GLI INCENDI.
Le fiamme sono spente e il fumo si disperde, ma sui Monti Lepini il passaggio del fuoco  ancora scritto sulla montagna.
Ieri a Norma non risultavano pi focolai attivi, a Sezze l'incendio era spento e a Roccagorga restavano le ferite dei giorni pi difficili.
Mentre si completa la bonifica, lo sguardo si sposta oltre l'emergenza, su ci che  andato perduto e su come evitare che accada di nuovo.
A Norma l'incendio era scoppiato luned intorno alle 23 nella zona del parco archeologico, interessando soprattutto il bosco.
Le squadre sono riuscite a tenere le fiamme lontane dal sito e non  stato necessario evacuare abitazioni, mentre allevamenti e aziende legate all'olivicoltura sono stati risparmiati. "Si  trattato di un incendio prevalentemente boschivo", spiega il sindaco Andrea Dell'Omo.
Il lavoro  andato avanti fino alle 5 di ieri mattina, con la Protezione Civile di Norma impegnata sul territorio mentre i volontari di Roccagorga affrontavano l'altro grande incendio.
I focolai risultavano spenti gi in mattinata, ma la bonifica  proseguita da terra e con i mezzi aerei.
Probabile l'origine dolosa del rogo, sono in corso gli accertamenti.
Dell'Omo richiama l'attenzione sull'orario: "Un incendio che si accende alle 23 di sera non si accende da solo". Pochi chilometri pi in l, Roccagorga porta ancora i segni del fuoco.
La sindaca Carla Amici ha parlato di una "notte di devastazione", ricordando il lavoro senza sosta di Protezione Civile e Vigili del Fuoco anche nelle zone pi difficili da raggiungere.
Nel pieno dell'emergenza la Regione Lazio ha approvato il progetto comunale da 25mila euro per una vasca antincendio, un atto definito da Amici "premonitore". Il Comune ha inoltre attivato Acqualatina per garantire l'acqua necessaria ai mezzi antincendio.
A Sezze il fuoco si  fermato lasciando sulla Longara la vegetazione bruciata.
Da quanto accaduto sui Lepini parte la richiesta del Pd di Sezze di cambiare passo e puntare sulla prevenzione.
Il partito propone un tavolo con Regione Lazio, Comuni dei Lepini, Protezione Civile ed enti forestali e un piano pluriennale per intervenire sulla vegetazione, sulle fasce tagliafuoco, sulla viabilit forestale e sui punti di approvvigionamento idrico.
Martina Onorati.
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