LE BANCHE CENTRALI.
ROMA Le incertezze globali rendono necessario definire una soluzione europea di garanzia sui depositi. "Non sappiamo da dove arriveranno i prossimi shock", ha spiegato la responsabile della vigilanza della Banca centrale europea, Claudia Buch convinta che occorra far s che ci sia "pi rischio condiviso" tra le frontiere dell'area euro.
Finora le esposizioni delle banche al debito pubblico e la mole dei crediti deteriorati avevano spinto i Paesi frugali, su tutti la Germania, a frenare rispetto a un sistema condiviso di garanzia dei depositi. "I non performing loan della banche sono stati ridotti e questo  uno degli elementi chiave per il nesso banche-sovrano: sono stati compiuti molti progressi su questo fronte e non stiamo pi parlando degli asset' del passato delle banche o dei bilanci delle banche", ha aggiunto ancora Buch.
Per la numero uno della vigilanza dell'Eurotower non  invece il momento di indebolire i requisiti di capitale per gli istituti del Vecchio Continente.
Soluzione che, ha spiegato, non sarebbe di stimolo ai prestiti e alla crescita: "Le banche ben capitalizzate sono necessarie per finanziare l'economia e assumersi dei rischi.
In un contesto incerto, il coefficiente di leva finanziaria e il livello minimo di produzione fungono da salvaguardie contro la sottovalutazione dei rischi - ha spiegato Buch -  improbabile che un allentamento degli standard, nella speranza di liberare capitale, stimoli i prestiti e la crescita".
Al contrario, ha aggiunto ancora l'esponente della Bce, occorre rimuovere le barriere tra i Paesi che ostacolano l'attivit bancaria transfrontaliera.
Una riduzione di tali ostacoli "potrebbe facilitare la creazione di rapporti di prestito transfrontalieri e, in ultima analisi, generare una crescita maggiore".
LA POLITICA MONETARIA.
I riflettori, intanto, sono puntati sulle decisioni che Francoforte prender il prossimo 10 settembre in tema di tassi di interesse.
Intervistato dal quotidiano francese Le Monde, il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, ha ricordato l'orientamento dei mercati, che attualmente prezzano al 95% un rialzo: "Direi che hanno una buona comprensione di come noi probabilmente risponderemo", ha chiosato Nagel, senza tuttavia sbilanciarsi sulle mosse future.
Gli analisti di Schroders prevedono che il Consiglio direttivo effettui aumenti dei tassi di 25 punti base a settembre e dicembre, portando il tasso sui depositi al 2,75%. "Costi di finanziamento pi elevati e condizioni finanziarie pi rigide producono effetti con un certo ritardo - aggiungono - ci significa che il principale freno alla domanda dovrebbe emergere nel corso del 2027, anzich nell'immediato". Come ricorda Invesco, il dato sull'inflazione sar "un input importante". E ad agosto il dato dell'Eurozona  balzato al 3,3%, lontano dall'obiettivo del 2%, bussola delle decisioni di Francoforte.
A. Pi.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
