.it) si rivela come un laboratorio maestoso del vulcanismo dove la cucina geologica del Mediterraneo  ancora pienamente accesa.
Terre roventi nate nel corso di milioni di anni tra eruzioni e imponenti colate di lava riempiono il mar Tirreno di meraviglia.
I fornelli piramidali di questa terra mostrano volti differenti e unici.
A Stromboli si manifestano le spettacolari esplosioni di lapilli e colate laviche che scivolano lungo la Sciara del Fuoco, mentre a Vulcano la forza tace lasciando il posto a solfatare, fumarole di zolfo e pozze termali.
I TESORI.
Ma tra tutte le gemme emerse dai flutti,  Lipari (visitlipari.com) a ergersi come il cuore pulsante e la porta d'accesso di ogni rotta.
Qui gli ultimi boati si sono estinti intorno al settecento dopo Cristo quando fu vomitata la colata ossidianica delle Rocche Rosse.
Sanno di mito antico queste baie, toccate dall'ecista Liparo e dal re dei venti, dove approd persino Ulisse per raccogliere l'otre di tempeste prima di rimettersi sulla rotta verso casa.
Al mito si intreccia la memoria di un passato millenario, segnato dalla fondazione dell'acropoli di Lipara nel 580 avanti Cristo da parte dei greci di Rodi e Cnido, prima dell'arrivo di cartaginesi, romani, normanni, pirati turchi e spagnoli.
Il centro abitato  un compendio vivente di questa stratificazione.
Il cuore dell'isola batte forte sulla maestosa rupe del Castello, un'acropoli fortificata a picco sul mare dove sorge la solenne Cattedrale di San Bartolomeo affiancata dall'incantevole chiostro Normanno, con i suoi capitelli scolpiti e le colonne antiche.
Scendendo dalla rupe ci si perde tra i ghirigori barocchi della chiesa di Santa Maria delle Grazie e tra i vicoli animati punteggiati da botteghe artigiane e vivaci negozi di souvenir che profumano di capperi, arancini e malvasia.
Il passeggio conduce poi al salotto marinaresco di Marina Corta, con la chiesetta delle Anime del Purgatorio adagiata direttamente sull'acqua e i gozzi dei pescatori dondolati dal mare.
IL SET.
Questo patrimonio immenso, ha saputo incantare negli anni lo sguardo dei maestri del cinema mondiale.
L'isola  stata infatti eletta a set naturale da diversi registi.
Impossibile non pensare al capolavoro Kaos dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani con lo struggente colloquio con la madre tra le cave di pomice e Porticello, o alle scorrazzate in vespa di Nanni Moretti in Caro diario tra i vicoli e il mare.
Fino all'attuale Odissea diretta da Christopher Nolan che ha individuato nella baia di Praia di Vinci, di fronte ai monumentali faraglioni di Pietra Lunga e Pietra Menalda, lo scenario ideale per collocare le insidie mitiche di Scilla e Cariddi e il canto seducente delle Sirene.
LE MEMORIE.
Oltre al cinema quest'isola ha ispirato grandi pagine di letteratura.
Se Alexandre Dumas ne descriveva l'incanto selvaggio gi nell'ottocento, durante il ventennio fascista Lipari divenne amara terra di confino politico per intellettuali come Emilio Lussu, Carlo Rosselli e Curzio Malaparte.
Proprio Malaparte, camminando isolato, seppe trasformare la reclusione in contemplazione appuntando che in questo scoglio vi era "tanto mare e tanto cielo", una sintesi folgorante che racchiude l'essenza di un luogo senza confini.
Lipari resta una meta viva dove la memoria degli uomini e la forza primordiale degli abissi convivono guidando il viaggiatore dentro una luce indelebile.
Carlos Solito.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
