Il nome di Luca Pallini, 26 anni il prossimo 19 settembre, di Cassino, entra nel palmars nazionale come quello del docente pi giovane immesso in ruolo.
Laureato in Filologia moderna con 110 e lode presso l'Universit degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, dal primo settembre  entrato nell'organico di diritto del Cpia di Frosinone, dopo aver vinto il concorso Pnrr3 del 2026, risultando il pi giovane docente in Italia a ottenere l'immissione in ruolo.
Luca  figlio dell'avvocato civilista Massimo Pallini, che perse la vita nel suo studio di via Cimarosa, a Cassino, nel pomeriggio del 27 ottobre 2010, per mano di un suo assistito.
Luca, qual  stato il suo percorso di studi?
"Il mio percorso  stato un po' particolare.
Provengo dall'Istituto Tecnico Commerciale "Medaglia d'Oro". Proprio durante gli anni della scuola secondaria ho maturato il desiderio di diventare docente.
A trasmettermi la passione per le materie umanistiche  stata la mia ex professoressa di Lettere, Paola Antonia Perillo, che mi ha fornito sia gli strumenti pratici sia il metodo per affrontare gli studi.
Ho cos scelto di proseguire gli studi universitari, iscrivendomi nel 2019 a Lettere presso Unicas. Nel 2022 ho concluso il ciclo triennale e nel 2024 la magistrale".
Ha subito tentato i concorsi?
"S. Ho prima affrontato il concorso Pnrr2 del 2025, risultando idoneo a 24 anni.
Poi, a 25 anni, ho sostenuto l'ultimo concorso Pnrr3, vincendo sia quello per la docenza nelle scuole medie sia quello per la docenza alle superiori".
Qual  stata la sua carta vincente?
"Avere le idee chiare sin dal primo istante.
A differenza di altri colleghi, io ho sempre saputo quello che volevo fare.
E' un traguardo figlio di tanti sacrifici, impegno, studio e tante, tante rinunce.
Era difficile crederci.
Neanche io credevo che l'ultimo concorso potesse portarmi a questo risultato.
Mi sono impegnato, ho impiegato tutte le mie energie, ma in alcuni momenti ho dubitato che potessi arrivare a questo risultato.
Sono concorsi molto selettivi.
Di norma, l'80% dei candidati non supera la prova scritta.
Considerando che un'ulteriore scrematura avviene alla prova orale, la vittoria mi sembrava difficile, ma non mi sono mai perso d'animo, riuscendo a conseguire un'ottima votazione.
Per questo obiettivo ho rinunciato a molto.
E i miei amici sono testimoni delle rinunce fatte.
In questi due anni mi hanno visto veramente poco.
Nel profondo del mio cuore, per, avevo la certezza che stavo facendo la cosa giusta".
Come si sente, ora che ha centrato l'obiettivo?
"Sono felice.
Incredulo.
Si prende coscienza molto lentamente.
Marted, al mio ingresso al Cpia di Frosinone, ho fatto la conoscenza dei colleghi e della dirigente, che mi hanno accolto calorosamente.
Ringrazio tutti e mi preparo ad affrontare l'anno con umilt e voglia di imparare, perch questo lavoro si impara sul campo.
Nello scorso anno scolastico ho gi avuto esperienze in due istituti della provincia: l'Itis di Ferentino e l'I.I.S. San Benedetto di Cassino.
Sono state esperienze che mi hanno fatto conoscere persone speciali, che mi hanno dato tanti consigli.
Non si  mai arrivati.
Giorno dopo giorno si impara questo lavoro.
E' importante affidarsi a chi insegna da tempo".
Quali sono i suoi progetti futuri?
"Per il momento voglio concentrarmi sulla docenza.
Nei prossimi anni valuter se intraprendere altri tipi di percorsi.
Ora voglio dedicare tutte le mie energie fisiche e mentali alla docenza e imparare, giorno dopo giorno, come svolgere al meglio questo lavoro".
A chi deve il suo grazie?
"Questa  una bella domanda.
Il mio grazie lo devo a mia madre, che in questi anni non facili, anche per la mia storia personale, mi ha assistito.
Anche quando non ci credevo, lei c' sempre stata.
Tutto ci, senza mia madre, non sarebbe stato possibile".
Ha pensato a suo padre?
"S, ho pensato tanto a mio padre.
A lui penso sempre, nella mia quotidianit. Lui, per me, c' sempre stato.
E ritengo che mi abbia aiutato tanto.
L'ho sempre sentito vicino".
Elena Pittiglio.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
