L'INTERVENTO.
Ex ospedale di Viterbo, stop al degrado.
La Regione Lazio ha disposto immediatamente la bonifica: rifiuti rimossi, la rete metallica riposizionata e l'accesso nuovamente messo in sicurezza.
E' stato questo l'intervento eseguito nei giorni scorsi dai tecnici della Pisana all'ingresso di una delle grotte sotterranee che si aprono su via di Sant'Antonio.
Un intervento reso necessario dopo i bivacchi e le incursioni dei vandali, dove qualcuno aveva pi volte divelto la protezione per gettare all'interno sacchi e materiali di ogni genere.
Un episodio che torna a richiamare l'attenzione sulle condizioni di uno dei complessi immobiliari pi importanti del centro storico di Viterbo, ma anche sul progetto destinato a cambiare radicalmente il volto dell'ex ospedale e dell'intera area di piazza San Lorenzo.
La Regione Lazio ha acquisito la propriet del compendio dalla Asl di Viterbo nel dicembre del 2024.
L'ITER.
Un passaggio destinato a dare il via a un progetto di grande portata, inserito nell'Accordo di valorizzazione sottoscritto con il Ministero della Cultura.
Il primo stanziamento ammonta a 35,8 milioni di euro e prevede la nascita del "Borgo della Cultura", un polo destinato a riunire funzioni istituzionali, culturali e ricettive.
Nel complesso troveranno posto la sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l'Etruria Meridionale, con gli uffici direzionali e i laboratori di restauro, l'Archivio storico di Viterbo, l'Archivio di Stato, uno studentato e un ostello della giovent. Un progetto ambizioso che, prima ancora dell'apertura dei cantieri per la trasformazione degli edifici, ha richiesto una lunga fase di messa in sicurezza e bonifica.
Nel corso del 2025, attraverso due distinti appalti conclusi nei primi mesi del 2026, sono state effettuate le operazioni di sanificazione e rimozione del guano di piccione, la chiusura con reti di varchi e aperture, la bonifica degli ambienti e la rimozione dei rifiuti, compresi quelli speciali e pericolosi.
Gli interventi hanno interessato i tre blocchi nei quali  articolato il vasto complesso, indicati come Blocchi A, B e C, oltre agli spazi esterni.
Adesso il progetto si prepara a entrare in una fase ancora pi concreta.
A luglio si sono concluse le attivit di progettazione delle indagini strutturali e geognostiche e dello "strip out" nei Blocchi A e C. Sono in corso le procedure per l'aggiudicazione dei lavori, con l'obiettivo di avviare gli interventi nel prossimo autunno.
Le operazioni comprenderanno anche i saggi archeologici, indispensabili in un'area del centro storico dove il sottosuolo pu restituire tracce e testimonianze delle diverse epoche della citt. Parallelamente  in corso l'affidamento del coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione.
In attesa che il cantiere prenda forma, la Regione mantiene alta l'attenzione sul complesso.
E' tuttora attivo un servizio di vigilanza notturna, ulteriormente potenziato durante i fine settimana.
A questo si aggiungono sopralluoghi periodici, interventi di pulizia e attivit di mantenimento del decoro degli spazi esterni compresi tra i diversi edifici.
Secondo quanto riferito dalla Regione, in queste aree non risultano occupazioni abusive, bivacchi o scarichi di rifiuti.
Il capitolo pi delicato riguarda per il sistema di grotte che si sviluppa nel sottosuolo del Blocco B, quello rivolto verso Valle Faul. Gli ingressi si trovano lungo via di Sant'Antonio e sono chiusi da portoni e protezioni.
All'interno sono stati effettuati anche monitoraggi per la presenza di gas radon. Proprio uno degli accessi, protetto da una rete metallica,  stato ripetutamente preso di mira dai vandali.
Ogni volta la protezione  stata danneggiata e all'interno sono stati gettati rifiuti.
Da qui la decisione della Regione di intervenire nuovamente: ripulire la grotta e ripristinare la rete, con l'obiettivo di impedire nuovi ingressi e ulteriori episodi di degrado.
C' per un secondo accesso che presenta una situazione diversa.
Anche questo  stato interessato da vandalismi e abbandono di rifiuti, ma non  nella disponibilit della Regione Lazio.
Al suo interno, infatti, si trovano le uscite di sicurezza degli ascensori comunali che collegano Valle Faul con piazza San Lorenzo.
Una distinzione che rende pi complessa la gestione dell'area e che chiama in causa anche il tema del coordinamento tra gli enti.
Mirko Polisano.
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