L'EVENTO.
VENEZIA.
Migliaia di fan assiepati lungo il red carpet, il solito bagno di folla che non finisce mai tra selfie e autografi, l'inseparabile moglie Amal con un abito nero da sirena e gli occhi lucidi dalla commozione, la complicit con i fotografi che ha portato il bel George a sedersi e scherzare in mezzo a loro: a Venezia suona il Clooney-Day e la Mostra si  aperta con la consegna del Leone d'oro alla carriera nelle mani dell'attore.
Che ha esordito all'insegna della consueta ironia: "Quando ricevi un riconoscimento come questo", ha detto, "ti vengono in mente solo due cose.
La prima  "che onore" e la seconda "forse sanno qualcosa che io non so, magari ne hanno parlato con i miei medici?"".
Ecco a voi Clooney, amico della Mostra dal lontano 1998, la star due volte premio Oscar "che ha fatto dell'umanit il tratto distintivo del suo mestiere e della sua vita", ha detto nella laudatio la collega e amica Laura Dern. Clooney, "il miglior amico e il miglior collega che possa capitarti, anche se come ballerino  pessimo ma ci ricorda che fare film  un privilegio". Clooney la star che non si comporta mai come tale e che in questa 83ma edizione della Mostra riscatta alla grande l'assenza di Hollywood. "Faccio l'attore da 45 anni, avevo iniziato solo per pagare l'affitto e non dover tornare nel Kentucky a tagliare il tabacco", ha detto George, 65 anni e non sentirli, "e con il tempo cominci a capire che non si arriva da nessuna parte da soli.
Nessuno ride, nessuno piange in una lingua diversa.
L'amore appare simile in ogni lingua, il che rende difficile credere che siamo cos diversi come ci viene costantemente ripetuto.
Oggi chi detiene il potere ci dice di temerci l'un l'altro, ma noi sappiamo bene che non  cos, la storia ci insegna qualcosa.
Le prime persone che gli autoritari cercano di mettere a tacere non sono i politici.
Sono i giornalisti che fanno domande.
Sono gli artisti che rifiutano le risposte semplici.
Sono i registi, gli scrittori, gli attori e i musicisti.
Le storie sono sempre pericolose per chi spaccia paura.
E quelli che temono libri, musica e storie non sono mai gli eroi della situazione.
L'arte non ferma le guerre, ma  un antidoto contro la paura".
GLI APPLAUSI.
Scrosciano gli applausi, parte la standing ovation dalla platea in cui spiccano il ministro Alessandro Giuli con pochette rossa e verde, accolto al Lido dal presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco (che proprio ieri ha compiuto 63 anni), la sottosegretaria Lucia Borgonzoni, il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, le autorit locali.
Da Parigi sono venuti Thierry Frmaux e Iris Knobloch, i capi del festival di Cannes, dalla Cina  sbarcato Marco Muller e da Roma capitale del cinema si  riversato al Lido un piccolo esercito di esponenti dell'industria (Tilde Corsi, Paolo Del Brocco, Guendalina Ponti, Adriana Chiesa De Palma, Massimo Proietti...). Ci sono anche Amos Gitai, la Miss Italia in carica Katia Buchicchio, Bianca Balti, Jonathan Bailey di Bridgerton, incoronato l'anno scorso da People l'uomo pi sexy del mondo.
Sul palco superano la prova i co-conduttori Greta Scarano, in Armani di velluto color prugna e molto spigliata, e Nicolas Maupas romantico ed emozionatissimo in smoking. Li ritroveremo la sera della chiusura, il 12 settembre.
A dichiarare aperto il festival, prima che inizi la proiezione di Ink di Danny Boyle dedicato all'ascesa editoriale di Rupert Murdoch,  la presidente della Giuria Maggie Gyllenhaal che dice tra gli applausi: "Come possiamo stare qui a parlare di film mentre tante persone si domandano: "quando mi faranno saltare in aria?". Per me la nostra presenza ha a che fare con l'empatia che va allenata con i muscoli della mente.
E possiamo farlo attraverso il cinema".
LE DONNE.
In mattinata aveva parlato della scarsa presenza di registe a questa Mostra, il tormentone di questa edizione: "C' un problema sistemico: per le donne  molto pi difficile ottenere finanziamenti per girare film". In mattinata Cloney, che oggi terr una masterclass, aveva attaccato Trump pur senza nominarlo: "Non  facile vivere in un Paese che  guidato dalle persone meno capaci di farlo.
A novembre ci saranno le elezioni di midterm e se tutto va bene torneremo ad una situazione di maggiore normalit. Io sono ottimista: supereremo tutto questo e diventeremo migliori".
L'ANNUNCIO.
Aveva anche annunciato l'addio alla regia: "Ho due figli di nove anni e una moglie magnifica di cui voglio prendermi cura, dirigere film richiederebbe troppo tempo.
Ma fare solo l'attore continua a piacermi". Cosa lo incoraggia ad andare avanti? "Una buona sceneggiatura ma con i miei amici Matt Damon e Brad Pitt farei qualunque cosa". L'attore ha parlato anche dei cambiamenti climatici che nelle settimane scorse hanno provocato violenti incendi in Provenza, dove vive da quando ha il passaporto francese, costringendolo ad evacuare la sua villa con tutta la famiglia: "Cercheremo di aiutare le persone colpite da questa calamit", ha promesso, per poi parlare della fusione Warner-Paramount ("sono sempre preoccupato quando un'azienda pi grande ne ingoia una pi piccola") e dell'Intelligenza Artificiale: "Non vorrei finire a fare la pubblicit degli assorbenti vent'anni dopo la mia morte... tutti stanno lavorando alacremente per mettere regole all'uso dell'IA, ma per ora senza grandi successi".
IL PREMIO.
Ieri  arrivata in Laguna Jane Fonda, invitata dalla stilista Diane von Frstenberg a ritirare il DVF Award, il premio da lei creato 17 anni fa per "celebrare donne che hanno il coraggio di lottare, la forza di sopravvivere e la leadership di ispirare". Stasera  in programma un gala al Teatro Goldoni di Venezia e, oltre a Jane Fonda, che a 88 anni  sempre un'icona del cinema e dell'impegno civile, ritireranno il riconoscimento anche la premier delle Barbados, Mia Amor Mottley, la fotogiornalista Lynsey Addario, la fondatrice e Ceo di Food4Education, Wawira Njiru e l'autrice e attivista Gisle Pelicot diventata simbolo della lotta contro la violenza sessuale.
Canteranno Noa e Mira Awad. E la Mostra va avanti.
Oggi scendono in concorso Werner Herzog con Bucking Fastard, un film in cui le sorelle Kate e Rooney Mara danno vita a una storia di amore e ossessione, e Martin McDonagh con la spy-story e insieme commedia nera Wild Horse Nine ambientata nell'isola di Pasqua e interpretata da John Malkovich, Sam Rockwell e Steve Buscemi.
Per l'Italia c' Gianni Amelio fuori concorso con Nessun dolore, sul tema dell'immigrazione, protagonisti Alessandro Borghi, Valerio Mastandrea e Valeria Golino.
Gloria Satta.
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