L'INDAGINE.
Quarantuno colpi.
Quaranta sparati contro le persone rimaste al rave, uno contro un'auto che cercava di allontanarsi.
Maria Spinelli, 22 anni, abruzzese era ancora vicino all'ippodromo di Schachen, nel comune di Aaru in Svizzera, quando qualcuno ha cominciato a gridare di mettersi a terra.
Kilian Wanner, 18 anni, ha indicato alla ragazza uno spazio dietro alcuni frigoriferi: "Le ripetevo: nasconditi l". Pochi istanti dopo Maria  stata colpita, "Abbiamo cercato di fermare il sangue e di rianimarla.
E' morta tra le mie braccia". Ieri la polizia cantonale di Argovia ha ricostruito per la prima volta la sequenza della sparatoria che domenica scorsa ha ucciso la 22enne italiana e ferito altre sei persone.
E ha dato finalmente un nome a quello che  accaduto: una "sparatoria di massa", compiuta da un solo uomo contro vittime che, secondo gli elementi raccolti finora, sarebbero state scelte a caso.
Quindi nessun attentato, nessuna matrice religiosa, ideologica o estremista come si pensava inizalmente.
LA SICUREZZA.
Resta per aperto il nodo della sicurezza: come  stato possibile sparare decine di colpi a pochi metri da un grande evento musicale? Alla festa avevano partecipato circa tremila persone e, quando  iniziata la sparatoria, intorno alle 2. 30 del mattino, nell'area ne erano rimaste poco pi di cento.
Gli organizzatori assicurano che agli ingressi sono stati effettuati body check oltre al controllo delle borse, ma il killer avrebbe aperto il fuoco dall'esterno del perimetro.
Lo stesso organizzatore Olivier Grein ha ammesso che solo una presenza consistente delle forze dell'ordine attorno all'evento avrebbe potuto fronteggiare un attacco di questo tipo.
Una questione che apre inevitabilmente il confronto con i dispositivi di sicurezza previsti in altri Paesi, Italia compresa, per manifestazioni con migliaia di partecipanti.
IL KILLER.
Intanto si  potuto delineare l'identikit del presunto assassino: ha 43 anni,  svizzero e vive nel cantone del Giura, nel nord-ovest del Paese.
Con il comune di Aarau non aveva alcun legame.
Perch quella notte abbia deciso di raggiungere Schachen armato resta ancora senza risposta per gli inquirenti.
L'uomo  arrivato in auto, ha percorso l'ultimo tratto a piedi e ha aperto il fuoco sulle persone rimaste nei pressi del rave: quaranta colpi in rapida successione.
Uno ha raggiunto Maria Spinelli nella parte superiore del corpo, lesionando organi vitali.
Poi  tornato verso il parcheggio,  risalito in macchina ed  fuggito verso il Giura.
A tradirlo  stata proprio l'auto: un testimone l'aveva notata e segnalata alla polizia.
Gli investigatori l'hanno cercata tra un centinaio di veicoli compatibili con la descrizione, fino a individuarla attraverso le telecamere.
Mentre gli agenti di Argovia erano gi arrivati nel Giura per cercarlo, il 43enne si  presentato alla polizia cantonale di Delmont. Si  costituito e ha confessato di essere l'autore della sparatoria.
Gli inquirenti ritengono ormai "con quasi assoluta certezza" che abbia agito da solo.
Nella sua auto sono state sequestrate una pistola e due fucili d'assalto AK-74, armi registrate a suo nome e acquistate legalmente circa vent'anni fa.
Aveva prestato servizio nell'esercito svizzero fino al 2013 (restituendo l'arma d'ordinanza) e non era noto alla polizia, se non per alcune infrazioni stradali.
Resta invece senza risposta il movente.
L'uomo ha riferito di soffrire di problemi di salute e ha parlato di disturbi psichici, sui quali per la Procura non ha ancora informazioni confermate.
Ed  proprio su questo punto che si concentrano gli interrogativi della famiglia di Maria.
LA FAMIGLIA.
L'avvocato Bruno Gallo, che assiste il padre, chiede di non liquidare la strage come un gesto di "follia omicida", che "non pu esaurire ogni interrogativo n sostituire un accertamento puntuale". Pi cauta Antonella Crudeli, legale della madre: ribadisce la "massima fiducia nell'autorit inquirente svizzera", ma considera "prematura" qualsiasi conclusione prima di poter esaminare gli atti dell'indagine.
La mamma di Maria, spiega, vuole anche "vedere in faccia" l'uomo che ha ucciso sua figlia, ma ora  concentrata soprattutto sul ritorno della figlia in Italia.
La Procura ha infatti rilasciato la salma della 22enne alla famiglia per la sepoltura.
Restano gli ultimi adempimenti burocratici e consolari ma il rimpatrio  previsto nei prossimi giorni.
Intanto gli amici di Maria hanno aperto una raccolta fondi su GoFundMe per aiutare la famiglia: sono gi stati raccolti oltre 8mila franchi, verso l'obiettivo di 12mila.
Laura Pace.
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