L'INCHIESTA.
TORINO La Procura di Torino far ricorso contro la decisione del gip che ha rimesso in libert un 42enne bengalese che ha palpeggiato pi volte una ragazzina di 13 anni nel negozio dove lavorava.
L'uomo era stato arrestato dalla polizia, ma dopo due giorni  uscito con il solo obbligo di firma.
Dai filmati del negozio si vede anche che appena quaranta minuti prima lo stesso uomo aveva palpeggiato un'altra donna.
Intanto, nel minimarket di via Breglio a Torino, dove lo scorso weekend  avvenuta la violenza sessuale, la saracinesca  abbassata.
Il titolare del minimarket, e di altri due in citt,  all'estero.
La scritta, fatta con la vernice verde,  comparsa nelle scorse ore: "Pedofilo infame" si legge.
E accanto l'aggiunta "in mano al popolo", come una minaccia nei confronti del responsabile.
Il titolare, estraneo a ogni accusa, aveva gi deciso di tenere chiuso: anche in sua assenza per sono iniziati tutta una serie di accertamenti da parte della polizia amministrativa, che sta verificando eventuali irregolarit in tutti e tre i punti vendita (a partire da quello dov' avvenuta la violenza sessuale). Le verifiche sono di natura tecnica e amministrativa e riguardano la gestione del locale, le modalit di vendita degli alcolici, il rispetto degli orari.
Luned e marted i controlli sono andati avanti senza necessit di dover chiudere.
Poi  emerso un problema di mancato pagamento dell'energia elettrica.
E cos sono stati gli agenti a dire di tirar gi le serrande.
Il prefetto, Donato Cafagna, sta attendendo gli esiti dei controlli, coordinati dal questore Massimo Gambino.
Poi valuter se infliggere sanzioni o chiudere il locale per un tempo pi lungo come prevede la normativa.
Resta comunque alta l'attenzione sul caso.
A breve arriveranno i primi riscontri: il ministro Carlo Nordio ha inviato degli ispettori del ministero della Giustizia per fare luce sulla vicenda e si sta procedendo all'acquisizione di pratiche e documentazione necessari a fare chiarezza.
Anche la premier Giorgia Meloni ha condiviso sui social il suo stupore per la liberazione dell'indagato.
E ancora, il vice premier Matteo Salvini ha tuonato chiedendo la castrazione chimica.
LE REAZIONI.
Intanto la procura ha deciso di impugnare la decisione del gip di scarcerare il commesso per la mancanza del pericolo di fuga, senza neanche convalidare il fermo.
I pm faranno appello al tribunale del riesame per chiedere la custodia cautelare in carcere: "C' il pericolo di fuga e di reiterazione del reato". Sul caso  intervenuto anche il presidente dell'Anm, Giuseppe Tango: "Un magistrato, il sostituto procuratore di Torino, davanti a un'odiosa violenza sessuale, ovvero il palpeggiamento di una ragazzina di 13 anni, ha chiesto il carcere per un uomo accusato di aver commesso il fatto.
Un altro magistrato, il giudice per le indagini preliminari, ha disposto invece un'altra misura cautelare, ovvero l'obbligo di firma.
Un provvedimento che ovviamente si pu criticare, ma soprattutto si pu contestare secondo quanto previsto dalle stesse regole procedurali, ricorrendo al Riesame ed eventualmente in Cassazione". Non si tratta, dice infatti il presidente dell'Anm, di una decisione definitiva: "Non  neanche una sentenza, oltre a non essere n una condanna n un'assoluzione.
Davanti a questo quadro sono stati diversi gli attacchi scomposti da parte di autorevoli esponenti del governo, che sono andati oltre la critica.
Riteniamo non ortodosso l'invio degli ispettori che non hanno il compito di valutare il merito dei singoli procedimenti".
L'invio degli ispettori da parte del ministro Nordio , invece, "una risposta a una evidente esigenza di verifica" secondo la ministra per la Famiglia, la Natalit e le Pari Opportunit, Eugenia Roccella.
Che spiega: "Di fronte alla violenza sentiamo sempre dire che ognuno deve fare la propria parte, che le leggi non bastano, che c' bisogno di consapevolezza.
Siamo totalmente d'accordo.
Perch le leggi devono essere applicate e la consapevolezza deve tradursi in valutazione del rischio.
Quando di mezzo ci sono minori, poi un sistema fondato sulle garanzie  chiamato a tutelare anche e soprattutto la parte pi debole".
Erica Di Blasi.
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