APRILIA.
La commissione straordinaria al governo di Aprilia va avanti.
Nonostante le proteste di gran parte della citt, una raccolta firme a cui hanno aderito diversi ex amministratori dell'ente e le parole della figlia di Giacomo Manz, la decisione di intitolare la sala pi grande della biblioteca comunale ad Aleardo Nardinocchi, architetto e docente apriliano prematuramente scomparso a causa di una malattia, viene confermata.
Secondo l'amministrazione, infatti, quello spazio non sarebbe mai stato intitolato formalmente al celebre scultore e artista di fama internazionale che ha vissuto e lavorato ad Aprilia, in zona Colle del Fico, per decenni.
Mancherebbe insomma una delibera di intitolazione, un passaggio che l'allora giunta Meddi, nel momento dell'inaugurazione della sala Manz, non avrebbe fatto.
"La sala conferenze pi grande della biblioteca comunale spiegano in una nota le tre commissarie straordinarie contrariamente a quanto sostenuto a mezzo stampa, risultava ancora non intestato prima della formale intitolazione attribuita all'architetto Aleardo Nardinocchi con la deliberazione numero 29 del 15 aprile scorso.
Al di l di individuazioni ufficiose al maestro Giacomo Manz, che compaiono su vari documenti pubblici ma puntualmente senza un'esatta indicazione del provvedimento di intitolazione, gli unici atti formali sono riscontrabili nella deliberazione del consiglio comunale numero 64 del 28 novembre 2011 di intestazione dell'intero edificio della biblioteca comunale nei confronti dell'artista, e nella deliberazione di giunta numero 36 del 25 febbraio 2021, di intestazione dell'ex "sala ragazzi", la sala interna pi piccola, al concittadino Roberto Fiorentini".
Secondo il comune di Aprilia non ci sarebbe nessun documento nell'archivio dell'ente che provi che la sala pi grande della struttura di largo Marconi sia stata intitolata formalmente a Giacomo Manz.
Una presa d'atto formale che permette al comune di Aprilia di voltare pagina e di procedere con una "nuova" intitolazione.
Questo nonostante l'inaugurazione del 1991, cerimonia a cui prese parte anche la moglie dell'artista, Inge Manz. E, soprattutto, nonostante che quello spazio ancora oggi ospiti un busto di Giacomo Manz realizzato dal maestro Tony Di Nicola, una targa, con il nome dello scultore, apposta il giorno dell'inaugurazione della sala nel 1991 ed un ramoscello d'ulivo donato al comune di Aprilia da Inge Manz. Oggetti che sottolineano, semmai ce ne fosse bisogno al di l degli atti formali, come quella sala sia da 35 anni fortemente identificata con l'artista.
Ma a volte la rigida burocrazia sembra ignorare la storia e l'identit di una citt. Manca un atto, tanto basta a cancellare il nome di Manz dalla sala della biblioteca. "Pertanto continua la nota del comune di Aprilia - risulta del tutto corretta e legittima la citata deliberazione della commissione straordinaria con la quale, come gi evidenziato, si  inteso intitolare la sala maggiore della biblioteca ad un altro personaggio di rilievo della realt apriliana, nel pieno rispetto delle formali denominazioni gi attribuite, di quanto stabilito dalla legge 1188/1927, secondo la quale nessun monumento, lapide o altro ricordo permanente pu essere dedicato in luogo pubblico o aperto al pubblico a persone che non siano decedute da almeno 10 anni, e delle circolari del ministero dell'interno che attribuiscono alla giunta comunale la competenza in merito alla toponomastica locale.
Si evidenzia, infine, che nella pi volte citata deliberazione della commissione straordinaria  stato opportunamente precisato che l'intitolazione avrebbe riguardato esclusivamente la maggiore delle sale conferenza mentre veniva stabilita l'invarianza dell'intitolazione dell'intero immobile al maestro Giacomo Manz".
LA FIGLIA DELL'ARTISTA.
Non la pensa cos Giulia la figlia dell'artista che gi aveva manifestato tutto la sua amarezza. "Penso che quello che sta accadendo sia una mancanza di rispetto verso un cittadino illustre di Aprilia ci dice continuer a difendere e a mantenere la memoria di mio padre.
Confermo la mia disponibilit ad aiutare nelle forme pi opportune ogni iniziativa volta a tutelare Giacomo Manz".
Alessandro Piazzolla.
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