L'OPPORTUNITA'.
Chi l'ha detto che non vivere in citt sia uno svantaggio? Con l'intento di contrastare lo spopolamento dei centri minori, quei paesini che costituiscono l'ossatura del Viterbese, che nasce l'avviso non competitivo "Crescere nei piccoli comuni 2026", pubblicato dal dipartimento per le politiche della famiglia.
Un bando che mette a disposizione 50 milioni di euro per sostenere i piccoli paesi, rafforzare i servizi di prossimit e creare nuove opportunit per famiglie, bambini e adolescenti.
Un'occasione d'oro per i 43 comuni della provincia che hanno meno di 5mila abitanti.
A darne notizia  il deputato Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera, che sottolinea l'importanza dell'intervento per le comunit di minori dimensioni. "Cinquanta milioni di euro destinati ai piccoli Comuni rappresentano - dichiara Rotelli - un investimento concreto su famiglie, bambini e adolescenti, ma anche sulla vitalit e sul futuro delle nostre comunit. E' questa la direzione nella quale il Governo Meloni sta continuando a lavorare: rafforzare i servizi di prossimit e sostenere i territori, soprattutto quelli pi piccoli e pi periferici, affinch nessuna famiglia sia lasciata sola". Il provvedimento  rivolto ai Comuni con una popolazione fino a 5.000 abitanti, che potranno presentare la propria candidatura singolarmente oppure in forma associata, attraverso un'apposita convenzione.
Le risorse messe a disposizione saranno destinate al potenziamento dei servizi locali e alla realizzazione di attivit educative, sociali e relazionali rivolte alle famiglie.
Particolare attenzione sar riservata a bambini e adolescenti, oltre alle iniziative finalizzate a favorire il dialogo tra generazioni e rafforzare la coesione sociale.
Secondo Rotelli, il sostegno ai piccoli centri rappresenta anche uno strumento per contrastare il fenomeno dello spopolamento e mantenere vivi i territori. "I piccoli Comuni - sottolinea il deputato - custodiscono una parte fondamentale della nostra identit e svolgono un ruolo insostituibile nel garantire presenza, servizi e coesione sociale.
Investire su questi territori significa contrastare lo spopolamento, sostenere le famiglie e creare condizioni migliori perch bambini e ragazzi possano crescere, formarsi e costruire il proprio futuro nelle comunit di appartenenza". I Comuni interessati avranno tempo fino al 29 settembre 2026 per presentare la manifestazione di interesse, seguendo le modalit stabilite dall'avviso e utilizzando esclusivamente la procedura indicata sul sito istituzionale del Dipartimento per le Politiche della famiglia.
Un'opportunit che punta dunque a rafforzare la rete dei servizi nei centri pi piccoli e a sostenere concretamente quelle comunit che, nonostante le dimensioni ridotte, rappresentano un presidio fondamentale per il tessuto sociale e territoriale italiano.
Ogni progetto dovr interessare un territorio in cui risultino residenti almeno 15 minori di et compresa tra 0 e 14 anni.
Il requisito pu essere raggiunto anche attraverso l'aggregazione tra pi Comuni.
La misura punta quindi soprattutto sui borghi e sui centri di dimensioni ridotte, dove l'offerta di servizi per l'infanzia e l'adolescenza pu essere pi limitata rispetto alle aree urbane.
Tra i progetti ammessi ci sono attivit educative, ricreative, culturali, sportive e di socializzazione destinate a bambini e ragazzi fino a 14 anni.
Possono essere finanziate anche attivit extrascolastiche e iniziative di aggregazione intergenerazionale, pensate per favorire lo scambio di competenze ed esperienze tra persone di et diversa.
Renato Vigna.
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